{"id":92680,"date":"2024-06-25T22:41:26","date_gmt":"2024-06-25T20:41:26","guid":{"rendered":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=92680"},"modified":"2024-06-25T22:41:26","modified_gmt":"2024-06-25T20:41:26","slug":"quando-la-storia-dei-popoli-si-muove-per-le-vie-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=92680","title":{"rendered":"Quando la storia dei popoli si muove  per le vie del mondo"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Il 5\u00b0 convegno internazionale di Ragusa sulle lunghe distanze e le grandi migrazioni epocali apre nuove prospettive alla conoscenza della storia. Eccone il resoconto, con le riflessioni del direttore scientifico Carlo Ruta.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il progetto di studi storici avviato dallo storico Carlo Ruta per la ricerca di nuovi accostamenti al passato, continua a volare alto, con esiti produttivi. E il quinto convegno internazionale, tenutosi nei giorni 15 e 16 giugno 2024 ne d\u00e0 l\u2019ennesima prova. Anche questo appuntamento, intitolato\u00a0<em>Migrazioni e grandi vie della storia<\/em>, \u00e8 partito da modelli storiografici che, illustrati con cura dallo studioso nel suo lungo ragionamento di apertura, ancora una volta escono ampiamente confortati da una discussione serrata di carattere interdisciplinare. Anche stavolta tutto \u00e8 avvenuto sotto i migliori auspici. L\u2019evento scientifico, svoltosi a Ragusa presso il Laboratorio degli Annali di storia, \u00a0\u00e8 stato sostenuto infatti da un ampio parterre di enti accademici e scientifici italiani ed esteri in cui figurano La Sorbonne University di Parigi, Il Centre National de la Recherche Scientifique francese, l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova, L\u2019Universit\u00e0 di Siena, l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bari Aldo Moro, l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Messina, Unitelma Sapienza Universit\u00e0 degli Studi di Roma e il Laboratorio di Storia Marittima e Navale Fernand Braudel dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Lo storico ha preso le mosse dalla nozione di\u00a0<em>lunga distanza<\/em>, che ha approntato per indagare le relazioni che corrono tra le \u00abpiste\u00bb materiali percorse dalle comunit\u00e0 umane e la storia, intesa questa nei suoi sostrati materiali e culturali. Egli, dopo un\u2019ampia premessa metodologica, ha preso le mosse dagli spostamenti dell\u2019uomo legati alle liquidit\u00e0 originarie, costituite dai laghi e dai fiumi, per definire poi le quattro vie che pi\u00f9 hanno permesso di mobilitare materialmente la storia umana, cio\u00e8 la via del mare, quella dei ghiacci, delle steppe e dei deserti. Servendosi di un modello teorico che valorizza il confronto biologico e storico tra bisogni e risorse e proponendone un secondo che ritrova nei corsi lineari e reversibili dei fiumi e nelle rotondit\u00e0 dei laghi i primi sistemi di orientamento delle comunit\u00e0 umane, egli ha messo in luce, in una chiave paradigmatica, una serie di aspetti della mobilit\u00e0 umana, sui quali gli chiediamo di fornire qualche dettaglio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abUno di questi aspetti nodali \u2013 spiega il prof. Ruta \u2013 \u00e8 la \u2018circolarizzazione\u2019 dell\u2019esperienza esistenziale nelle comunit\u00e0 lacustri, in cui si avverte una fissit\u00e0 esperienziale che non implica per\u00f2 una stasi, ma, specie nelle fasi formative della storia, una tendenza a stabilizzare nel \u2018circolo\u2019 lacustre, che forma solitamente un sistema compiuto, la ricerca di risorse per le necessit\u00e0 vitali\u00bb. \u00c8 allora differente l\u2019esperienza umana dei fiumi? \u00abCertamente. L\u2019estensivit\u00e0 materiale dei grandi fiumi, non circolare ma lineare e a determinate condizioni reversibile, permette tutt\u2019altre aperture, costiere e liquide, con effetti tecnologico-costruttivi, manuali e di contatto molto significativi. Centrale e generativa della storia, nei termini epocali che conosciamo, rimane tuttavia la scoperta del mare\u00a0<em>navigato<\/em>, vissuto cio\u00e8 attraverso l\u2019impiego di una macchina mobile fatta in tavole di legno assemblate, la nave, che permette un cambio di passo dirompente nella vicenda umana complessiva e apre accessi fondamentali alle civilizzazioni allargate che hanno sollecitato e animato le epoche storiche\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Qual \u00e8 allora il senso del progetto storiografico che persegue? \u00abIl senso \u2013 osserva lo studioso \u2013\u00a0 \u00e8 quello della presa d\u2019atto di una vicenda multidimensionale, in gran parte da investigare con approcci differenziati e strumenti idonei, contaminati anche da altri saperi, come l\u2019antropologia, la geografia, la biologia e l\u2019archeologia. Si tratta di focalizzare dialettiche complesse, che corrono tra ambienti di mare e terrestri e che chiamano in causa, appunto, le mobilit\u00e0 delle steppe, dei deserti e dei ghiacci che hanno fatto millenni di storia. Si tratta di liberare, contestualmente, quelle mobilit\u00e0 dai vincoli innaturali di epoche rigidamente date, oltre che da una messe di pregiudizi e luoghi comuni, anche storiografici\u00bb. Si ritorna allora ai motivi ispiratori del forum internazionale. Il tema prescelto e l\u2019impostazione metodologica adottata dal direttore scientifico vanno oltre la storia perfettamente cadenzata, divisa rigidamente in epoche, e la discussione \u00e8 stata all\u2019altezza delle aspettative. Pressoch\u00e9 tutti i relatori, storici, archeologi, antropologi, epistemologi, glottologi e geografi, hanno tenuto conto infatti degli schemi interpretativi forniti dallo storico, per poi seguire, ognuno, una traccia propria, per lo pi\u00f9 epocale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">I paletnologi dell\u2019Universit\u00e0 Sapienza di Roma Alberto Cazzella e Giulia Recchia hanno fatto una disamina ampia e strutturata sugli spostamenti lungo il vicino Oriente, l\u2019Asia minore e il Mediterraneo di et\u00e0 protostorica. Hanno rilevato quindi la presenza di un sistema di contatti, marittimi soprattutto, che ha avuto una influenza decisiva nella caratterizzazione storica di quelle regioni. Il glottologo Michele Longo dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo ha allargato la prospettiva dei flussi con un esame sugli spostamenti linguistici dall\u2019Asia centrale verso Occidente, che hanno interessato gran parte dell\u2019Europa, con ripercussioni anche ideologiche, legate all\u2019uso storico, non esente da inflessioni razziste ed etnocentriche, delle culture ariane. Il tema linguistico ritorna poi, anche da altri versanti, con l\u2019elaborazione dell\u2019epistemologo Giuseppe Varnier dell\u2019Universit\u00e0 di Siena che, traendo spunti da percorsi chomskyani ma tenendo conto anche degli sviluppi tecnologici, manuali e cognitivi che caratterizzano le linee di passaggio tra preistoria e storia, traccia un profilo argomentato della formazione e dell\u2019evoluzione delle lingue. Il sistema nilotico dell\u2019Egitto dinastico come processo diacronico di espansione \u00e8 invece il tema elaborato dall\u2019egittologo Juan Carlos Moreno Garc\u00eda, dell\u2019Universit\u00e0 Sorbona di Parigi e direttore del Centre National de la Recherche Scientifique di Francia. Al centro della ricognizione storica sono le modalit\u00e0 di penetrazioni, belliche e legate allo scambio di beni, che portarono il regno egizio lungo le cateratte del Nilo, fino alle terre fertili e metallifere della Nubia. Ritorna nell\u2019Asia centrale l\u2019attenzione dell\u2019archeologo Claudio Giardino dell\u2019Universit\u00e0 del Salento, che visualizza le interconnessioni di commerci e culture attraverso steppe e deserti nelle prime et\u00e0 dei metalli. E converge sul mondo greco-egeo lo sguardo dell\u2019archeologa Bianca Maria Giannattasio, dell\u2019Universit\u00e0 di Genova, che annoda il tema degli spostamenti con quello delle identit\u00e0 mitico-sacrali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il dibattito poi imbocca altri snodi epocali, con sguardi mirati sulla premodernit\u00e0 e sulla prima modernit\u00e0, ancora coerenti con il profilo della\u00a0<em>lunga distanza<\/em>\u00a0tracciato dal direttore scientifico. La sinologa e storica statunitense Pamela Kyle Croosley ha fornito una rappresentazione coesa dell\u2019Eurasia percorsa dai Mongoli di Gengis Khan, nel XIII secolo, e dai suoi eredi, lungo le steppe che si spandono lungo l\u2019Oriente, fino alla Rus\u2019 di Kiev, alle soglie e del Mar Nero e del Mediterraneo. Essa scandaglia quindi i caratteri materiali ed etnici di quel sistema a lungo coeso, che attraverso l\u2019Orda d\u2019Oro e altri kanati, esercita un\u2019influenza forte anche nell\u2019Occidente euromediterraneo. Dall\u2019Occidente italiano e genovese parte invece la medievista Sandra Origone, dell\u2019Universit\u00e0 di Genova, che riprende di fatto quella vicenda di spostamenti, dalla prospettiva per\u00f2 dei mercanti e viaggiatori europei, come Giovanni dal Pian del Carpine e Marco Polo, che scoprono l\u2019Oriente, e la Cina di Kublai Khan in particolare. Si completa quindi, con la Croosley e con la Origone, la rappresentazione di un mondo euroasiatico che si apre, interloquisce e tende all\u2019avvicinamento, anche attraverso le vie della seta e delle spezie.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 poi focalizzato il passaggio della prima modernit\u00e0, da prospettive emblematiche, che mettono in luce le fratture dell\u2019epoca, percorsa da tensioni imperiali e divisioni religiose. Al centro della disamina dello storico Gianclaudio Civale, dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano, \u00e8 l\u2019ordito coloniale della Spagna di Filippo II, del casato asburgico. Il punto focale \u00e8 dato dalla conquista di Tunisi, strappata all\u2019impero turco-ottomano e amministrata dal condottiero Don Giovanni d\u2019Austria con chiusure e progetti di ghettizzazione che si traducono di fatto in una condizione di autoisolamento delle guarnigioni e delle \u00e9lite occupanti. Ligure \u00e8 invece la prospettiva adottata dallo storico Emiliano Beri dell\u2019Universit\u00e0 di Genova, che affronta il tema delle migrazioni militari, in relazione soprattutto al traffico di disertori durante le guerre di Corsica che si combatterono tra il 1729, quando per le tasse eccessive scoppi\u00f2 nell\u2019isola una rivolta contro il Banco di S. Giorgio che governava l\u2019isola, e il 1768, quando, dopo le campagne militari e il governo indipendentista di Pasquale Paoli, l\u2019isola pass\u00f2 alla Francia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Molto articolati sono infine gli sguardi sulla contemporaneit\u00e0, soprattutto geografici e antropologici, che fanno i conti con le lunghe distanze di oggi percorse per necessit\u00e0, soprattutto dalle popolazioni dei Sud del mondo verso paesi a economie avanzate. Attraverso un\u2019ampia disamina, che si accorda con il quadro definitorio tracciato da Carlo Ruta sui grandi spostamenti come chiave di lettura e sostrato dei processi epocali, l\u2019antropologa Annalisa Di Nuzzo dell\u2019Universit\u00e0 Benincasa di Napoli fa un\u2019analisi accurata delle condizioni esistenziali dei migranti in Europa. Esamina la trasformazioni in atto, per lo pi\u00f9 traumatiche, e la nascita di nuove identit\u00e0 transnazionali, con riferimento soprattutto alle aree giovanili nei paesi di nuova permanenza, che spesso sono pi\u00f9 di uno. La studiosa tende a recuperare quindi, attualizzandolo, il quadro delle \u00abapocalissi culturali\u00bb di Ernesto De Martino, per la definizione delle nuove diaspore, delle transmigrazioni, dell\u2019invisibilit\u00e0 dei soggetti migranti e, infine, dei contatti empatici che spesso vengono a mancare. Puntato sulle geografie mutevoli dei maggiori mari \u00abmediterranei\u00bb del Globo, incasellati cio\u00e8 tra sistemi terrestri, \u00e8 invece il ragionamento del geografo Giuseppe Bettoni dell\u2019Universit\u00e0 Tor Vergata di Roma, che identifica nelle maggiori penisole del mar Mediterraneo un modello archetipico dei processi di civilizzazione, per le combinazioni complesse che nelle epoche presentano tra l\u2019elemento marino e quello terrestre.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Su una linea sfumata, che percorre una variet\u00e0 di tempi storici, si collocano infine gli interventi del geografo e fisico Lucio Russo, gi\u00e0 docente dell\u2019Universit\u00e0 Tor Vergata di Roma, e dello storico Antonello Folco Biagini dell\u2019Universit\u00e0 Sapienza di Roma. Con una ricognizione rigorosa, corredata da mappe nautiche e altri elementi iconografici, Russo ha focalizzato la strutturazione degli oceani prima dell\u2019et\u00e0 moderna per spiegare i termini che li rendevano una barriera invalicabile e quelli che, in condizioni particolari, li rendevano una via di comunicazione. Di tipo prettamente metodologico \u00e8 invece la relazione di Biagini, che s\u2019interroga sull\u2019approccio alla mobilit\u00e0 umana, tra geografia, antropologia e storia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il convegno internazionale cos\u00ec chiude, con l\u2019ultimo adempimento da parte del direttore scientifico: l\u2019annuncio ufficiale del 6\u00b0 Convegno internazionale di studi, che si terr\u00e0 nei giorni 14 e 15 dicembre di quest\u2019anno e avr\u00e0 per tema \u00abSacrifici umani nelle societ\u00e0 antiche e premoderne. I miti tenebrosi, il pregiudizio e la storia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ilcircolaccio.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Foto-Convegno-un-lato-uditorio.jpg\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 5\u00b0 convegno internazionale di Ragusa sulle lunghe distanze e le grandi migrazioni epocali apre nuove prospettive alla<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":92682,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-92680","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-generale"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Quando la storia dei popoli si muove per le vie del mondo - ilcircolaccio.it<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=92680\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Quando la storia dei popoli si muove per le vie del mondo - 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