{"id":38407,"date":"2021-05-31T19:43:43","date_gmt":"2021-05-31T17:43:43","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=38407"},"modified":"2021-05-31T19:43:43","modified_gmt":"2021-05-31T17:43:43","slug":"la-pista-seguita-da-borsellino-su-mafia-e-appalti-che-passava-dal-sacco-del-belice-per-un-fiume-di-soldi-e-sangue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=38407","title":{"rendered":"La pista  seguita da Borsellino su &#8220;mafia e Appalti&#8221; che passava dal sacco del Belice per   un fiume di soldi e  sangue"},"content":{"rendered":"\n<header class=\"entry-header\">\n<blockquote>\n<h4 class=\"entry-title twp-secondary-title\"><strong>Il Sacco del Belice: storia di una ricostruzione gonfiata, costata molti miliardi e con tanti morti ammazzati nelle guerre tra mafiusi e pezzi delle istituzioni.\u00a0<\/strong><\/h4>\n<p>Una storia quella del terremoto del Belice che annovera ancora tanti misteri e che ha costretto migliaia di cittadini a vivere nelle <em>baracche<\/em> per decenni mentre venivano bruciati miliardi delle vecchie lire in appalti ed espropri farlocchi<\/p>\n<\/blockquote>\n<div class=\"twp-author-desc\"><span class=\"twp-single-post-author\"><a href=\"http:\/\/ilcircolaccio.it\/author\/il-circolaccio\/\"><span class=\"twp-author-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/a3ebb17993e2dde0697c6eab168844d5?s=150&amp;d=mm&amp;r=g\" \/><\/span>\u00a0<\/a><\/span><\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-38418\" src=\"http:\/\/ilcircolaccio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/PICCOLA-Baracche-Belice-1-300x167.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"167\" \/><\/div>\n<div>Foto tratta da &#8220;Belice c&#8217;\u00e8&#8221;<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Nel gennaio del 1968 un forte terremoto sconvolge il Belice. Da quella data il Belice non fu pi\u00f9 come prima. Una valle poco conosciuta anche dai giornalisti Rai, nel giro di pochi anni cambi\u00f2 radicalmente la sua connotazione economica e sociale. Una popolazione dedita prevalentemente all\u2019agricoltura e all\u2019artigianato fu investita da una montagna di denaro pubblico che una classe dirigente , fortemente condizionata dalla mafia e dai potentati politici,\u00a0 non seppe orientare verso una economia di mercato e futuribile. Appalti a go go e soldi facili, generarono l\u2019arricchimento di pochi e l\u2019illusione di tanti di poter diventare imprenditori. Una stagione economica che port\u00f2 tanti morti e che fece crescere il malaffare in modo smisurato. Tante anche le vittime innocenti. Miliardi di lire che <em>ficiru veniri la vista all&#8217;orvi<\/em><\/strong><\/p>\n<h4><strong>Una ricostruzione priva di senso e con fiumi di denaro spesi male e che hanno fatto arricchire politici, mafiosi , burocrati corrotti e tecnici compiacenti e che a distanza di anni non conosce i veri colpevoli di quel sacco pieno di soldi e di sangue. Tante inchieste e nessun condannato: <em>Fu casuale che oltre <span style=\"font-size: 18pt;\">10 mila miliardi furono spesi<\/span><\/em> , in 20 anni in un lembo sperduto d\u2019Italia?\u00a0 E\u2019 ipotizzabile che sul Belice si intersecarono gli interessi di potentati economici,\u00a0 di politici,\u00a0 dei servizi segreti e della Mafia?\u00a0 Di sicuro dopo tanti anni i veri colpevoli non sono tutti noti. Probabilmente non avremo mai la certezza matematica ma il sospetto rimane che molti depistaggi investigativi siano stati intuiti da Falcone e Borsellino quando cominciarono ad alzare la testa e a guardare quel &#8221; terzo livello&#8221; di cui pure Buscetta aveva paura a parlare\u00a0<\/strong><\/h4>\n<p><strong>Tutto parte dal\u201d Sacco del Belice\u201d\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La ricostruzione\u00a0 post terremoto parte fra ritardi e ingerenze mafiose. E nasce l\u2019idea di fare di Gibellina una capitale dell\u2019arte moderna. Peccato che, fra boulevard parigini e chiese in stile islamico, oggi\u00a0 a Gibellina manca la cosa pi\u00f9 importante : il lavoro. Stessa sorte per i comuni di Montevago, Poggioreale, Salaparuta e Santa Margherita. La ricostruzione di tanti comuni, l\u2019autostrada, la diga Garcia, le infrastrutture primarie , c\u2019era lavoro pure per i pensionati. Ovviamente in nero.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il conto non tornava: una commissione parlamentare di inchiesta, fiumi di denunce, e alla fine 36 processi quasi tutti finiti tra amnistie, condoni e annullamenti della Cassazione; quasi sempre gli stessi pochi imputati, pochissime le condanne per falso, peculato, interesse privato. Quello che moltissimi giornalisti e osservatori internazionali hanno chiamato il \u201csacco del Belice\u201d non ha responsabili politici, solo funzionari, tecnici o amministrativi imputati in quasi tutte le inchieste. Indag\u00f2 anche Rocco Chinnici, il consigliere istruttore fatto saltare in aria dalla mafia, che volle vederci chiaro nella costruzione dell\u2019asse dei Belice, una strada di collegamento tra il viadotto Rampinzeri di Partanna e l\u2019autostrada.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un\u2019opera\u00a0 che era costata una enormit\u00e0, 6 miliardi di lire, pi\u00f9 di un miliardo e 200 milioni a chilometro. Un\u2019 inchiesta fu archiviata. Nel Belice il Governo aveva mandato, nei primi otto anni dopo il sisma, 350 miliardi di lire per ricostruire i comuni distrutti. Altri 30 furono affidati all\u2019Ente di sviluppo agricolo. Nell\u2019aprile 1976 aveva inoltre stanziato 3 10 miliardi per i centri terremotati. E il Cipe (il Comitato per la programmazione economica) poteva contare su 220 miliardi per realizzare industrie nella Sicilia occidentale. Il costruttore finito in prigione e i suoi compari erano accusati di aver lucrato alcune decine di miliardi. Dov\u2019erano finiti gli altri soldi? Erano previste nei primi otto anni 14mila case: ne furono assegnate 300. Ne erano pronte altre che, per\u00f2, o stavano crollando perch\u00e9 costruite su terreni franosi o erano invase dall\u2019acqua.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La riedificazione della valle era guidata dal Ministero dei Lavori pubblici. Da febbraio a giugno 1968, in mezzo a mille difficolt\u00e0, il ministro in carica, il socialista Giacomo Mancini, mise in piedi l\u2019apparato burocratico che doveva guidare la ricostruzione. A marzo nacque l\u2019Ispettorato per le zone terremotate diretto dal socialista Aurelio Corona, al quale succedette Arrigo Fratelli reduce dal processo per la frana di Agrigento. Ex comunista, Fratelli si era poi iscritto al Psi. Siccome l\u2019Ispettorato non funzionava, Mancini affid\u00f2 tutto all\u2019Ises. In una relazione della Corte dei conti dei 1969 si legge che l\u2019istituto non poteva svolgere udattivit\u00e0 propria di costruzione di alloggi, perch\u00e9 era un ente nato e costituito per progettare lavori da far eseguire agli altri. E l\u2019ispettorato di Corona, con una convenzione, affid\u00f2 all\u2019Ises il compito di provvedere alla progettazione, all\u2019appalto, alla direzione, all\u2019assistenza e al collaudo dei lavori di ricostruzione. Mancini mise alla guida dell\u2019istituto il socialista Baldo de Rossi. Un altro personaggio di primo piano dell\u2019Ises era Dario Crocetta, democristiano, che fece parte del collegio dei revisori dei conti. Segretario di Emilio Colombo, Crocetta sar\u00e0 coinvolto senza conseguenze in due grossi scandali: i fondi neri presso il Banco di Milano e i falsi danni di guerra. Dopo Baldo de Rossi, l\u2019Ises fu affidato a Elio Capodaglio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>l\u2019istituto era una vera e propria macchina da guerra. C\u2019era un comitato di coordinamento per le indagini e gli studi sui centri terremotati; c\u2019era un gruppo di consulenza degli studi, e ancora: un coordinamento operativo, una direzione degli studi, una direzione attivit\u00e0 sociali, una direzione tecnica, un gruppo di collaboratori esterni. Per il piano territoriale di coordinamento funzionavano: un comitato di coordinamento, una segreteria e redazione dei piano, un ufficio analisi e progetti, un ufficio di coordinamento della progettazione dei singoli piani, sette gruppi di architetti e ingegneri che formavano i drappelli di progettazione delle opere infrastrutturali. E poi altri tecnici, almeno 300, per progetti, studi, interventi progettuali.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Con questo esercito l\u2019Ises lavor\u00f2 nel Belice fino al 1972, quando venne sciolto dopo le polemiche per le costruzioni selvagge di Agrigento. 1 progettisti dell\u2019istituto si vantavano di aver fatto costruire le superstrade prima delle case. Ulses, con una dichiarazione, tent\u00f2 di giustificare questa discutibile scelta: Ter la prima volta in Italia, la realizzazione di un piano globale ha consentito la costruzione in anticipo delle infrastrutture prima delle case, come negli esempi dei nuovi insediamenti inglesi e scandinavi\u201d. Ma anche dopo tutto questo le case furono in parte costruite con grande ritardo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Dopo Mancini arrivarono altri ministri: prima il socialista Salvatore Lauricella e poi i democristiani Mario Ferrari Aggradi, Lorenzo Natali e Antonio Gullotti. Dopo la chiusura dell\u2019Ises, rimase l\u2019Ispettorato. Le cose non andarono meglio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A Gibellina le opere pubbliche per 3 miliardi furono affidate alla Saiseb. Il progetto non funzionava, la Saiseb chiedeva altri soldi e si arriv\u00f2 a un costo di 7 miliardi. Le scuole, secondo un altro progetto, dovevano essere costruite in collina. Quando i lavori erano quasi finiti, qualcuno si accorse che l\u2019acqua penetrava ovunque. Il sindaco Ludovico Corrao denunci\u00f2 la ditta alla magistratura. Le scuole furono rifatte. Il terreno era un acquitrino nonostante fosse stato pagato un miliardo ai proprietari.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A Poggioreale l\u2019impresa di Francesco Maniglia costruiva su un terreno franoso. Per tenere in piedi le opere furono necessari lavori di sostegno che costarono molti milioni. Un imprenditore, sparito dalla sua villa il giorno prima che i carabinieri lo andassero ad arrestare su mandato del sostituto procuratore di Palermo Giuseppe Pignatone, si aggiudic\u00f2 due appalti: uno di 5 miliardi iniziali portati a 10 e un altro a Sambuca di Sicilia per 2,2 miliardi saliti a 4. A Salemi furono spesi 23 miliardi per costruire alloggi sbancando una collina, quando invece era possibile costruirli tranquillamente su un terreno pianeggiante.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sono soltanto alcuni dei tantissimi episodi che furono alla base dello scandalo del Belice. Dieci anni dopo il terremoto il tribunale di Palermo cominci\u00f2 a riempirsi di gente. Il sostituto procuratore Francesco Scozzari apri una inchiesta su un fatto clamoroso: la falsificazione dei piani urbanistici dei quarto comprensorio della valle del Belice che comprendeva dieci comuni. Quando Scozzari sequestr\u00f2 il piano redatto da cinque tecnici, si accorse che i documenti non erano quelli originali, bensi altri completamente falsificati. Dietro questo episodio la procura scopr\u00ec che si nascondeva una lotta accanita tra la Dc e il Psi e all\u2019interno della stessa Dc, per impossessarsi del potere sull\u2019intera regione. In un periodo in cui non si risparmiavano colpi micidiali, la falsificazione di importanti documenti sembrava un gioco da ragazzi quando c\u2019erano in palio non soltanto lo scontro con un rivale ma anche una bella quantit\u00e0 di soldi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Poi, o forse c\u2019erano gi\u00e0 prima, arrivarono i mafiosi. Al grido di \u201cAll\u2019appalto! All\u2019appalto!\u201d, si buttarono a capofitto sui ricchi progetti di ricostruzione. Ne seguirono intrallazzi, ruberie e morti ammazzati.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Delitto misterioso fu quello che fece fuori, la mattina del 15 agosto 1980, Vito Lipari, sindaco democristiano di Castelvetrano. Secondo i suoi avversari, Lipari era al corrente della falsificazione del piano urbanistico del quarto comprensorio sul quale indagava Scozzari. Anzi, era l\u2019unico che possedeva due copie del piano: quella vera e quella falsa. A quale scopo conservasse quei documenti nel cassetto chiuso a chiave della sua scrivania, \u00e8 ancora un mistero. Le indagini sull\u2019omicidio presero una svolta quando gli inquirenti dissero che ci poteva essere un collegamento tra l\u2019agguato a Lipari e l\u2019assassinio di Piersanti Mattarella, presidente della Regione, ucciso il 6 gennaio 1980. Era stato Mattarella, per primo, a decidere una revisione dei discussi piani di urbanizzazione<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il presidente Mattarella voleva scoprire chi aveva avuto interesse a falsificare i documenti. La magistratura accert\u00f2 che il piano originale spari. e al suo posto circolava una versione rettificata che permetteva di costruire migliaia di alloggi laddove il piano aveva previsto verde a rispetto del parco archeologico e di alterare completamente i valori immobiliari dell\u2019intero territorio sul quale stava scorrazzando la mafia degli appalti.<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Nelle loro baracche i terremotati non si annoiavano. Ci rimasero per decenni. Assistettero a decine di omicidi, a centinaia di sparatorie, a migliaia di intimidazioni con lupara e tritolo. Fu coinvolto in questo sanguinoso raid mafioso attorno agli appalti anche un bambino di nove anni, il figlio di Rosario Napoli, proprietario di una cava a Roccamena. Per fare luce su questi episodi e sulla incredibile gestione della ricostruzione era stata istituita una commissione parlamentare d\u2019inchiesta. Inizi\u00f2 i lavori il 12 dicembre 1979\u00a0e dopo 41 sedute venne sciolta. La relazione conclusiva di 690 pagine fu consegnata ai presidenti di Camera e Senato. A leggerle, sembrava di sfogliare l\u2019album dei misteri della valle del Belice. Gli interrogativi, posti appena due anni dopo il terremoto e riproposti anno dopo anno, restavano senza risposta.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":38419,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-38407","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-generale"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La pista seguita da Borsellino su &quot;mafia e Appalti&quot; che passava dal sacco del Belice per  un fiume di soldi e sangue - ilcircolaccio.it<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=38407\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La pista seguita da Borsellino su &quot;mafia e Appalti&quot; che passava dal sacco del Belice per  un fiume di soldi e sangue - ilcircolaccio.it\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=38407\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"ilcircolaccio.it\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2021-05-31T17:43:43+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/ilcircolaccio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/origin.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"700\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"471\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Maurizio Franchina\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Maurizio Franchina\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"9 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=38407#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=38407\"},\"author\":{\"name\":\"Maurizio Franchina\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/f9bb281d399bf003aab259ae095b3683\"},\"headline\":\"La pista seguita da Borsellino su &#8220;mafia e Appalti&#8221; che passava dal sacco del Belice per un fiume di soldi e sangue\",\"datePublished\":\"2021-05-31T17:43:43+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=38407\"},\"wordCount\":1805,\"commentCount\":0,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=38407#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2021\\\/05\\\/origin.jpg\",\"articleSection\":[\"Generale\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=38407#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=38407\",\"url\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=38407\",\"name\":\"La pista seguita da Borsellino su \\\"mafia e Appalti\\\" che passava dal sacco del Belice per un fiume di soldi e sangue - ilcircolaccio.it\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=38407#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=38407#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2021\\\/05\\\/origin.jpg\",\"datePublished\":\"2021-05-31T17:43:43+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/f9bb281d399bf003aab259ae095b3683\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=38407#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=38407\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=38407#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2021\\\/05\\\/origin.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2021\\\/05\\\/origin.jpg\",\"width\":700,\"height\":471,\"caption\":\"The new shanty village built to house the survivors rising next to the old village of Santa Ninfa, partially destroyed by the Belice earthquake. 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Santa Ninfa, 1976 Data prima pubblicazione: 24\/05\/1976 Fotografo: Vittoriano Rastelli Copyright: MONDADORI PORTFOLIO"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=38407#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/ilcircolaccio.it"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"La pista seguita da Borsellino su &#8220;mafia e Appalti&#8221; che passava dal sacco del Belice per un fiume di soldi e sangue"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/#website","url":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/","name":"ilcircolaccio.it","description":"Liberi di comunicare senza appartenere","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/#\/schema\/person\/f9bb281d399bf003aab259ae095b3683","name":"Maurizio Franchina","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/7fb607101b74329da0c6ba1bdcda365d6bfa6aa67fd80796d93e0d14e4cf8199?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/7fb607101b74329da0c6ba1bdcda365d6bfa6aa67fd80796d93e0d14e4cf8199?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/7fb607101b74329da0c6ba1bdcda365d6bfa6aa67fd80796d93e0d14e4cf8199?s=96&d=mm&r=g","caption":"Maurizio Franchina"},"url":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?author=2"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38407","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38407"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38407\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/38419"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38407"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38407"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38407"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}