{"id":95842,"date":"2026-01-07T22:48:01","date_gmt":"2026-01-07T21:48:01","guid":{"rendered":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=95842"},"modified":"2026-01-07T22:48:01","modified_gmt":"2026-01-07T21:48:01","slug":"a-2-732-metri-apre-cortina-di-stelle-arte-sport-e-inclusione-verso-le-olimpiadi-e-paralimpiadi-invernali-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=95842","title":{"rendered":"A 2.732 metri apre \u201cCortina di Stelle\u201d: arte, sport e inclusione verso le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali 2026"},"content":{"rendered":"<table role=\"presentation\" border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"r7-c nl2go-default-textstyle\" align=\"left\">\n<div>\n<p class=\"default\" align=\"center\"><span id=\"isPasted\">A 2.732 metri, al Lagazuoi EXPO Dolomiti, l\u2019arte multisensoriale di Fulvio Morella dialoga con le storie e i cimeli di tre grandi atleti paralimpici, in vista dei Giochi invernali Milano Cortina 2026. In mostra fino al 5 aprile 2026 (tutti i giorni 9.00\u201317.00, negli orari di apertura della Funivia Lagazuoi): 36 tra medaglie, sci, ricordi di Ren\u00e9 De Silvestro, Moreno Pesce e Francesca Porcellato e opere in Braille stellato, legno e tessuto. Curata da Sabino Maria Frass\u00e0, l\u2019esposizione completa il ciclo\u00a0<\/span><em data-start=\"606\" data-end=\"629\">I limiti non esistono<\/em>, dedicato ai Luoghi Paralimpici di Milano Cortina 2026.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"r8-c\" align=\"center\">\n<table class=\"r9-o\" role=\"presentation\" border=\"0\" width=\"300\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"r10-i nl2go-default-textstyle\" align=\"center\" valign=\"top\" height=\"18\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"r6-c\" align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/34g97.img.ag.d.sendibm3.com\/im\/sh\/PefTBWWNFG3b.jpg?u=WtVElij8PJZGcrw8QL1d5oppXMuAM2wj\" width=\"600\" border=\"0\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"r6-c\" align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/34g97.img.ag.d.sendibm3.com\/im\/sh\/WbiElrPKpc8G.jpg?u=2BpAyz2gMiWncci5QXydsl6ntA1ZAsYjwX\" width=\"600\" border=\"0\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"r6-c\" align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/34g97.img.ag.d.sendibm3.com\/im\/sh\/46dnc46K-oPk.jpg?u=WtVElij8PJZGdKGqclPzBk05bCHzKmen\" width=\"600\" border=\"0\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"r7-c nl2go-default-textstyle\" align=\"left\">\n<div>\n<p class=\"default\" align=\"center\"><em>Cortina d\u2019Ampezzo, 3 gennaio 2025 &#8211;\u00a0<\/em>Si inaugura oggi al Lagazuoi Expo Dolomiti, uno degli spazi espositivi pi\u00f9 alti d\u2019Europa, situato a 2.732 metri di altitudine, la mostra di <strong>Fulvio Morella<\/strong>, \u201c<em>Cortina di Stelle<\/em>\u201d, il capitolo conclusivo del progetto \u201c<em>I limiti non esistono<\/em>\u201d che celebra i luoghi simbolo delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026.<\/p>\n<p class=\"default\">\n<p class=\"default\">La mostra, curata da Sabino Maria Frass\u00e0, rientra nel programma ufficiale dell\u2019Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 ed \u00e8 visitabile fino al 5 aprile 2026 tutti i giorni negli orari di apertura della Funivia Lagazuoi (h. 9.00 \u2013 17.00).<\/p>\n<p class=\"default\">Con il patrocinio del Comitato Italiano Paralimpico e di INJA \u201cLouis Braille\u201d, il progetto che celebra l\u2019incontro tra arte, inclusione e sport, approda negli spazi del Lagazuoi Expo Dolomiti, dopo aver fatto tappa in Val di Fiemme al Museo d\u2019Arte Contemporanea di Cavalese, e a Milano, presso Palazzo Lombardia, sede della Regione.<\/p>\n<p class=\"default\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"default\">Con la testimonianza viva di alcuni tra i pi\u00f9 rilevanti atleti Paralimpici: Ren\u00e8 de Silvestro (portabandiera dell\u2019Italia Paralimpica a Milano Cortina 2026), Moreno Pesce, Francesca Porcellato, selezionati anche in collaborazione con FISIP (Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici), la mostra pone al centro opere multisensoriali che inglobano il braille, trasformando questo linguaggio \u201ctattile\u201d in esperienza artistica e strumento per abbattere barriere percettive e concettuali.<\/p>\n<p class=\"default\">\n<p class=\"default\">Il percorso espositivo, che intreccia 36 tra opere d&#8217;arte e cimeli storici, si inserisce nell\u2019ambito dell\u2019Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animer\u00e0 l\u2019Italia per promuovere i valori Olimpici e valorizzer\u00e0 il dialogo tra arte, cultura e sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l\u2019Italia ospiter\u00e0 rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.<\/p>\n<p class=\"default\">\n<p class=\"default\"><strong>Fulvio Morella<\/strong> \u00e8 tra i pi\u00f9 noti artisti italiani contemporanei, noto per la sua arte immersiva e multisensoriale, vincitore del Premio alla Carriera Alfredo D\u2019Andrade 2023 e presente in prestigiose collezioni internazionali come il Victoria and Albert Museum di Londra e il Kunsthistorisches Museum di Vienna.<\/p>\n<p class=\"default\">Dopo aver celebrato nel 2024 a Parigi il bicentenario del braille con la mostra <em>Ailes de Mouette<\/em> (Ali di gabbiano), Morella ha continuato a interrogarsi sul senso del limite, elaborando opere che mostrano come e perch\u00e9 i limiti non esistono. \u00ab<em>Per toccare il cielo con un dito\u00a0<\/em>\u2014 scrive \u2014 <em>dobbiamo prima smettere di temere lo sguardo, la conoscenza e la comprensione dell\u2019infinito che custodiamo dentro di noi. Guardiamoci dentro per andare oltre; guardiamoci intorno per scoprire l\u2019arte e vincere insieme<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"default\">\n<p class=\"default\">Il primo ciclo di opere denominato <strong>Blind Wood<\/strong> (legno e braille) \u00e8 costituito da quadri-scultura in legno, metallo e scritte in braille in cui l\u2019artista combina cerchi, quadrati, ovali, punti riflessi e colori che ripropongono per lo pi\u00f9 monumenti famosissimi visti dall\u2019alto: dal tempio di Delfi, all\u2019Arena di Verona, passando per il Pantheon di Roma e le cupole rosse di Palermo. Le suggestioni dell\u2019artista, in braille, guidano lo spettatore alla scoperta del vero significato delle opere. Si tratta di opere concettuali nate per riflettere sul senso del limite, per mostrarci quanto la percezione di ognuno di noi sia parziale e limitata. La soluzione \u00e8 quindi \u201cvivere\u201d questi quadri insieme, aiutandosi gli uni con gli altri, ciascuno con i propri limiti, che forse limiti non sono.<\/p>\n<p class=\"default\">\n<p class=\"default\">A questo primo ciclo si affianca, <strong>Braille Stellato<\/strong>: un ampio corpus ideato da Morella per celebrare il bicentenario dell\u2019alfabeto braille. In questa serie i punti del braille diventano corpi celesti, costellazioni da leggere con le dita creando un cielo stellato con massime di San Francesco, Jung e Saint-Exup\u00e9ry. L\u2019alfabeto ideato dallo stesso artista, trasforma i cieli notturni in rebus visivi e tattili. Solo chi conosce l\u2019alfabeto Braille ha la possibilit\u00e0 di decodificare i messaggi racchiusi nelle sue opere. Come quello racchiuso nella Pupilla di Bach: \u201cLa perfezione non ha limiti\u201d tratta dal <em>Gabbiano di Jonathan Livingstone<\/em>. Le stelle di Fulvio Morella sono criptiche per chi ignora l\u2019alfabeto Braille ma perfettamente leggibili per chi lo conosce. In questo modo Morella riesce a trasformare il Braille in un nuovo linguaggio estetico.<\/p>\n<p class=\"default\">\n<p class=\"default\">Con il ciclo <strong>Braillight<\/strong> la luce si fa forma: una serie di sculture luminose in acciaio e legno di amaranto che utilizzano il Braille come fonte di luce. Le sculture presentate nel 2024 in Engadina (Svizzera) arrivano a Cortina di Stelle riunite per la prima volta come ciclo completo, arricchite dalle nuove opere <strong>inedite della serie &#8220;Eclissi&#8221;<\/strong>. In queste ultime creazioni, il metallo e la luce sembrano inseguirsi e sovrapporsi, evocando il fenomeno astronomico per riflettere sul dualismo tra ombra e illuminazione. In alta quota la luce \u00e8 pi\u00f9 netta e radente: Braillight non abbaglia, ma orienta come la stella Polare, come la voce della guida accanto all\u2019atleta ipovedente. \u00c8 la tridimensionalit\u00e0 del braille: dalla costellazione tattile alla forma scultorea di luce.<\/p>\n<p class=\"default\">All\u2019interno della mostra saranno presenti anche alcuni cimeli provenienti dal Museo dello Sport e dell\u2019Olimpismo della <strong>Repubblica di San Marino<\/strong>, lo \u201cscrigno della memoria\u201d che custodisce alcune preziose testimonianze della storia sportiva e olimpica sammarinese. Tra gli oggetti che si potranno ammirare al Lagazuoi Expo Dolomiti la torcia delle Olimpiadi estive di Roma 1960, prima storica partecipazione sammarinese, e quella delle Olimpiadi invernali di Torino 2006.<\/p>\n<p class=\"default\">\u00ab<em>Che cos\u2019\u00e8 una cortina<\/em>?\u00bb \u2014 chiede il curatore <strong>Sabino Maria Frass\u00e0<\/strong>. \u00ab<em>In italiano \u00e8 velo o tenda: separa e protegge, ma pu\u00f2 anche nascondere. Anche Cortina d\u2019Ampezzo porta nel nome questa ambivalenza: una conca abitata, una \u201ccorte\u201d alpina circondata da cime aperte sul cielo. La mostra sceglie di stare qui per sollevare il velo e accompagnare lo sguardo in quota fino a \u201csfiorare le stelle<\/em>\u201d \u00bb.<\/p>\n<p class=\"default\">E conclude: \u00ab\u201d<em>Cortina di Stelle\u201d mostra che l\u2019infinito fuori, cui l\u2019essere umano anela da sempre, coincide con l\u2019infinito dentro quando la comunit\u00e0 accetta di essere strumento reciproco: l\u2019arte smette di essere immagine da contemplare e diventa lingua comune, lo sport smette di essere performance individuale e torna impresa corale. Qui, davvero, i limiti non esistono: esistono cortine da sollevare<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"default\">\n<p class=\"default\">Commenta <strong>Stefano Illing<\/strong>, ideatore del Lagazuoi Expo Dolomiti \u00ab<em>Siamo onorati di accogliere nei nostri spazi l\u2019arte di Fulvio Morella, un progetto artistico che unisce arte, sport e inclusione e che ci invita a superare i limiti che noi stessi ci poniamo, proprio come chi affronta una montagna<\/em>\u00bb e conclude: \u00ab<em>Portando l\u2019arte a 2.732 metri di altezza vogliamo trasformare le bellezze naturali in un palcoscenico, con questo obiettivo abbracciamo in pieno la visione di universalit\u00e0 che ci suggerisce l\u2019arte di Fulvio Morella<\/em>\u00bb<\/p>\n<p class=\"default\">\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"r6-c\" align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/34g97.img.ag.d.sendibm3.com\/im\/sh\/-qnu2sM_6HV8.jpg?u=WtVElij8PJZGf9bhQSzPZQf7qVpHFjV3\" width=\"600\" border=\"0\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"r6-c\" align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/34g97.img.ag.d.sendibm3.com\/im\/sh\/PcisWqtoZNZp.jpeg?u=WtVElij8PJZGehGzE2b3TVUrmgRSGzmz\" width=\"600\" border=\"0\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"r6-c\" align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/34g97.img.ag.d.sendibm3.com\/im\/sh\/cOPCBuBApJKb.jpg?u=2BpAyz2gMiWnceb4x3HcRzYqFTpjXNLTt3\" width=\"600\" border=\"0\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"r7-c nl2go-default-textstyle\" align=\"left\">\n<div>\n<p class=\"default\"><strong>FULVIO MORELLA<\/strong><\/p>\n<p class=\"default\">Fulvio Morella (Valtellina, 1971) \u00e8 un artista che ha fatto dell\u2019inclusione e della multisensorialit\u00e0 la propria cifra distintiva. La sua ricerca \u2014 dalla materia alla luce \u2014 assume l\u2019inclusione come metodo: l\u2019opera si compie nell\u2019incontro tra saperi e sensibilit\u00e0 diverse, perch\u00e9 nessuno comprende tutto da solo.<\/p>\n<p class=\"default\">Si \u00e8 fatto conoscere al mondo della critica per la sua ricerca che ha trasformato la tornitura del legno in linguaggio dell\u2019arte contemporanea e il braille in un dispositivo poetico e narrativo. Nel 2019 avvia il ciclo Blind Wood, sculture e rilievi che invitano a una lettura tattile e plurale dell\u2019opera. Nel 2022 elabora Braille Stellato, un alfabeto in cui i punti del braille diventano \u201ccorpi celesti\u201d e costellazioni da leggere con le dita, affermando che vedere non basta: la conoscenza nasce dalla traduzione condivisa tra sguardo, tatto e memoria. Nel 2024 presenta l\u2019ultima evoluzione in Engadina Braillight, sculture di legno d\u2019amaranto e luce che proseguono la riflessione sulla luce come lingua comune.<\/p>\n<p class=\"default\">Gli sono state dedicate mostre personali in Italia e all\u2019estero. Vincitore del programma \u201cMasters 2022-2027\u201d di Cramum (2021), \u00e8 stato testimonial della XV Giornata Nazionale del Braille (2022) e nel 2023 ha ricevuto il Premio alla Carriera \u201cAlfredo d\u2019Andrade\u201d. Nel 2024 realizza a Parigi la medaglia Ailes de Mouette, ideata per celebrare le Olimpiadi e Paralimpiadi e i duecento anni dell\u2019invenzione del braille. Nel 2025 il Comitato Italiano Paralimpico gli commissiona la medaglia per la Prima edizione del Premio CIP-USSI alla stampa paralimpica. Oggi \u00e8 protagonista del progetto itinerante I LIMITI NON ESISTONO (Trentino, Milano, Cortina), in dialogo con i luoghi paralimpici verso Milano Cortina 2026.<\/p>\n<p class=\"default\">Le sue opere sono presenti in collezioni e istituzioni internazionali, tra cui Victoria and Albert Museum (Londra), Museo Nazionale di Varsavia, Kunsthistorisches Museum (Vienna), Museo del Braille di Parigi, UNESCO (Parigi) la Monnaie de Paris, Comune di Cortina e Zecca Italiana.<\/p>\n<p class=\"default\">Instagram @fulviomorella<\/p>\n<p class=\"default\">\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"r6-c\" align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/34g97.img.ag.d.sendibm3.com\/im\/sh\/bjkl0BiRxVIU.jpg?u=2BpAyz2gMiWncgU4TYab1E0sbndtts8DpZ\" width=\"600\" border=\"0\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"r7-c nl2go-default-textstyle\" align=\"left\">\n<div>\n<p id=\"isPasted\" class=\"default\" align=\"center\"><strong>L\u2019arte e lo sport oltre il velo, dentro l\u2019infinito<\/strong><\/p>\n<p class=\"default\" align=\"center\"><em><strong>Testo critico\u00a0<\/strong>di Sabino Maria Frass\u00e0, curatore della mostra<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>Con il percorso Olimpico e Paralimpico I Limiti non esistono l\u2019arte di Fulvio Morella ha voluto ribaltare ancora una volta l\u2019idea di limite, inteso non come barriera, ma\u00a0come soglia mentale e operativa\u00a0che si attraversa\u00a0insieme. Questa visione prende forma completa e matura in Cortina di Stelle che conclude questo viaggio tra arte sport e inclusione a Cortina d\u2019Ampezzo in occasione di Milano Cortina 2026. La cornice non \u00e8 casuale: la funivia che sale dal\u00a0Falzarego\u00a0fino alla terrazza del Lagazuoi \u2014 poco sotto la cima del\u00a0Piccolo Lagazuoi\u00a0(2.778 m) \u2014 \u00e8 una linea concreta tra terra e cielo, un invito a\u00a0toccare il cielo con un dito\u00a0prima ancora che una metafora.<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>Che cos\u2019\u00e8 una cortina?<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>In italiano \u00e8\u00a0velo\u00a0o\u00a0tenda: separa e protegge, ma pu\u00f2 anche nascondere; nel lessico tecnico \u00e8\u00a0muro di cortina, che delimita e difende. L\u2019etimo (da\u00a0curtis, ovvero\u00a0\u201ccorte\u201d,\u00a0recinto comunitario) parla di\u00a0spazio definito\u00a0che non \u00e8 prigione, bens\u00ec\u00a0soglia. Anche\u00a0Cortina d\u2019Ampezzo\u00a0porta nel nome questa ambivalenza: una\u00a0conca\u00a0abitata \u2014 una \u201ccorte\u201d alpina \u2014 circondata da cime aperte sul cielo. La mostra sceglie di stare\u00a0qui, tra\u00a0velo e recinto:\u00a0sollevare il velo, aprire il recinto, e accompagnare lo sguardo in quota fino a \u201csfiorare le stelle\u201d.<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>In questo scenario la montagna non \u00e8 sfondo, \u00e8 argomento.\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>Salire di quota significa\u00a0esporsi, misurare il proprio passo con\u00a0terreno, clima, vuoto. L\u2019ascesa\u00a0\u00e8 la grammatica concreta della\u00a0coralit\u00e0: nessuno arriva in vetta da solo. Per questo il dialogo con gli\u00a0atleti con disabilit\u00e0 e paralimpici\u00a0\u00e8\u00a0organico: nello sci per\u00a0ipovedenti, ad esempio, atleta e\u00a0guida\u00a0corrono \u201ca coppia\u201d, condividono\u00a0ritmo, rischio, decisioni\u00a0e\u00a0la stessa medaglia. \u00c8 la prova sportiva di un principio estetico e civico che la mostra ribadisce:\u00a0si vince insieme, si perde insieme, si vive insieme. Non siamo isole.<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>Dentro questa logica si inseriscono le\u00a0due opere in mostra del ciclo \u201cParalimpico\u201d, esito della ricerca visiva sviluppata per il\u00a0Comitato Italiano Paralimpico\u00a0e per la\u00a0prima edizione del Premio CIP\u2013USSI\u00a0disegnato da Morella: non un\u2019iconografia dell\u2019eroe solitario, ma una domanda\u00a0contemporanea\u00a0su che cosa significhi\u00a0essere eroi oggi. Eroe non \u00e8 (solo) chi compie l\u2019impresa, ma chi\u00a0sa tornare cambiato\u00a0e\u00a0condivide\u00a0l\u2019esperienza con quanti l\u2019hanno resa possibile \u2014 allenatori, guide, squadra, comunit\u00e0. In\u00a0Ulisse, Morella traduce in\u00a0braille stellato\u00a0parole dell\u2019Odissea, disseminandole in un\u00a0cielo\u00a0che presenta un\u00a0vuoto deliberato: la\u00a0mancanza\u00a0come segno del\u00a0nostos, la necessit\u00e0 del\u00a0ritorno\u00a0come parte dell\u2019impresa.\u00a0\u201cNiente \u00e8 pi\u00f9 dolce della famiglia per chi \u00e8 in terra straniera, anche se si trova in una casa ricca e bella.\u201d\u00a0La frase, convertita in costellazione, afferma che il coraggio non risiede soltanto nella\u00a0partenza, ma nella capacit\u00e0 di\u00a0ritornare\u00a0sottraendosi all\u2019autocelebrazione, ritrovando\u00a0misura\u00a0e\u00a0senso.<br \/>\nPenelope\u00a0\u00e8 l\u2019altra met\u00e0 del racconto: qui le stelle si raccolgono in un\u00a0ovale\u00a0che evoca il\u00a0volto\u00a0e il gesto del\u00a0riconoscimento\u00a0\u2014\u00a0\u00abA Penelope si sciolsero ginocchia e cuore\u2026\u00bb. L\u2019ovale diventa figura di\u00a0intimit\u00e0\u00a0e\u00a0memoria condivisa: i segni che Penelope riconosce non sono solo prova d\u2019identit\u00e0, ma accoglienza del\u00a0mutamento\u00a0di chi torna. Cos\u00ec l\u2019eroismo si ridefinisce: non appartiene esclusivamente a chi agisce, ma\u00a0esiste grazie a chi accompagna, accetta il rischio del cambiamento e trasforma il ritorno in\u00a0rinascita collettiva.<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>Nel suo\u00a0Braille Stellato, in cui i punti del braille diventano\u00a0corpi celesti, Morella mostra che\u00a0non basta l\u2019occhio\u00a0per conoscere: serve una\u00a0traduzione condivisa\u00a0\u2014\u00a0vedere, toccare, comprendere insieme. Come in montagna e nello sport paralimpico, l\u2019opera si\u00a0completa nel noi: chi legge il\u00a0braille, chi riconosce i riferimenti\u00a0letterari e filosofici, chi porta competenze di\u00a0fibra, design, legno tornito. \u00c8 questo il senso di\u00a0Cortina di Stelle: una\u00a0cortina\u00a0che non nasconde ma\u00a0orienta, un\u00a0velo\u00a0che si alza grazie al\u00a0lavoro di squadra. L\u2019infinito fuori\u00a0coincide con l\u2019infinito dentro\u00a0quando la comunit\u00e0 accetta di essere\u00a0strumento reciproco\u00a0\u2014 e ogni impresa, come ogni vetta, prepara\u00a0una nuova partenza.<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>Le\u00a0costellazioni\u00a0di Braille Stellato di Morella trasformano il\u00a0testo\u00a0in\u00a0mappa tattile: i punti del braille, ricamati come\u00a0corpi celesti, chiedono\u00a0dita\u00a0prima ancora che occhi. \u00c8 un\u2019epistemologia della\u00a0traduzione: come in\u00a0astrofisica\u00a0\u2014 dove molte immagini nascono da\u00a0grandezze invisibili\u00a0(onde, frequenze, dati) \u2014 anche qui la conoscenza passa dal\u00a0rendere sensibile l\u2019invisibile\u00a0(Klee), dal\u00a0condividere competenze: chi sa leggere il braille, chi riconosce i rimandi\u00a0filosofici e letterari, chi porta\u00a0memoria visiva e gusto, chi conosce\u00a0fibra, design, tornitura del legno. L\u2019opera si\u00a0completa nel noi, come una\u00a0cordata: ogni lettura \u00e8 una\u00a0traccia\u00a0che, intrecciata alle altre,\u00a0disegna la rotta.<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>Qui la luce si fa forma:\u00a0Braillight.<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>Le sculture di legno d\u2019amaranto e luce di Fulvio Morella, presentate\u00a0nel 2024 in Engadina, arrivano a\u00a0Cortina di Stelle\u00a0riunite per la prima volta come ciclo completo, con\u00a0opere inedite. In alta quota la luce \u00e8 pi\u00f9 netta e radente:\u00a0Braillight\u00a0ne raccoglie il ritmo alpino e lo restituisce come\u00a0un alfabeto luminoso che non abbaglia, ma orienta\u00a0\u2014 come la\u00a0stella Polare, come la\u00a0voce della guida\u00a0accanto all\u2019atleta ipovedente. \u00c8 la\u00a0tridimensionalit\u00e0 del braille: dalla\u00a0costellazione tattile\u00a0alla\u00a0forma scultorea di luce.<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"default\"><em>Cos\u00ec la\u00a0cortina\u00a0\u2014 luogo \u201cvicino al cielo\u201d e insieme\u00a0velo\u00a0\u2014 diventa il nome di un\u00a0patto:\u00a0aprire recinti,\u00a0abbassare tende, fare spazio alla\u00a0voce dell\u2019altro.\u00a0Cortina di Stelle\u00a0mostra che l\u2019infinito fuori, che da sempre l\u2019essere umano anela di raggiungere,\u00a0coincide con l\u2019infinito dentro quando la comunit\u00e0 accetta di essere\u00a0strumento reciproco: l\u2019arte smette di essere immagine da contemplare e diventa\u00a0lingua comune\u00a0(vista\u2013tatto\u2013luce), lo sport smette di essere performance individuale e torna\u00a0impresa corale. Qui, davvero,\u00a0i limiti non esistono: esistono\u00a0cortine da sollevare.<\/em><\/p>\n<p class=\"default\">\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"r6-c\" align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/34g97.img.ag.d.sendibm3.com\/im\/sh\/92PyqD_Ne5hM.jpeg?u=WtVElij8PJZGg4H7pJm7lGzdyAavDCvB\" width=\"600\" border=\"0\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"r7-c nl2go-default-textstyle\" align=\"left\">\n<div>\n<p id=\"isPasted\" class=\"default\"><strong>CRAMUM<\/strong><\/p>\n<p class=\"default\">Cramum e\u0300 un progetto non profit che dal 2012 sostiene le eccellenze artistiche in Italia e nel Mondo. Il nome e\u0300 stato scelto proprio perch\u00e9 significa \u201ccrema\u201d, la parte migliore (del latte) in latino, lingua da cui deriva l\u2019italiano e su cui si e\u0300 plasmata la nostra cultura. Cramum promuove attivamente mostre e progetti culturali volti a valorizzare Maestri dell\u2019arte contemporanea non ancora noti al grande pubblico, sebbene affermati nel mondo dell\u2019arte.<\/p>\n<p class=\"default\">Dal 2014, sotto la direzione artistica di Sabino Maria Frassa\u0300, Cramum intraprende con successo un piano di sviluppo di progetti di Corporate Social Responsibility in ambito artistico, ottenendo numerosi riconoscimenti, tra cui la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana nel 2015.<\/p>\n<p class=\"default\"><a href=\"https:\/\/34g97.r.ag.d.sendibm3.com\/mk\/cl\/f\/sh\/1t6Af4OiGsE8LM2QrZdGTohRwhfOgz\/kwx2DIZzQOeR\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.amanutricresci.com\/cramum\/<\/a><\/p>\n<p class=\"default\">Instagram @cramum<\/p>\n<p class=\"default\"><strong>LAGAZUOI EXPO DOLOMITI<\/strong><\/p>\n<p class=\"default\">\n<p class=\"default\">Nel 2018 la stazione di arrivo della Funivia Lagazuoi, a quota 2732 metri, si \u00e8 trasformata in una galleria d\u2019arte, un polo espositivo altamente tecnologico e un laboratorio di idee sulla montagna e sui modelli di turismo slow e sostenibile. Lagazuoi EXPO Dolomiti \u00e8 un luogo di rielaborazione culturale che genera veri e propri contenuti curatoriali, come Lagazuoi Winning Ideas Mountain Awards, un concorso che punta i riflettori su materiali, tecnologie, applicazioni, soluzioni high tech legati alle terre alte, e Lagazuoi Photo Award, che punta a sviluppare un linguaggio visivo originale sulla montagna.\u202fIn questa struttura accessibile e autosufficiente sul piano energetico trovano posto sale espositive, una sala per manifestazioni e meeting e un terrace bar, che rendono il complesso un luogo perfetto per ospitare eventi. Tutto questo in una posizione strategica, tra Cortina d\u2019Ampezzo e l\u2019Alta Badia, nel cuore delle Dolomiti Patrimonio Unesco.<\/p>\n<p class=\"default\"><a href=\"https:\/\/34g97.r.ag.d.sendibm3.com\/mk\/cl\/f\/sh\/1t6Af4OiGsEag4ErFvjBe4lHKWe8P3\/5tLo6Ne3qbP6\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/lagazuoi.it\/<\/a><\/p>\n<p class=\"default\">Instagram @lagazuoidolomiti<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"r6-c\" align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/34g97.img.ag.d.sendibm3.com\/im\/sh\/sdJRnUAKiTdL.jpg?u=WtVElij8PJZGgWbq1kATrC9u1zykBwdF\" width=\"600\" border=\"0\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"r6-c\" align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/34g97.img.ag.d.sendibm3.com\/im\/sh\/kSGiA4b5V4XG.jpg?u=2BpAyz2gMiWnciN403tZaSSuy7S4GMuxm5\" width=\"600\" border=\"0\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A 2.732 metri, al Lagazuoi EXPO Dolomiti, l\u2019arte multisensoriale di Fulvio Morella dialoga con le storie e i<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":95845,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-95842","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-generale"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.8 - 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