SALUTE, FIORAMONTI: Uranio impoverito ancora un problema irrisolto.

“Uranio impoverito ancora un problema irrisolto. Non possiamo continuare ad esporre i nostri militari alle nanoparticelle che si sprigionano con la combustione dei materiali che contengono questa sostanza, presenti negli armamenti, e la cui inalazione costituisce un pericolo per l’organismo”. Così dichiara l’On. Fioramonti (MISTO).

 

“Per tale motivo -continua Fioramonti- sto depositando un un’interrogazione insieme ai deputati Palazzotto, Cecconi, Fratoianni e la deputata Flora Frate, indirizzata al Ministro della Difesa per sollecitare una risposta esaustiva a tale problematica e prendere delle misure audaci che risolvano definitivamente la questione”.

 

“Dalle informazioni apprese dai vari organi di stampa ciò che emerge è un panorama dubbio, fatto di informazioni poco chiare, spesso omesse, e di versioni contrastanti da parte della reggenza militare, che appare così in contrasto con le altre istituzioni, mentre dovrebbe rappresentarne la diretta emanazione”.

 

“In un mondo ideale non avremmo mai bisogno di adoperare armamenti di alcun tipo. Ma laddove fosse necessario ricorrervi, esclusivamente ai fini della difesa, il dovere della politica è assicurare che ciò accada nelle condizioni più sicure, a tutela e garanzia non solo del servizio reso dai nostri militari, ma anche della salute degli stessi, oltre che per le popolazioni dei Paesi in conflitto”. 

 

“L’entità del pericolo e del danno per la salute è purtroppo confermata dai dati. Secondo l’osservatorio militare, infatti, ad oggi sarebbero 375 i morti causati da tale esposizione e 7600 il numero degli ammalati”.

 

“Non si può più a tacere su questa vicenda- conclude infine l’ex Ministro- , né permettere che si ripetano comportamenti scorretti che ledono la salute dei nostri militari.  È necessario che si faccia chiarezza e che possano essere adottate tutte le misure necessarie alla prevenzione e al controllo, dalla cui efficienza dipende anche lo stato di salute della difesa del nostro Paese”.

 

 

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