{"id":35933,"date":"2021-02-11T22:29:56","date_gmt":"2021-02-11T21:29:56","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=35933"},"modified":"2021-02-11T22:29:56","modified_gmt":"2021-02-11T21:29:56","slug":"un-monologo-nella-cripta-racconto-di-agostino-spataro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=35933","title":{"rendered":"UN MONOLOGO NELLA CRIPTA &#8211; racconto di Agostino Spataro"},"content":{"rendered":"\n<p><b><i>di Agostino Spataro<\/i><\/b><\/p>\n<p><br \/><b> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/ilcircolaccio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Racconti-2.jpg\" width=\"160\" height=\"221\" \/><\/b><\/p>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<p dir=\"auto\">Una sera, dal barbiere, Ninuzzu raccont\u00f2 una disavventura, capitata a lui, personalmente, nell\u2019esercizio delle sue funzioni di sagre\u00adstano. Un fatto sconvolgente che giur\u00f2 essere vero \u201cquantu \u00e8 veru Id\u00addio\u201d.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Profittando del suo ruolo, Ninuzzu parlava di Dio con una certa confi\u00addenza, fino al punto da chiamarlo a testimone per ogni \u201ccacatella\u201d che diceva.<\/p>\n<div dir=\"auto\">Con i santi, poi, era in intimit\u00e0. Dio c\u2019era ma non si mostrava, era invi\u00adsibile. Invece, i santi li vedeva, li accudiva. Poveri vecchi impolverati!<\/div>\n<p dir=\"auto\">Smargiassate di un povero nano per accreditarsi presso il pubblico come \u201comu ranni\u201d, poich\u00e9, pur avendo cinquant\u2019anni, mai lo era stato.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Una malattia rara, infatti, gli blocc\u00f2 lo sviluppo fisico e psichico quando era appena dodicenne. E tale rimase per tutta la vita. Con l\u2019aggiunta di alcuni difetti degenerativi come la scemenza e- si diceva- la pedofi\u00adlia.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Quasi sempre vestito di nero, rest\u00f2 un \u201cragazzino introverso, \u201cscantu\u00adlinu\u201d (pauroso), facile alle suggestioni. Scambiava i suoi frequenti in\u00adcubi per frementi realt\u00e0, da raccontare in pubblico. Cos\u00ec, per darsi un tono.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Qualsiasi cosa gli capitava, anche la pi\u00f9 banale, per lui era un evento eccezionale avvolto nel mistero.<\/p>\n<div dir=\"auto\">Perci\u00f2, attenti a quel che \u201ccunter\u00e0\u201d, stasera, dal barbiere!<\/div>\n<p dir=\"auto\">Dopo aver suonato li \u201cventuri\u201d e prima di rientrare nella sua catapec\u00adchia di \u201cncapu i morti\u201d, Ninuzzu soleva salutare i santi con un inchino, spegnere i grandi ceri e le luminarie. Per risparmiare energia.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Il parroco era stato perentorio: \u201cAstuta, astuta tutti li lampadi. Pirch\u00ec la bulletta (della luce) aumenta ogni misi, mentri li limosini calanu.\u201d<\/p>\n<p dir=\"auto\">Lasci\u00f2 accese soltanto alcune candele, la cui luce tremula agitava le sagome dei santi, dei ceri, la sua stessa sagoma, dandole forme gigantesche.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Fantasmi, giganti che si rincorrevano, si spingevano uno contro l\u2019altro, e si af\u00adfollavano verso il portone come se volessero scappare dal tempio.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Lo spettacolo delle ombre inquiet\u00f2 assai il sagrestano che speriment\u00f2, a sue spese, come la tanto declamata (dai poeti) penombra fosse pi\u00f9 inquietante dello stesso buio.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Il buio oscura, azzera tutto, \u00c8 una dimensione che si addice alla morte. Invece, la penombra \u00e8 viva, ruffiana, ambigua; \u00e8 una via di mezzo fra la vita e la morte, fa intravedere le cose a lei pi\u00f9 gradite, mentre altre le trascura\u2026<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<p dir=\"auto\">Si stava avviando verso l\u2019uscita, quando ud\u00ec dei rumori, delle voci eccitate, come un cicaleccio provenire dalla cripta. Si blocc\u00f2. Stretto fra le voci di sotto e le ombre di sopra, il sagrestano si ritrov\u00f2 dentro un nuovo incubo. L\u00e0 sotto qualcuno stava facendo un baccanale!<\/p>\n<div dir=\"auto\">Un baccanale nella cripta? Fra quegli scheletri spaventosi? Boh!<\/div>\nO, forse, alcuni ragazzacci si erano chiusi dentro e si stavano pren\u00addendo gioco di lui?Non sarebbe stata questa la prima volta. Cos\u00ec, per tirargli uno scherzo, per terrorizzarlo. Per poi vantarsene in piazza e farsi quattro risate.\n<p dir=\"auto\">In quest&#8217;atmosfera d\u2019incertezza, di paura, Ninuzzu, col cuore in gola e gli occhi sbarrati, si avvicin\u00f2 alla bocca della cripta.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Le voci, i sorrisetti, i gridolini si fecero pi\u00f9 chiari. Non c\u2019era dubbio, l\u00e0 sotto qualcuno stava facendo baldoria. Ma chi?<\/p>\n<p dir=\"auto\">Per scoprirlo bisognava scendere. Raccolse tutta la sua piccola riserva di coraggio e apr\u00ec la botola.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Solo raramente l\u2019apriva, e sempre in compagnia del parroco, per dare una spolverata a quelle \u201cquattro ossa\u201d di preti, possidenti, graduati, malandrini e di qualche \u201cdonna\u201d illustre moglie e madre esemplare. L\u2019elite del paese, i privilegiati che, certo, non potevano essere gettati nella fossa comune, confusi e ignorati con il \u201cpopolo miserabile e cor\u00adnuto\u201d.<\/p>\n<p dir=\"auto\">A quei pochi era riservato, dietro lauto compenso, un posto nella cripta\u2026in attesa della promessa resurrezione. Una certezza secondo i preti i quali, periodicamente, aumentavano il canone alle famiglie dei ricoverati. La \u201cresurrezione della carne\u201d promessa dai Vangeli.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Perci\u00f2, bisognava conservare almeno le ossa. La carne si sarebbe rigenerata. A tal fine, era stata creata la cripta. Nella terra tutto andava perduto, marcivano la carne e le ossa. Senza le ossa, il defunto sarebbe risorto molliccio, inconsi\u00adstente come un ectoplasma. In quel caso sarebbe stato preferibile rinunciare alla resurrezione. Questa era la preoccupazione di quanti avevano scelto un posto nella cripta.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<p dir=\"auto\">Ai suoi occhi si apr\u00ec una scena inimmaginabile, sbalorditiva. Gli scheletri, liberati dai lacci che li impalavano alle pareti delle teche, si muovevano per l\u2019ampio vano, si salutavano, si toccavano a vicenda, s\u2019inchinavano. Alcuni, i pi\u00f9 distinti, facevano il baciamano alle signore.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Un tipo che si presentava come il cavaliere Costanera, mandrillo gaudente e raffinato, si prostrava in grandi inchini mentre col suo oc\u00adchio, vacuo ma allenato, adocchiava qualche vecchia conoscenza. E quelle donne (si distinguevano dal largo bacino) civettuole che si prestavano.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Che indecenza: uno spettacolo di morti in\u2026 calore! La lussuria in quel luogo sacro, pi\u00f9 volte benedetto!<\/p>\n<p dir=\"auto\">Solo il frate domenicano non partecipava alla bagarre perch\u00e9 impedito dalla dignit\u00e0 del saio.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Se ne stava, cupo, stizzito, in un angolo illuminato, a farsi vento col venta\u00adglio di seta, ricordo del suo soggiorno missionario in Brasile.<\/p>\n<p dir=\"auto\">\u201cGuarda, guarda, sti sporcaccioni! Ma che fanno? Si abbracciano, ri\u00addono\u2026 Il sesso oltre la morte? Che assurdit\u00e0! O, forse, questo \u00e8 l\u2019inferno? Sotto la santa chiesa!\u201d<\/p>\n<p dir=\"auto\">Ninuzzu era confuso, spaventato. Non sapeva se piangere o ridere o scappare. Non c\u2019era dubbio: la cripta era infestata, dominata dallo spi\u00adrito malefico del demonio. Il peccato terreno si era ravvivato.<\/p>\n<div dir=\"auto\">Quegli scheletri lascivi, miracolosamente rianimati, ne erano la conferma.<\/div>\n<p dir=\"auto\">Non si erano emendati. Avevano perduto ogni ritegno, violato i sacri divieti. Ossa che s\u2019incontrano, che si accoppiano. Ossa scatenate, affamate di sesso come se volessero recuperare le occasioni perdute durante la vita.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<p dir=\"auto\">Il suo sbigottimento fu notato. Uno scheletro, diritto come una candela, lo fiss\u00f2 e inizi\u00f2 a sciorinare un rosario di pensieri empi, bla\u00adsfemi.<\/p>\n<p dir=\"auto\">\u201cL\u2019Aldil\u00e0? Una frottola per spiriti semplici. Ci siamo stati e presto ne siam fuggiti delusi, schifati dalla confusione. Che caos, che noia!<\/p>\n<p dir=\"auto\">Perfino i servizi sono carenti, insufficienti. File dappertutto: per otte\u00adnere udienza presso un santo anche modesto, per entrare nell\u2019arena della sapienza dove si esibiscono i grandi padri. Anche per fare pip\u00ec c\u2019\u00e8 una fila\u2026<\/p>\n<p dir=\"auto\" style=\"text-align: left;\">Un problema serio, pi\u00f9 importante degli inconvenienti che s\u2019incontrano nella vita che pu\u00f2 durare alcuni decenni, una bazzecola a fronte dell\u2019eternit\u00e0. Noi, che dovremo vivere in eterno, dobbiamo saper scegliere il posto giusto dove trascorrere l\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Se scegli il posto sbagliato, sarai fregato appunto per l\u2019eternit\u00e0. Lo so che stai pensando: il paradiso. Abbiamo dato un\u2019occhiata.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Un ricovero per vecchi rincoglioniti. Perci\u00f2 abbiamo preferito restare qui.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Il nostro \u201cparadiso\u201d \u00e8 in questa cripta, nel silenzio di queste notti afose temperate dall\u2019umidit\u00e0 che i secoli, che qui si son fermati, e ci preservano. Per il nostro diletto\u2026come vedi. Oltre questa cripta, nel sottosuolo di questo paese, che \u00e8 molto pi\u00f9 vecchio di quanto si possa immaginare, c\u2019\u00e8 una rete di grotte e di camminamenti, scavati dagli antichi, che noi conosciamo e frequentiamo. Abbiamo la mappa! Qui sotto c\u2019\u00e8 un mondo che voi non conoscete. Anche le due rocche sono collegate. Le sorgenti che affiorano in paese nascono dallo stesso fiume sotterraneo che nasce dai monti Sicani.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Ti dico anche che in paradiso non ci sono alti prelati, preti marpioni, ministri di Dio o di Stato, mistici cristiani e suf\u00ec islamici. E che sono scemi? Quella \u00e8 gente a modo, che sa vivere in terra e anche nell\u2019Aldil\u00e0. Menti sopraffine che hanno inventato il paradiso per di\u00adrottarvi i fessi, per godersi \u201cin santa pace\u201d, le delizie, i piaceri dell\u2019inferno.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Favole, favole per gli allocchi. Per quelli che credono nella resurre\u00adzione della carne. Un\u2019altra frottola, un altro rinvio per privarci della porzione di felicit\u00e0 cui ha diritto ogni individuo.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Nei cimiteri, nelle fosse scavate qui intorno ci sono anime che atten\u00addono, da secoli, di essere resuscitate. Anime in pena, senza pi\u00f9 lo scheletro, che si consumano nell\u2019inedia, nelle privazioni.\u201d<\/p>\n<p dir=\"auto\">Io tant\u2019assa nun ci cridu &#8211; us\u00f2 il dialetto per scuotere il sagrestano che l\u2019ascoltava con la bocca aperta come un cretino &#8211; ma se poi duvissi vi\u00adnire pi veru sta risurrezioni, nantri &#8211; c\u2019avemu lu schelitru interu &#8211; ni putemu subitu mettiri in caminu, ma chiddri ca hannu l\u2019ossa sparpa\u00adgliati, mangiati di li vermi comu putrannu stari dritti, caminari?<\/p>\n<p dir=\"auto\">\u00c8 chiaro che se dovesse venire, verr\u00e0 per pochi, per coloro che manter\u00adranno i corpi ben conservati. L\u2019esempio sono le mummie dei faraoni e degli scribi d\u2019Egitto e-come vedi- noi che abitiamo nella cripta.<\/p>\n<p dir=\"auto\">D\u2019altra parte, se tutti i defunti dovessero risorgere te la immagini che gran confusione? Miliardi di morti stralunati, affamati, atterriti dal pro\u00adgresso. No, mi pari ca sta prumisa nun avi n\u00e9 testa n\u00e9 cuda.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Ninuzzu accenn\u00f2 a una domanda. Lo scheletro lo ferm\u00f2: \u201cNo, non \u00e8 necessario che parli. Non hai nulla da dirci, n\u00e9 da domandare. Sei pure checcu e un poco scimunitu. Lascia perdere. Se proprio vuoi dire, fare qualcosa vai a raccontare a quelli di fuori ci\u00f2 che hai visto e udito quaggi\u00f9. Sappiamo tutto di te: ti chiami Ninuzzu e sei un nano mali\u00adgno, un poveraccio rifugiato qui per fame. Cosa dovremo dirci? Fra noi e te c\u2019\u00e8 un abisso. Ogni sera, udiamo i tuoi passi felpati, la girata della grossa chiave del portone centrale. Tu esci dalla chiesa e noi dalle te\u00adche. Inizia il nostro \u201crisveglio\u201d. Chi ha ca tremi? Non ti spaventare. Noi siamo morti. I morti non fanno male a nessuno. Devi temere i vivi. E poi, non vedi quanta allegria fra noi?<\/p>\n<p dir=\"auto\">Lo so. Ti leggo nel pensiero. Vorresti sapere come facciamo a sve\u00adgliarci? E presto detto. Nel mio vagare, da un mondo all\u2019altro, mondi visibili e mondi invisibili, ho incontrato alcuni spiriti benigni che mi hanno svelato il segreto del risveglio dei morti.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Un segreto originario dalle montagne dello Yemen che ho confidato agli abitanti della cripta.<\/p>\n<p dir=\"auto\">E cos\u00ec, quando in chiesa non c\u2019\u00e8 traccia di viventi, i nostri scheletri si schiodano dalle pareti e si danno alla gioia, alla libert\u00e0.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Che facciamo di male? Cerchiamo solo di recuperare le delizie che il moralismo religioso e certe usanze ci hanno negato\u2026<\/p>\n<p dir=\"auto\">Tutti moralisti questi \u201cpadri\u201d della chiesa, specie i convertiti come san Paolo, fulminato sulla via di Damasco, sant\u2019Agostino illuminato sulla via di Milano. Lo stesso san Francesco (pi\u00f9 umano, a dire il vero) si diede alla povert\u00e0 dopo una vita di lussi e di bagordi\u2026<\/p>\n<p dir=\"auto\">Certo, non \u00e8 la resurrezione della carne di cui ti ho detto prima. Anche perch\u00e9 la carne, come vedi, \u00e8 stata prosciugata, l\u2019hanno divorata i vermi.<\/p>\n<p dir=\"auto\">La carne non \u00e8 nostra. La carne \u00e8 acqua e appartiene alla Madre Terra. Forse tu non lo sai: il 67% del nostro corpo \u00e8 acqua. H2O Nin\u00f9! Acqua come quella che beviamo, acqua giogia che cade dal cielo sui tetti, che scorre nei fiumi, nelle fontane, che forma i mari, l\u2019immensit\u00e0 degli oceani.<\/p>\n<p dir=\"auto\">L\u2019acqua \u00e8 la vita, ma quando vuole \u00e8 capace di un potere distruttivo, terrificante. \u00c8 lei che crea i vermi e l\u2019invia a recuperare il \u201cprestito\u201d. E questi vengono, a milioni, a miliardi, per divorare le nostre carni, i nostri umori e riconsegnarli alla Terra genitrice.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Ci lasciano solo le ossa che sono calcio, un materiale resistente, come le montagne da cui proviene. La Terra \u00e8 una madre esosa, si riprende tutto quel ci ha dato. Anche le ossa.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Per le ossa ci mette pi\u00f9 tempo perch\u00e9 ci vogliono denti supercorazzati che i vermi non hanno. Guarda i morti sepolti nel cimitero in sontuose, gentilizie, di loro non rester\u00e0 nulla. Quelle bare costose servono solo per fare arricchire i lestofanti che si tengono ben stretto il commercio della morte.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Commercio lucroso, sicuro, infallibile poich\u00e9 solo la morte \u00e8 certa in questo mondo. Tutti dovranno ricorrere ai servizi delle pompe funebri. Non a caso, \u00e8 gestito dalla criminalit\u00e0 e\/o dai suoi complici e protetti.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Come vedi, noi siamo pelle e ossa, ma siamo ancora qui, a parlare, a ballare, ad abbracciarci.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Perci\u00f2, rifiutiamo la pratica ignobile della cremazione. Se ci avessero cremato, di noi non sarebbe rimasto nulla. Invece, come vedi\u2026<\/p>\n<p dir=\"auto\">Certo, col tempo, anche i nostri scheletri diverranno polvere fertiliz\u00adzante che la terra assorbir\u00e0 o il vento sparger\u00e0 per gli anfratti pi\u00f9 re\u00admoti del pianeta. \u00c8 ineluttabile. Per\u00f2, nel frattempo, ci saremo goduti qualche secolo di vita posticcia.\u201d<\/p>\n<p dir=\"auto\">\u201cIn questo lungo intervallo ci godiamo il post-mortem, i frutti della nostra speciale resurrezione. Puoi dirlo agli zombi l\u00e0 fuori che hai visto questa allegra comitiva di trapassati.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Ci divertiamo, Nin\u00f9, non facciamo nulla di male, di scandaloso. Quello che ci \u00e8 stato proibito in vita lo stiamo facendo nella morte o meglio in questa seconda vita. Stiamo riacquisendo il senso del piacere, Nin\u00f9! Il piacere che ci hanno vietato. Come ci ricorda Oscar Wilde, il piacere \u00e8 il dono pi\u00f9 bello di madre Natura, \u201c\u00e8 l\u2019unica cosa che meriti una teoria; il piacere \u00e8 la prova della Natura, il suo segno di approvazione.\u201d<\/p>\n<p dir=\"auto\">Ma lasciamo stare. Tu non puoi capire. Wilde non \u00e8 un panneri di Raf\u00adfadali, dove tu spesso ti rechi senza un perch\u00e9. Sappiamo, sappiamo anche questo.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Qua, nessuno si fa illusioni. La nostra \u00e8 una pantomima. Siamo morti e non potremo tornare fra i mortali. Non siamo eterni, abbiamo solo il privilegio di essere dei morti insepolti.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Tu stai pensando, so che stai pensando, la morale, il contegno. Non sono pi\u00f9 problemi nostri. D\u2019altra parte, che cosa sono il contegno, le buone maniere, il galateo, il bon ton, la rettitudine, ecc, ecc.?<\/p>\n<p dir=\"auto\">Convenzioni. Solo comode convezioni inventate da quattro furbetti per turlupinare la gente, per irreggimentare l\u2019umanit\u00e0, per chiuderla dentro una gabbia.<\/p>\n<div dir=\"auto\">Forme abiette di autolimitazione.<\/div>\n<p dir=\"auto\">Poich\u00e9 non si vogliono uomini liberi, guidati dalla ragione, ma indivi\u00addui miseri, terrorizzati, disciplinati, ignoranti e ubbidienti!<\/p>\n<p dir=\"auto\">Un po\u2019 come sei tu: un prototipo perfetto della nuova umanit\u00e0 che stanno creando.<\/p>\n<p dir=\"auto\">La morale, il contegno servono per addomesticare gli esseri umani in\u00adcapaci di autoregolarsi.<\/p>\n<p dir=\"auto\">O metti la rettitudine! Altro ambiguo concetto che i savi del monotei\u00adsmo hanno imposto agli uomini semplici. Che senso ha una sola via, \u201cretta\u201d e obbligata, quando davanti a noi si aprono migliaia di vie, di sentieri visibili e invisibili?<\/p>\n<p dir=\"auto\">\u00c8 una costrizione, una concezione povera, statica del progresso; \u00e8 una forma edulcorata d\u2019incolonnamento.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Chi ha stabilito che questa via \u00e8 buona e le altre no? Per accertarlo bi\u00adsogna esplorare, percorrere tutte le vie possibili. Altrimenti, addio alla cultura, alla scienza, alla filosofia, al progresso, al futuro\u2026<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<p dir=\"auto\">Qui nella cripta la \u201cvita\u201d \u00e8 lieve, libera. Tutto \u00e8 permesso nulla \u00e8 vietato. Ci autoregoliamo. Di giorno restiamo in catalessi, inchiodati a queste pareti umide e malsane. Di notte, quando voi dormite, ci ri\u00adsvegliamo; una stiratina alle ossa e via a fare baldoria. Baldoria, cos\u00ec per dire. In realt\u00e0, parliamo pochissimo e a voce bassa. Non sentiamo il bisogno di parlare. Ci scappa qualche risolino, ma ci portiamo la mano al viso per non scoprire la bocca sdentata. Sai l\u2019etichetta!<\/p>\n<p dir=\"auto\">Al massimo ci concediamo qualche bisbiglio, un brusio leggero, sof\u00adfuso, simile a un sussurro prolungato che inonda lu stiddratu&#8230;\u201d<\/p>\n<p dir=\"auto\">Non capisci? Non riesci a seguirmi? Nin\u00f9 futtitinni. Tu devi sulu rife\u00adriri.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Vaghiamo nella notte eterna che \u00e8 il nostro regno immenso, immortale.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Al solo pensiero del nostro vagare, voi viventi vi allarmate, tremate. Vi preoccupate, pregate per le nostre anime, forse dannate.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Rassicuratevi: noi viviamo la morte come se fosse una nuova vita, pi\u00f9 lunga e pi\u00f9 allegra della prima. Solo la luce un po\u2019 ci terrorizza. La luce illumina la realt\u00e0. Nel buio tutto si confonde. Anche le nostre forme spettrali diventano corpi sinuosi, attraenti, ardenti di desiderio.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Perci\u00f2, evitiamo di amoreggiare nelle notti di luna piena. Qua sotto \u00e8 ammessa solo qualche \u201cpicchiuseddra\u201d.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Lo so, tu ti stai domandando: come si pu\u00f2 fare l\u2019amore fra due o pi\u00f9 scheletri?<\/p>\n<div dir=\"auto\">E presto detto. Certo, le prime esperienze non sono esaltanti.<\/div>\n<p dir=\"auto\">Si ode un fragore di ossa dure, secche, decrepite che solo i gemiti d\u2019amore riescono a celare, a sovrastare.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Non capisci? Voi viventi non potete capire. Siete troppo affannati ad accumulare beni, denaro, titoli e prestigio. Dimenticando che dovrete lasciare questi beni ad altri \u2026<\/p>\n<p dir=\"auto\">L\u2019esempio \u00e8 qui dentro, nella cripta. Nella nostra prima vita fummo ricchi, potenti, benestanti. Ora siamo tutti uguali: solo ossa. Le nostre ricchezze in quali mani sono finite?<\/p>\n<p dir=\"auto\">Servi e parassiti se le stanno mangiando\u2026\u201d<\/p>\n<p dir=\"auto\">Una nuova ombra s\u2019interpose fra il sagrestano e lo scheletro narrante. Ninuzzu, confuso e sospettoso, ne profitt\u00f2 per ritrarsi e fuggire.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Risal\u00ec la scala e scapp\u00f2, vol\u00f2 come una mosca liberatasi da una ragnatela. Giarnu in viso e sbigottito, corse dal barbiere a raccontare.<\/p>\n<p dir=\"auto\">\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":35943,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-35933","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-generale"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>UN MONOLOGO NELLA CRIPTA - racconto di Agostino Spataro - ilcircolaccio.it<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=35933\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"UN MONOLOGO NELLA CRIPTA - racconto di Agostino Spataro - ilcircolaccio.it\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=35933\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"ilcircolaccio.it\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2021-02-11T21:29:56+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/ilcircolaccio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/148879810_3616592678463063_1290771709568415025_n.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"414\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"310\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Maurizio Franchina\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Maurizio Franchina\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"13 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=35933#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=35933\"},\"author\":{\"name\":\"Maurizio Franchina\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/f9bb281d399bf003aab259ae095b3683\"},\"headline\":\"UN MONOLOGO NELLA CRIPTA &#8211; 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