“L’economia preoccupa più del virus” Articolo di Achille Colombo Clerici

di Achille Colombo Clerici

 

Il 2021 si apre all’insegna della speranza: che il vaccino, durante l’anno, sconfigga la pandemia e riporti il Paese alla vita normale, con i suoi alti e bassi, prevedibili e in parte controllabili: così spera oltre la metà degli italiani.  Ma, secondo l’autorevole ISPI, uno dei principali  centri studi europei, con sede a Milano, specializzato in analisi geopolitiche e delle tendenze politico-economiche globali, Covid è , sorprendentemente, ‘soltanto’ al secondo posto nei timori degli italiani (22%): per il settimo anno consecutivo infatti la crisi economica resta la più grave minaccia per il 54% dei compatrioti, seguita da immigrazione (11%) e dai cambiamenti climatici (7%).

Se usciamo dall’ambito domestico e consideriamo il Paesi nei suoi rapporti internazionali, la classifica a livello globale cambia e non di poco: la pandemia balza al primo posto, seguono i cambiamenti climatici (25%) e buona terza la crisi economica. Crolla il timore del terrorismo, dal picco del 2015 (attentati di Parigi) al 6% di oggi.

Possiamo aggiungere, per completare il quadro, qualche altro dato, che interessa ovviamente una minoranza: gli italiani vedono accresciuta l’influenza della Cina, accompagnata da un calo consistente di quella americana, e da un semicrollo dell’influenza russa. L’Unione Europea registra invece un notevole balzo in avanti, quasi raddoppiando il valore-influenza: dal 18 al 34%. Evidentemente il merito va al Next Generation EU, meglio conosciuto in Italia come “Recovery Fund”; e alla figura carismatica di Angela Merkel, la ‘mutti’ d’Europa che ha triplicato i consensi.

Ma non tutti i leader europei godono della simpatia degli italiani: quelli dei cosiddetti ‘Paesi frugali’ sono visti quali avversari da oltre un quarto degli italiani; i ‘sovranisti’ Polonia ed Ungheria sono evidentemente considerati poco influenti.  Infine il 57%  dei connazionali continua a prediligere la tradizionale alleanza con gli Stati Uniti: ma quasi il 40% non esclude di avere buoni rapporti anche con Russia e Cina.

Il 2021 è anche l’anno del neo presidente degli Stati Uniti Joe Biden che la grande maggioranza degli italiani vede con favore contro soltanto l’11% il quale ritiene che avrà un’influenza negativa anche nei rapporti con il nostro Paese.

 

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