Ecobonus, una risorsa per la Sicilia: si stima un giro d’affari di quasi 700 milioni di euro.

Trend in crescita ma l’Isola resta tra le ultime in Italia per ricorso agli incentivi

Confartigianato: “Tempi troppo lunghi per la partenza, si faccia presto”

 

Il bonus del 110% in Sicilia mobilita risorse fino al 2026 da un minimo di 256 milioni di euro ad un massimo di 697 milioni di euro. L’importo massimo in media annua di 116 milioni triplica l’attuale spesa per investimenti incentivati in Ecobonus.
È questo il dato principale che emerge da un’analisi dell’osservatorio economico di Confartigianato Sicilia. Ma a preoccupare la federazione regionale, sono i ritardi dell’avvio della misura prevista dal Governo nazionale. L’Ecobonus infatti è partito il primo luglio come previsto. Prima di emanare i decreti attuativi della misura, il Governo attenderà la conversione in legge che arriverà non prima di metà luglio.

I dati relativi a contribuenti e l’ammontare delle detrazioni per spese di recupero edilizio e per interventi di riqualificazione energetica mostrano nel periodo 2008-2018 un trend in costante crescita.

Il decreto “Rilancio” varato il 13 maggio e pubblicato in Gazzetta ufficiale il 19 maggio che ha determinato una manovra espansiva per 55,3 miliardi di maggiore deficit nel 2020 rafforza gli incentivi pubblici per gli interventi di riqualificazione edilizia, introducendo un aumento della detrazione per le spese sostenute tra la seconda metà del 2020 e nel 2021 per il miglioramento dell’efficienza energetica e delle caratteristiche antisismiche degli edifici. Inoltre il Decreto definisce nuove modalità di fruizione dell’agevolazione, estese anche alle altre spese di riqualificazione degli edifici (energetica, antisismica, di ristrutturazione, compreso il bonus facciate) sostenute nel biennio 2020-21 che non beneficiano dell’aumento della percentuale di detrazione. Nel complesso il bonus del 110% mobilita risorse per 14 miliardi di euro fino al 2026.

LE IMPRESE. La Sicilia però si posiziona tra le ultime per ricorso agli incentivi. La misura messa in campo del bonus 110% potrebbe incrementare l’utilizzo delle detrazioni fiscali, sia per il maggiore beneficio che, di fatto, copre l’intera spesa, sia per la minore concorrenza sleale del sommerso che perde di convenienza a fronte delle misure previste. Le detrazioni fiscali in esame interessano la vasta platea costituita da 48 mila imprese del sistema della casa – di cui 27 mila nelle costruzioni, 6 mila nelle attività immobiliari e 10 mila studi di architettura, di ingegneria e tecnici – con 100 mila addetti, di cui quasi 40 mila, pari al 40%, nelle imprese artigiane.

L’OCCUPAZIONE. Gli interventi incentivati per ristrutturazioni ed ecobonus, che nel 2019 in Sicilia si stima ammontino a 864 milioni di euro, hanno un rilevante effetto di sostegno dell’occupazione delle Costruzioni. Considerando gli investimenti sostenuti da detrazioni in edilizia e il fatturato per addetto nelle imprese del settore in esame è possibile stimare che tali investimenti hanno sostenuto sull’Isola 10.200 occupati nelle Costruzioni, che rappresentano il 14,1% degli occupati del settore nel IV trimestre del 2019.

Senza il sostegno degli incentivi per le ristrutturazioni ed ecobonus la situazione occupazionale delle Costruzioni in Sicilia sarebbe stata ancora più drammatica di quella rilevata tra il 2008 ed il 2019: nel corso di due cicli recessivi il settore ha perso complessivamente 82 mila occupati, pari alla metà dei propri addetti (-54,7%).

LA SPESA. La domanda privata sostenuta dagli incentivi fiscali ha, inoltre, consentito di attutire gli effetti della drammatica caduta degli investimenti pubblici in costruzioni: dal 2007 al 2017 la spesa della P.A: per beni e opere immobiliari in Sicilia si dimezza (-51%).
Il bonus 110% insieme all’espansione della domanda pubblica risultano fondamentali per il rilancio del settore per cui la crisi Covid-19 ha determinato una perdita di fatturato nel trimestre marzo- maggio pari a 717 milioni di euro. Perdita economica che sarà causa di potenziali pesanti ripercussioni sull’occupazione: i mancati ricavi, infatti, mettono a rischio il lavoro di 8.400 addetti che operano nelle imprese del settore.

MASSA SALARI. Complessivamente nel bimestre marzo-aprile la massa salari registra un calo del -70,3%. Il calo è collegato esclusivamente alla crisi Covid-19, poiché nei due mesi di marzo e aprile 2020 si rileva la prevalenza di ore non lavorate e l’elevato ricorso alla cassa integrazione con casuale Covid-19 (Dati Edilcassa Sicilia).

MATTEO PEZZINO, PRESIDENTE ANAEPA CONFARTIGIANATO SICILIA. “I numeri forniti dall’Osservatorio ci dimostrano quanto l’Ecobonus potrebbe dare respiro e rilancio alle imprese delle Costruzioni della nostra Regione – dice Matteo Pezzino –. Ed è per questo motivo che guardiamo con preoccupazione ai ritardi con cui questa misura prevista dal decreto ‘Rilancio’ potrà finalmente diventare operativa. Lo slittamento, rispetto alla data del primo luglio indicata in precedenza, nei fatti è un vero stop alla partenza di tanti cantieri pronti a partire soprattutto grazie alla detrazione fiscale del 110% voluta così tanto dal Governo. Chiediamo che si faccia presto, che il decreto venga convertito in legge nel più breve tempo possibile. Anche perché, nell’attesa, sono tantissime le aziende al palo che non possono effettuare i lavori, con una perdita economica ingente. Anaepa Confartigianato segue passo dopo passo ogni sviluppo sul tema dei bonus. Saremo pronti a partire immediatamente insieme alle nostre imprese, affiancandole, come sempre, in ogni fase dell’intervento”.

L’unica certezza al momento è che il decreto “Rilancio” deve essere convertito in legge entro il 18 luglio 2020. Da questa data partirebbe il conto alla rovescia dei 60 giorni entro i quali il ministro delle Infrastrutture dovrà predisporre il decreto d’attuazione.

 

 

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