Nicosia: molti soggetti fragili non riescono a vaccinarsi per disfunzioni del servizio. Questo è un paese civile?

Certi avvenimenti, in un paese civile ed evoluto, non dovrebbero mai verificarsi. In un paese civile, tra dirigenti e impiegati, sarebbero già saltate molte teste.

Com’è possibile che molte persone appartenenti alle categorie fragili, riconosciute e con tanto di certificato, non riescano a vaccinarsi? Succede a Caltanissetta come in tutte le altre realtà siciliane e d’Italia.

Un servizio pubblico che non permette in alcun modo la prenotazione per la vaccinazione di alcuni soggetti fragili. Diverse persone, di molti ne conosco i casi personalmente, scrivono costantemente a una mail di posta elettronica, vaccinazioniaspcaltanisetta@asp.cl.it, da circa un mese, seguendo le istruzioni del portale ASP Caltanissetta, per prenotare la prima dose di vaccino alla parente fragile, invalida al 100%,  anche con codice di esenzione 048 (tumore), “soggetto fragile”, senza alcun esito tranne che un risponditore automatico.

Non essendo stato possibile effettuare la stessa prenotazione nel portale telematico nella categoria “soggetto fragile”, probabilmente per un errore o malfunzionamento dello stesso portale, e non avendo ottenuto mai risposta dall’Asp di Caltanissetta, le stesse persone si recano, anche con codice di prenotazione non riconosciuto come soggetto fragile, perché il sistema non lo permette, e opportuna copia esenzione  del soggetto in causa, al Centro vaccinale di Caltanissetta in via Giuseppe Mulè n°1 nella speranza che gli operatori usino il buon senso o di vaccinarle in loco e immediatamente o di prenotarle a data certa.

Impossibile! Non esiste buon senso e applicazione della logica e ragione umana. Ce lo deve dire il robot. Le stesse sono invitate ad andare via e nuovamente rinviate all’indirizzo email, che non restituisce mai una risposta concreta e certa, vaccinazioniaspcaltanisetta@asp.cl.it.

I cittadini, nonostante abbiano segnalato agli operatori sanitari il disservizio, le mancanze di risposte, la documentazione esposta e avendo riconosciuto che il soggetto non può avere somministrato Astrazeneca,  trovano un muro di gomma, solo una classica risposta automatica: ha ragione!

Un servizio pubblico necessario e primario per la salute umana, e a maggior ragione per i soggetti fragili che dovrebbero avere massima priorità, non funziona?

Questo è un paese dove non c’è mai un responsabile, nessuno risponde di nulla ed è sempre sconosciuta l’identità di chi dovrebbe dare le risposte. L’Italia è un paese ipocrita, istituisce le giornate alla disabilità, ai nonni, e poi se ne frega altamente degli stessi soggetti, sui quali si fa molta speculazione mediatica e politica. Ipocrisia!

È in questi casi che un vero paese civile dimostra le sue capacità organizzative e di sensibilità verso queste persone.

Perché si mette la testa sotto la sabbia, senza nessun referente, nessun colpevole, senza nessuna risposta?  

Da un lato adottiamo un sistema di terrorismo mediatico per l’obbligo di vaccinazione e dall’altro ci si limita a scaricare le persone fragili senza alcuna risposta, solo con una semplice esclamazione: “ha ragione”, e poi rinviati a scrivere alla stessa email che non dà un responso.

Denunciamo con forza questo stato di cose e spero vivamente in accertamenti che trovino i colpevoli di questi disservizi.

Adriano Nicosia

Portavoce IDES Identità Siciliana

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