Davide Tranchina si racconta in occasione dell’inaugurazione streaming della mostra CIELI IMPOSSIBILI

Davide Tranchina si racconta in occasione dell’inaugurazione streaming della mostra CIELI IMPOSSIBILI





 

Qual è lo spazio e qual è il ruolo della fotografia nella “società dell’immagine” contemporanea? 
La risposta a questo quesito è il punto di partenza di tutta la ricerca artistica di Davide Tranchina, protagonista della mostra che inaugura oggi streaming “CIELI IMPOSSIBILI” curata da Sabino Maria Frassà e promossa a Milano Gaggenau e Cramum al Gaggenau DesignElementi Hub di Corso Magenta 2 Milano. La mostra è incentrata sul tema della distanza ed è composta da 15 opere, per lo più inedite, realizzate attraverso la tecnica dell’off-camera che ha reso celebre l’artista a livello internazionale.

Come spiega il curatore Frassà: “Le opere in mostra sono caratterizzate da linee e colori che portano lo spettatore a vedervi immagini di orizzonti, albe o tramonti. In realtà ciò che vede lo spettatore, come spesso nel lavoro di Tranchina, non esiste e non è mai esistito, sono cieli “volutamente” impossibili. L’artista innesca un cortocircuito sensoriale tra figurazione percepita e realtà registrata che provoca, in misura maggiore rispetto ai precedenti lavori più mimetici, una vertigine non solo per la distanza tra noi e il cielo, ma anche per l’ambiguità stessa dell’immagine: il “come se” spinge lo spettatore a domandarsi se ciò che vede sia realmente un orizzonte o meno. Si comprende come per Tranchina l’arte e la fotografia non registrino ciò che l’essere umano riesce a percepire, quanto una realtà ontologica. L’arte fornisce gli elementi per vedere ciò che l’occhio umano – inteso come organo – da solo non riesce a cogliere. I cieli impossibili di Davide Tranchina, riduttivo e tecnicamente sbagliato definirli “scatti fotografici”, finiscono così per risultare immagini universali che colgono e danno forma all’inconscio archetipico dell’essere umano.”

Complice il distanziamento che rende complesse le inaugurazioni in presenza, Gaggenau e Cramum hanno lavorato a lungo per organizzare un’inaugurazione digitale aperta a tutti – stasera 8 luglio – con contenuti esclusivi e inediti sull’arte di Davide Tranchina. La mostra sarà visitabile di persona su appuntamento da domani 9 luglio al 22 settembre (chiusura estiva dal 1° al 23 agosto).



Per visitare la mostra aperta al pubblico dal 9 luglio su appuntamento
Gaggenau DesignElementi Hub, Corso Magenta 2, Milano
lunedì-venerdì 10:00 – 19:00
scrivere a: 
infocramum@gmail.com | gaggenau@designelementi.it



DAVIDE TRANCHINA

E’ nato a Bologna nel 1972.
A partire dal 1999 presenta il suo lavoro in gallerie d’arte contemporanea e spazi pubblici.
Nel 2003 espone allo Spazio Aperto della Galleria d’Arte Moderna di Bologna. Nel 2009 è tra gli autori invitati alla Prague Biennale. La ricerca, 40 notti a Montecristo, è stata presentata in anteprima alla mostra Perduti nel paesaggio, presso il MART di Rovereto nel 2014. Nel 2016 dopo la personale Lontano presso la FAR di Rimini, è stato invitato a realizzare un progetto speciale per il 2016. Nuove esplorazioni, esposto ai Chiostri di San Pietro nell’ambito di Fotografia Europea a Reggio Emilia. Nel 2018 inaugura la bipersonale Free Fall, con Mishka Henner, presso la Galleria Bianconi di Milano.
Le sue immagini sono state inserite in pubblicazioni sulla fotografia italiana e internazionale, Future Images, a cura di M. Cresci (24ORE Cultura), Laboratorio Italia. La fotografia nell’arte contemporanea, a cura di M. Paderni (Johan & Levi Editore), e Tre strade per la fotografia di L. Panaro (APM Edizioni).
E’ uno dei vincitori dell’edizione 2010 del Premio Terna 03 per l’arte contemporanea. E’ il vincitore della quarta edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti contemporanee 2015, nella sezione Fotografia contemporanea.
Di recente alcune sue opere sono state acquisite nelle collezioni permanenti della Galleria Civica di Modena, di UniCredit, del MART di Rovereto, e di UBI – Banca Popolare di Bergamo.
Vive e lavora tra Bologna e Milano. Collabora attivamente con Cramum e con la Galleria Studio G7 di Bologna dal 2019.
 

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