La Lega entra in Sicilia e si auto-accredita assumendo il ruolo di mediatore , invitando tutti i movimenti a un tavolo.

Musumeci s’infastidisce: perché l’invito a tutti?

In queste due semplici frasi si racchiude la “condanna” della nostra terra.

Nella prima rileviamo la certezza e la sicurezza di una compagine che da sempre ha lavorato contro la Sicilia e il Meridione, promuovendo l’approvazione di leggi che, di fatto, impediscono anche la piena dignità di un Popolo (legge 42 del 2009 – spesa storica -), estranea al nostro territorio, ma che ha l’arroganza e l’ardire di assumere il comando per gestire la politica e i movimenti dell’Isola.

Nella seconda, un governatore che si sente tradito e rimprovera: perché l’invito a tutti?

Questa, sì, è una domanda su cui bisogna riflettere!

Il Governatore della Sicilia gioca la sua partita “ad excludendum” nei confronti dei suoi stessi concittadini. Bisogna porsi molte domande su questi tipi di atteggiamenti. Forse, in questo semplice passaggio si racchiude il vero Dna del tipico politico siciliano: fare accordi con tutti tranne con i siciliani. Istinto fratricida.

Io avrei altre domande:

  • Perché si vuole l’esclusione di altri?
  • Perché, una forza politica che ci ha sempre insultato, offeso, ha permesso l’approvazione di leggi che non ci permettono servizi dignitosi, oggi ha l’interesse di venire a prendere voti in Sicilia?
  • Perché “il Governatore” della Sicilia, che dovrebbe essere forte, orgoglioso, politicamente schierato con la sua terra, è geloso se l’appello è rivolto anche alle altre forze politiche della Sicilia?
  • Perché una forza politica estranea alla nostra terra dovrebbe ipotecare il futuro presidente della Regione Siciliana?
  • Perché tutti i movimenti dei siciliani dovrebbero dar credito alla Lega Nord?
  • Perché tutti i movimenti dei siciliani non dovrebbero assumere il comando e si pongono, invece, come semplici “rematori” a priori?
  • Perché la Lega in Sicilia non potrebbe essere “l’ultima ruota del carro”, come una semplice alleata, proprio se si vuole, per verificare se ci garantisce i suoi voti a Roma a favore della Sicilia?
  • Perché i siciliani non dovrebbero avere, da soli, la possibilità di un ruolo dominante in Sicilia?

Quello che sostengo da sempre si racchiude in questa semplice vicenda. Abbiamo due grandi nemici:

1) il pensiero medio del Nord, convinto che la Sicilia e il Sud siano mantenuti dai loro soldi (di fatto non è così, è il contrario e lo dimostriamo con i dati di bilancio).
2) La mediocrità della nostra classe politica, che lotta per le zampe di gallina e non per il pollo intero. Sì, lo ammettiamo.

L’azione politica deve essere soprattutto culturale.

Adriano Nicosia

Coordinatore provinciale U.S. di Caltanissetta e Consigliere Nazionale

 

 

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