{"id":35552,"date":"2021-01-22T22:19:31","date_gmt":"2021-01-22T21:19:31","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=35552"},"modified":"2021-01-22T22:19:31","modified_gmt":"2021-01-22T21:19:31","slug":"quel-matrimonio-rinviato-per-ordine-ricevuto-dal-partito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=35552","title":{"rendered":"QUEL MATRIMONIO RINVIATO PER ORDINE RICEVUTO DAL \u2026 PARTITO,"},"content":{"rendered":"\n<p>di Agostino Spataro<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ilcircolaccio.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/SPOSI-IMG_20210121_132326.jpg\" \/><\/p>\n<p>IERI O OGGI SEMPRE 73 SONO *<\/p>\n<div>\n<div class=\"\" dir=\"auto\">\n<div id=\"jsc_c_14q\" class=\"ecm0bbzt hv4rvrfc ihqw7lf3 dati1w0a\" data-ad-comet-preview=\"message\" data-ad-preview=\"message\">\n<div class=\"j83agx80 cbu4d94t ew0dbk1b irj2b8pg\">\n<div class=\"qzhwtbm6 knvmm38d\">\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">QUEL MATRIMONIO RINVIATO PER ORDINE RICEVUTO DAL \u2026 PARTITO<\/div>\n<p dir=\"auto\">\u2026Fu il compagno Emanuele Macaluso, a quel tempo segretario regionale e membro dell\u2019UP (Ufficio politico), a chiedermi, in maniera piuttosto risoluta, di rinviare il matrimonio a dopo la conclusione del confronto sul riassetto dirigenziale cui ero personalmente interessato. Opposi le mie ragioni, ma non ci fu verso. Evidentemente, non risultai convincente\u2026<\/p>\n<p dir=\"auto\">&#8230; Con Elena, che col tempo iniziai a chiamare Jolik\u00e9 , abbiamo attraversato la vita, il nostro tempo. Abbiamo lottato, sofferto e gioito sorretti da un grande affetto, da una solida intesa che ci ha consentito di creare una bella famiglia, al di fuori di ogni legame di sangue, nello spirito della solidariet\u00e0 umana che \u00e8 il fondamento del nostro Ideale. Mai rinnegato&#8230;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">UNA DOPPIA FESTA DI COMPLEANNO PER ONORARE LE MIE &#8220;DUE DATE DI NASCITA&#8221;<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<p dir=\"auto\">1 \u2026A una certa et\u00e0, inevitabilmente, l\u2019uomo diventa pi\u00f9 riflessivo e s\u2019interroga su fatti e cose apparentemente banali o dati per scontati. In questi giorni freddi dell\u2019inverno ungherese, avvicinandosi la data, mi sono chiesto che cosa sia in realt\u00e0 il compleanno. \u00c8 un anno di vita in pi\u00f9 o in meno? In pi\u00f9 o in meno, rispetto a che cosa, a quale traguardo? Un anno rubato alla Signora che attende, inquieta, in fondo al viale o aggiunto alla vita fin qui vissuta?<\/p>\n<p dir=\"auto\">Le risposte non sono facili. Dipendono dal punto di vista personale, perfino dall\u2019umore momentaneo. Nell\u2019incertezza, sarebbe preferibile non festeggiare la ricorrenza. Obliarla, se possibile. Ma come si fa se tutti te la ricordano? Affettuosamente. Ora anche FB.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Quest\u2019anno, addirittura, ho festeggiato due volte il compleanno. Una prima in casa, la sera del 21 gennaio, con Jolik\u00e8 (alias Laky Ilona Gyongyv\u00e9r ) la quale, per l\u2019occasione, ha preparato un fritto d\u2019infidi gamberi congelati provenienti dai lontani mari del Sud, esattamente dalla Nuova Zelanda. Il tutto innaffiato con un vivace frizzantino ungherese. Una seconda volta nel nostro ristorante preferito, la sera del 22, per dare soddisfazione alla famiglia, per occhio di popolo come si suole dire. In fondo, onorai le mie due date di nascita. Nacqui due volte, come spiegher\u00f2 pi\u00f9 avanti!<\/p>\n<p dir=\"auto\">Con Jolik\u00e9 stiamo insieme da pi\u00f9 di 45 anni. Un vero record, in tempi di divorzi facili. E dire che il nostro matrimonio non si celebr\u00f2 sotto i migliori auspici. Chiarisco. Fissammo la data per il 26 luglio 1971, a Ecser, (Budapest) in Ungheria.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<p dir=\"auto\">Il giorno non fu scelto a caso. Era, infatti, quello dell\u2019assalto alla caserma Moncada (26 luglio 1953) da parte delle brigate castriste che, per quanto fallito, segn\u00f2 l\u2019inizio alla Rivoluzione cubana. Ma, quel matrimonio fu, inaspettatamente, rinviato per ordine ricevuto dal &#8230; Partito.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<p dir=\"auto\">Cosa accadde? In quel fine luglio, il gruppo dirigente della federazione agrigentina del Pci era impegnato in una difficile discussione interna d\u2019inquadramento, resasi necessaria a seguito delle disastrose (per noi) elezioni regionali di qualche mese prima.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Fu il compagno Emanuele Macaluso, a quel tempo segretario regionale e membro dell\u2019UP (Ufficio politico), a chiedermi, in maniera piuttosto risoluta, di rinviare il matrimonio a dopo la conclusione del confronto sul riassetto dirigenziale cui ero personalmente interessato.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Opposi le mie ragioni, ma non ci fu verso. Evidentemente, non risultai convincente. D\u2019altra parte, ero perfettamente al corrente che il \u201cPartito viene prima di tutto\u201d. Ero convinto di questo assunto, tanto da notificarlo alla mia futura sposa. Accettai a malincuore il rinvio, senza polemiche, senza risentimenti. Questa era la prassi del Pci da tutti, volontariamente, accettata.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Per noi, il Partito era lo strumento principale della lotta per la libert\u00e0 e l\u2019emancipazione dei lavoratori e, in quanto tale, lo vedevamo come una sorta di \u201centit\u00e0 suprema\u201d, operante per la giusta Causa, che ogni militante e dirigente doveva difendere e rafforzare.<\/p>\n<p dir=\"auto\">2\u2026 Oggi, un fatto del genere risulterebbe incredibile. Ma vi assicuro che cos\u00ec andarono le cose. Lo possono testimoniare tanti compagni e amici che in quel 26 di luglio ci inviarono telegrammi (che conservo da qualche parte) augurandoci \u201cmille di questi giorni\u201d.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Un augurio un po\u2019 amaro, beffardo. Soprattutto per la povera Elena che, dalla lontana Ungheria, non si capacitava del fatto che si potesse rinviare un matrimonio per ordine del Partito. Un fatto inaudito anche per loro che, pur vivendo in regime di \u201cpartito unico\u201d, non riuscivano a comprendere la nostra rigidit\u00e0 disciplinare. La notizia era talmente incredibile che temette un mio ravvedimento, in extremis.<\/p>\n<p dir=\"auto\">In realt\u00e0, il matrimonio fu celebrato una settimana dopo, il 31 luglio del 1971 a Ecser, in provincia di Budapest, in modo molto sobrio e \u201callietato\u201d da alcuni episodi stravaganti, perfino divertenti.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Fra i quali ricordo il ritardo accumulato dai miei due testimoni di nozze, Angelo Capodicasa (futuro presidente della Regione Sicilia- nota aggiuntiva.) e Giovanni Sacco, i quali giunsero in Ungheria in \u201c500\u201d\u2026 otto giorni dopo la celebrazione del matrimonio.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Se avr\u00f2 tempo e gana, pubblicher\u00f2 altri particolari di questo mio pazzotico matrimonio ungherese. Nonostante tutto ci\u00f2, la nostra lunga unione si \u00e8 cementata nel tempo. Con Elena, che col tempo iniziai a chiamare Jolik\u00e9 , abbiamo attraversato la vita, il nostro tempo. Abbiamo lottato, sofferto e gioito sorretti da un grande affetto, da una solida intesa che ci ha consentito di creare una bella famiglia, al di fuori di ogni legame di sangue, nello spirito della solidariet\u00e0 umana che \u00e8 il fondamento del nostro Ideale. Mai rinnegato.<\/p>\n<p dir=\"auto\">45 anni! Non sono robetta. Invece di farci i complimenti, le persone si mostrano sorprese per la nostra lunga convivenza. Vogliono conoscerne il \u201csegreto\u201d.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Ricordo che una sera, passeggiando con Jolik\u00e8 nella centralissima Deak ter di Budapest, ci ferm\u00f2 una ragazza che stava festeggiando con le amiche l\u2019addio al nubilato. Anche lei ci domand\u00f2 il \u201csegreto\u201d della nostra lunga unione. Le risposi: \u201cLa corda lunga\u201d.<\/p>\n<p dir=\"auto\">\u201cNem ertem\u201d, la promessa sposa non cap\u00ec ma non si arrese. Cercai di chiarire l\u2019apodittico concetto con la metafora dell\u2019asino di Vastianu. Pregai Jolik\u00e9 di tradurre.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Il segreto sta nel \u201clegare\u201d il coniuge con una corda piuttosto lunga affinch\u00e9, se gli va, possa muoversi un po\u2019 liberamente nei dintorni. Poich\u00e9, se la corda \u00e8 troppo corta, potr\u00e0 spazientirsi e scappare, come fece l\u2019asino di Vastianu che il padrone leg\u00f2 corto per averlo vicino durante la notte.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Dopo una giornata di duro lavoro, l\u2019asino desiderava raggiungere un\u2019asina che pasceva nel podere contiguo, ma ne era impedito dalla corda troppo corta. Spazientito, estirp\u00f2 \u201cu pizzucu\u201d che l\u2019incatenava e spar\u00ec nella vastit\u00e0 della campagna. E, cos\u00ec, Vastianu perse l\u2019asino con tutta la corda\u2026<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<p dir=\"auto\">3\u2026Ma torniamo al compleanno. Vorrete, forse, sapere perch\u00e9 lo festeggiammo due volte, in cos\u00ec rapida successione. \u00c8 presto detto. Per l\u2019anagrafe, nacqui il 22 gennaio del 1948. Alcuni amici, per celia, sogliono anticipare di un secolo questa data. Anticipazione che accetto di buon grado poich\u00e9 il 1848 segn\u00f2 l\u2019inizio della epopea risorgimentale in Sicilia e in Europa. Il famoso \u201c48\u201d della storia.<\/p>\n<p dir=\"auto\">In realt\u00e0, nacqui &#8211; come pi\u00f9 volte mi assicur\u00f2 mia madre &#8211; alle ore 22 del 21 gennaio del 1948. Mancavano solo due ore al nuovo giorno e mio padre pens\u00f2 bene di \u201crivelarmi\u201d per il 22, per \u201cfarti guadagnare un giorno in caso di guerra.\u201d<\/p>\n<p dir=\"auto\">Mi spiego: mio padre, il quale &#8211; fra leva, richiamo al fronte e prigionia in un lager nazista &#8211; si era fatto sette anni di servizio militare volle spostare di un giorno la mia nascita nel timore che, fra 18-20 anni, qualche esaltato dittatore o un guerrafondaio democratico potesse dichiarare una nuova guerra.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Guadagnare un giorno poteva significare guadagnare la vita. S\u00ec, perch\u00e9 se la \u201cchiamata alle armi\u201d si fosse fermata al giorno precedente a quello di nascita si poteva evitare la temutissima \u201ccartolina-precetto\u201d e la \u201cpartenza\u201d per il fronte.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Ovviamente, ci voleva anche un po\u2019 di fortuna. Tuttavia, tanti si sono sottratti alle tragiche incombenze della guerra proprio per il fatto di esser nati il giorno dopo la scadenza del bando.<\/p>\n<p dir=\"auto\">A questo punto avrei voluto aprire una parentesi graffa (ma sulla tastiera non trovo il tasto) per rilevare un inquietante mutamento d\u2019approccio verso la guerra da parte delle nuove generazioni. Ai tempi dei due conflitti mondiali si aveva il terrore della cartolina-precetto e per evitarla taluni si auto-invalidavano. Oggi tanti giovani, per lo pi\u00f9 inoccupati, fanno la fila, brigano per essere incorporati nelle forze armate professionali e inviati in rischiose missioni militari all\u2019estero: dall\u2019Afghanistan al Libano, dall\u2019Iraq alla Somalia, ecc.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Certamente, ci saranno ragioni culturali, etiche d\u2019induzione alla guerra (che inizia con i bambini davanti i \u201cwars games\u201d), un\u2019attrazione del lauto soldo, ma prima di tutto c\u2019\u00e8 una questione sociale irrisolta, un problema serio di occupazione e di mancanza di prospettiva professionale.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Insomma, l\u2019arruolamento retribuito come soluzione del problema del lavoro che non c\u2019\u00e8. Poich\u00e9, credo che nessuno, tranne pochi esaltati, ami la guerra, il rischio della morte propria e delle tante procurate.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<p dir=\"auto\">4\u2026Tale tendenza, per altro, fa risaltare di pi\u00f9 il valore di quell\u2019oculata, innocente precauzione di mio padre che, per\u00f2, non mi avrebbe consentito di festeggiare il compleanno insieme con quello della nascita del Pci, il partito che ho amato e servito come un figlio devoto, che cadeva il 21 gennaio. Capirete che anch\u2019io un po\u2019 sto celiando. Anche perch\u00e9 mio padre, che era lontano dalla politica, non poteva apprezzare tale, singolare coincidenza celebrativa.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Poich\u00e9 siamo in argomento, desidero fare un\u2019altra precisazione: io non sono il secondo figlio di tre, come appare dalla configurazione attuale della mia famiglia, ma il quarto di cinque.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Nel senso che i miei genitori (Pietro, ultimogenito di nonno Calogero, il \u201cviaggiatore\u201d, e Giovanna Cultrera, ultimogenita di nonno Agostino, rinomato poeta dialettale) ebbero in tutto cinque figli: due (Calogero e Francesco) nati prima dello scoppio della guerra e morti in tenerissima et\u00e0. Il secondo, vista la morte del primo, fu \u201cvotato\u201d a San Francesco di Paola (patrono del paese ma un po\u2019 pigro nel fare miracoli).<\/p>\n<p dir=\"auto\">Tre nati successivamente ossia un altro Calogero, io e mia sorella Zina. A questi due fratelli morti neonati, probabilmente, devo la mia venuta al mondo poich\u00e9 se fossero sopravvissuti, forse, i miei si sarebbero fermati\u2026 a tre.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<p dir=\"auto\">5\u2026 Per altro, aggiungo un particolare assurdo quanto disdicevole, che denota la logica disumana del fascismo, legato alla nascita e alla morte dei due fratellini. A quel tempo (si era nella seconda met\u00e0 degli anni \u201930), il regime fascista concedeva, per legge, un \u201cpremio\u201d in denaro alle coppie che mettevano al mondo figli, soprattutto maschi, da destinare alla patria imperiale e alle future guerre programmate e\/o minacciate.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Con i \u201cpremi\u201d incassati per la nascita dei due bambini, i miei decisero di fabbricare una stanzetta sopra il fatiscente catoio in cui vivevano, per farne una stanza da letto e deposito stagionale per la \u201cmancia\u201d ossia la riserva di fave e granaglie per sfamare la famiglia durante l\u2019inverno.<\/p>\n<div dir=\"auto\">Successe che qualcuno, fra i tanti leccaculo del locale fascio, segnal\u00f2 alle autorit\u00e0 preposte la morte dei due bimbi provocando, di conseguenza, la revoca dei premi che erano stati incassati e investiti. I funzionari furono irremovibili e mio padre fu costretto a restituire, a rate, l\u2019importo percepito.<\/div>\n<p dir=\"auto\">Di solito, quando si parla di nascite, di lieti eventi ci si sofferma prevalentemente sulla madre, meno sul padre che pure svolge un ruolo insostituibile nel concepimento e nella crescita della prole.<\/p>\n<p dir=\"auto\" style=\"text-align: left;\">Pertanto, desidero dedicare due parole al mio che era un operaio, un bracciante taciturno e laborioso. Per me era un uomo molto speciale, giacch\u00e9 durante il ventennio, fu uno dei pochissimi abitanti del paese a non iscriversi al fascio.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Non perch\u00e9 fosse un antifascista convinto, militante, ma per un sentimento intimo d\u2019orgoglio e d\u2019anticonformismo. E pensare che aveva un fratello \u201cmilite\u201d il quale, potenza del privilegio, all\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia rest\u00f2 in paese a presidiare la sicurezza dei suoi amici gerarchi, mentre mio padre, che fascista non era, fu richiamato a combattere una guerra folle dichiarata da Mussolini, su ordine di Hitler.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Come accennato, stette quattro anni alla malora: due di guerra nei Balcani e due di campo di concentramento in Germania, dove fu deportato per essersi rifiutato, dopo l\u2019armistizio, di combattere negli eserciti nazifascisti.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Nel lager i prigionieri erano utilizzati per lavori durissimi in condizioni umilianti, di vera schiavit\u00f9. Tanto da essere meglio noti come \u201cgli schiavi di Hitler\u201d.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Solo raramente, mio padre parlava di questa sua drammatica esperienza che gli valse, soltanto, una medaglia d\u2019onore assegnatagli (alla memoria) dal Presidente della Repubblica.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Come scrivo in altra parte, mio padre fu uno degli ultimi \u201csbandati\u201d a ritornare in paese. Quando fu sicuro d\u2019esser uscito dall\u2019incubo della guerra volle fare un figlio. Per ricominciare&#8230;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<p dir=\"auto\">6\u2026 Cos\u00ec, nacqui io, figlio del dopoguerra, di quella stagione segnata di speranze e turbolenze che vide l\u2019Italia e l\u2019Europa ritornare, lentamente, alla vita, alla libert\u00e0, alla democrazia.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Gli uomini rientrati dai fronti o dalle prigioni, per prima cosa, fecero figli, anche se non disponevano di un lavoro remunerativo e di cibo sufficiente per sfamarli. Procreare era un segno di vitalit\u00e0, di affermazione di una volont\u00e0 di rinascita, d\u2019altruismo.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Nel triennio 1948-50, nascemmo una caterva di bambini con dentro i cromosomi del rifiuto, del terrore della guerra e la voglia di progredire oltre i limiti storici dell\u2019atavica, feudale condizione umana e politica.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Vidi la luce in quella stanzetta fredda (del premio revocato), al primo piano di via Salita Panzera, attaccata alla grande madre Roccia e al recipiente del Voltano. Povera madre mia. Per lei sar\u00e0 stato un travaglio davvero doloroso, complicato visto che pesavo 5,6 kg.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Entrambi, madre e figlio, ce la cavammo bene grazie anche alla perizia della levatrice, signora Maria Cimino. Mesi dopo, nel 1949, nacquero, con l\u2019ausilio della stessa ostetrica, i citati Giovanni Sacco e Angelo Capodicasa.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Il caso volle che nel comune percorso politico incontrassimo Dino Tuttolomondo, figlio della nostra levatrice e segretario provinciale del Pci, con il quale, a un certo punto, ci scontrammo, non per fatto personale ma esclusivamente per il bene del Partito.<\/p>\n<p dir=\"auto\">A cavallo fra gli anni \u201960 e \u201970 del secolo scorso, questi quattro \u201cgiancascisi\u201d ci ritrovammo impegnati nella direzione della Federazione provinciale del Pci di Agrigento, talvolta muovendo da punti di vista differenti, in una difficile battaglia politica, anche interna, per bloccare la decadenza del Partito e riportarlo (come poi avvenne) a pi\u00f9 alti livelli di consistenza elettorale e di protagonismo politico.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Un confronto doloroso ma necessario, del quale pi\u00f9 mi preoccupava lo stato d\u2019animo di quella gentile signora quando avr\u00e0 saputo del contrasto insorto fra suo figlio e i tre baldi giovanotti che lei aveva aiutato a vedere la luce della vita.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<p dir=\"auto\">7\u2026 Termino, con una menzione al mio \u2018fratello di latte\u2019 alias Giuseppe Sacco (inteso \u2018Peppi di Filippa\u2019) che, per un lungo periodo, sarebbe divenuto compagno di giochi e di lotta politica.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Fratello di latte era chiamato quel neonato il quale, non potendo allattare al seno materno, era affidato alle cure di una puerpera che gi\u00e0 allattava il suo. Zia Filippa preg\u00f2 mia madre di badare al figlio.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Cos\u00ec con Peppi ci ritrovammo \u2018fratelli\u2019 che, come due cuccioli affamati, succhiavano dalle medesime \u2018fonti sacre\u2019 della vita. Le mammelle intendo dire che gli antichi rispettavano per la loro sacralit\u00e0. Adoravano Artemide di Efeso per le sue molte mammelle, simboli di bellezza e di fertilit\u00e0. Purtroppo, oggi, capita di vederle mercificate da ignobili pubblicitari e da sfruttatori senza scrupoli che, forse, le considerano \u201cla cosa pi\u00f9 superflua e vuota, essenza vana\u2026\u201d come ebbe a scrivere Ramon de la Serna, celebre scrittore spagnolo. (Ramon Gomez de la Serna, autore di \u201cSeni\u201d, Edizioni Dell\u2019Oglio, 1978)<\/p>\n<p dir=\"auto\">Mia madre non era una balia. Accett\u00f2 solo per piet\u00e0 umana. Era una donna forte e generosa e, seppure vivesse in condizioni di povert\u00e0, allatt\u00f2 quel bimbo come se fosse stato il mio gemello.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Zia Filippa, che certo capiva la situazione, ogni tanto portava, col bambino, una \u201cmbroglia di pani\u201d e un po\u2019 di brodo di gallina caldo nel portapranzo. Allora il \u201cpranzo\u201d non si consumava a tavola, ma si \u201cportava\u201d, anzi si trasportava, dentro ciotole e camelle (contenitori di alluminio), di casa in casa o per le vastit\u00e0 delle campagne. Con quelle poche sostanze, mia madre continu\u00f2 ad allattare i due \u201cladroni\u201d, come simpaticamente ci avevano ribattezzato.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Tempi duri quelli, ma anche di umana solidariet\u00e0 fra poveri. Specie fra queste orgogliose madri del Sud che fecero (continuano a fare) enormi sacrifici per allevare e far crescere i figli che avrebbero visto partire per il Nord che, sovente, si \u00e8 mostrato ingrato.<\/p>\n<p dir=\"auto\">Comunque sia, un progresso c\u2019\u00e8 stato: mentre prima i giovani partivano per la guerra e molti non tornavano pi\u00f9, oggi partono per studiare, per lavorare e d\u2019estate ritornano al paese. Solo d\u2019estate. Il problema, il nostro grande problema, \u00e8 quello di vedere cosa fare sul serio per farli restare nel Sud, vicino alle loro madri.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">* <a class=\"oajrlxb2 g5ia77u1 qu0x051f esr5mh6w e9989ue4 r7d6kgcz rq0escxv nhd2j8a9 nc684nl6 p7hjln8o kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x jb3vyjys rz4wbd8a qt6c0cv9 a8nywdso i1ao9s8h esuyzwwr f1sip0of lzcic4wl py34i1dx gpro0wi8\" tabindex=\"0\" role=\"link\" href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.lindro.it%2Fquel-matrimonio-rinviato-per-ordine-ricevuto-dal-pci%2F%3Ffbclid%3DIwAR0w0fCeoUfcsx-VmUYe8G2Kh4kZP08aD_ZX5Ygic0hKxMjhfz-6IWpVvPo&amp;h=AT0AhOf2-DXxSqkeyECCfdoSrr_wupzUfAFSNIyeT_O6p0aeMo6C-TU_mr6wJj_MR7V8JBRrwwRKj4Uw9up8ES7nDTNFab-JXTPYXkoEbDXuvAUX6dlCeddlKz2aaFh2qOg&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT0VTPn_CbMrzT6jk1grQrVISacL8dFC8rRJFs4PG2vozARRV7XCv4QX5miasPcXiYAHPf2smld_yYWxABKtH3e3uT95aZDrDpTQA1Sisr8WVGBsk0J7uANMs1u5eFJhFr-KR6MxdRRNTmSGgnnXJUETBw\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\">https:\/\/www.lindro.it\/quel-matrimonio-rinviato-per&#8230;\/<\/a><\/div>\n<p dir=\"auto\">Tratto dal libro \u2018Il Cavaliere e la notte\u2019 <a class=\"oajrlxb2 g5ia77u1 qu0x051f esr5mh6w e9989ue4 r7d6kgcz rq0escxv nhd2j8a9 nc684nl6 p7hjln8o kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x jb3vyjys rz4wbd8a qt6c0cv9 a8nywdso i1ao9s8h esuyzwwr f1sip0of lzcic4wl py34i1dx gpro0wi8\" tabindex=\"0\" role=\"link\" href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.amazon.it%2Fcavaliere-notte-Agostino-Spataro%2Fdp%2F8892326074%3Ffbclid%3DIwAR0k-jL-Wz3fj4OJp5g97WwmkrF3NyOdm12D5daDNxAB_af0iId4mHu25DY&amp;h=AT17REwuKXhZy5RzKWFj9RwjyVjcwr7Fqa6lcRQudAYBdaQt8o6GFye7ILf2ad3DfE6j-_s2a5ncuFuQxPAg5zmkyjJW80Uq_S7KWPjIBIZk4MB_8kt4UID6rsWrfjf6Bxs&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT0VTPn_CbMrzT6jk1grQrVISacL8dFC8rRJFs4PG2vozARRV7XCv4QX5miasPcXiYAHPf2smld_yYWxABKtH3e3uT95aZDrDpTQA1Sisr8WVGBsk0J7uANMs1u5eFJhFr-KR6MxdRRNTmSGgnnXJUETBw\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener noreferrer\">https:\/\/www.amazon.it\/cavaliere-notte&#8230;\/dp\/8892326074<\/a> dell\u2019on. Agostino Spataro, gi\u00e0 deputato, componente della Commissione Esteri della Camera e storico esponente del Pci, di cui oggi ricorre il centenario dalla fondazione.<\/p>\n<\/div>\n<p dir=\"auto\">\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\">\u00a0<\/div>\n<div dir=\"auto\">\u00a0<\/div>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":35554,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-35552","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-generale"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>QUEL MATRIMONIO RINVIATO PER ORDINE RICEVUTO DAL \u2026 PARTITO, - ilcircolaccio.it<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=35552\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"QUEL MATRIMONIO RINVIATO PER ORDINE RICEVUTO DAL \u2026 PARTITO, - 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