{"id":33593,"date":"2020-10-28T00:25:10","date_gmt":"2020-10-27T23:25:10","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=33593"},"modified":"2020-10-28T00:25:10","modified_gmt":"2020-10-27T23:25:10","slug":"il-movimento-cinque-lumie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=33593","title":{"rendered":"Il Movimento Cinque Lumie"},"content":{"rendered":"\n<p>di Salvatore Fiorentino<\/p>\n<p class=\"_2cuy _3dgx _2vxa\"><span class=\"_4yxp\">In Sicilia, dove tutto cambia perch\u00e9 niente deve cambiare, il cambiamento stavolta c\u2019\u00e8 stato. <\/span><\/p>\n<p class=\"_2cuy _3dgx _2vxa\"><span class=\"_4yxp\">Come accadde pi\u00f9 di dieci anni fa (ne aveva puntualmente riferito Giuseppe Giustolisi in un pregevole articolo che si riporta), ancora una volta \u00e8 la cittadina di Termini Imerese a realizzare l\u2019esperimento da laboratorio. Ed ancora una volta si sentono fragranze di lumie. <\/span><\/p>\n<p class=\"_2cuy _3dgx _2vxa\"><span class=\"_4yxp\">Con un Movimento Cinque Stelle che si sposa, con la benedizione dei maggiorenti pentastellati Giancarlo Cancelleri e Giampiero Trizzino, non tanto col Partito Democratico quanto con colui che ne \u00e8 stato l\u2019anima nera, una presenza ingombrante (parlamentare di lungo corso infine defenestrato senza tanti complimenti da Renzi), a volte temuta (per la \u201cscimitarra dell\u2019antimafia\u201d agitata alla bisogna), ma quasi sempre isolata e facente partito a s\u00e9, per la coltivazione del proprio sistema di potere, che ha raggiunto il culmine dell\u2019ascesa, ma anche l\u2019abbrivio del declino, al tempo del sodalizio con Antonello Montante. <\/span><\/p>\n<p class=\"_2cuy _3dgx _2vxa\"><span class=\"_4yxp\">Beppe Lumia, esperto di infiltrazioni mafiose nei comuni (non si contano le sue interrogazioni postulanti lo scioglimento all\u2019indirizzo dei tremebondi ministri dell\u2019interno), ha iniziato ad \u201cinfiltrare\u201d il Movimento Cinque Stelle a partire dalla cittadina simbolo della mafia e dell\u2019antimafia: Corleone. <\/span><\/p>\n<p class=\"_2cuy _3dgx _2vxa\"><span class=\"_4yxp\">Il piano era studiato nei minimi dettagli: scioglimento del comune amministrato da una sindaca ignara di avere la mafia in casa proprio quando i padrini storici, Riina e Provenzano, erano passati a migliore esistenza; candidatura a sindaco di un esponente non locale proveniente dal mondo dell\u2019associazionismo antimafia.<\/span><\/p>\n<p class=\"_2cuy _3dgx _2vxa\"><span class=\"_4yxp\">Cos\u00ec antimafia che a pochi giorni dalle elezioni comunali costui lanci\u00f2 un messaggio a suo modo rivoluzionario, con tanto di fotografia in un bar paesano di propriet\u00e0 di parenti di z\u00f9 Binnu (al secolo Bernardo Provenzano), dove alla cassa si poteva incontrare il volto noto del figlio Angelo: \u201ccon le famiglie dei mafiosi la politica deve parlare\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"_2cuy _3dgx _2vxa\"><span class=\"_4yxp\">Qualcuno pens\u00f2 tra s\u00e9: ma dove sta allora la novit\u00e0, dov\u2019\u00e8 il cambiamento? L\u2019eco di queste parole talmente antimafiose fu tale che scosse gli alti piani di un Movimento Cinque Stelle da poco alle prese con la prima esperienza di governo nazionale, con l\u2019allora capetto politico Di Maio che, tra fuoco e fiamme, annull\u00f2 la sua partecipazione al comizio conclusivo previsto proprio a Corleone, minacciando il ritiro del simbolo e l\u2019espulsione di deputati e senatori peroratori della candidatura a sindaco di tale Maurizio Pascucci, toscano di Poggibonsi, tra cui Mario Michele Giarrusso (non a caso ritenuto molto vicino all\u2019antimafia secondo Lumia) e Giuseppe Chiazzese, oltre a tutti coloro che fossero stati eletti come consiglieri comunali.<\/span><\/p>\n<p class=\"_2cuy _3dgx _2vxa\"><span class=\"_4yxp\"> Dopo il fallimento della conquista di Corleone, prosegue cos\u00ec la strategia sotterranea dell\u2019ex senatore antimafioso di Termini Imerese, che non potendo riportare in vita il \u201cMegafono\u201d di crocettiana memoria, ha disperato bisogno di un contenitore che lo possa proiettare nuovamente sulla ribalta politica, senza la quale il suo potere tradisce gravi segni di logoramento, con tutto il corollario degli effetti collaterali a cascata, in primis il rischio di finire da accusatore ad accusato. Ed oggi questo contenitore \u00e8 il M5S siciliano. <\/span><\/p>\n<div class=\"_2cuy _3dgx _2vxa\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"_2cuy _3dgx _2vxa\">\u00a0<\/div>\n<p class=\"_2cuy _3dgx _2vxa\"><span class=\"_4yxo\">UNO, NESSUNO, CENTOMILA. LO PSICODRAMMA DEL PD IN SICILIA<br \/><br \/><\/span><span class=\"_4yxp\">di<\/span> <a class=\"_2u0z\" title=\"Giuseppe Giustolisi\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100006749475105&amp;eid=ARBuAR34np6_F2WjsSYbvm_9v6T9w4YfcWO-nZgZuW6rXCjWVlzaTKSyzdBG__UCRoyN9saLL9dmRtKu\" data-hovercard=\"\/ajax\/hovercard\/user.php?id=100006749475105&amp;extragetparams=%7B%22eid%22%3A%22ARBuAR34np6_F2WjsSYbvm_9v6T9w4YfcWO-nZgZuW6rXCjWVlzaTKSyzdBG__UCRoyN9saLL9dmRtKu%22%7D\" data-hovercard-prefer-more-content-show=\"1\"><span class=\"_4yxo\">Giuseppe Giustolisi<\/span><\/a><span class=\"_4yxo\"> <br \/><br \/><\/span>Pensiamo ad un giovane elettore siciliano qualsiasi, magari un ragazzo al suo primo voto. Non sa nulla della guerra intestina fra dalemiani e veltroniani e soprattutto non sa nulla delle geometrie variabili di Lombardo, la formula politica coniata dal Governatore siciliano per ammiccare al centrosinistra, in tempi di incomprensioni con l\u2019universo pidiellino. Non sa nulla nemmeno di quelle giunte comunali in cui il Partito democratico s\u2019\u00e8 alleato con il Movimento per l\u2019autonomia di Raffaele Lombardo. Se no si chiederebbe come sia possibile un giorno sparare pesantemente contro il governatore e un altro allearvisi. A un certo punto i vertici del Partito democratico gli fanno il regalo insperato di candidare alle elezioni europee due personalit\u00e0 antimafia come Rosario Crocetta e Rita Borsellino. Quel ragazzo \u00e8 cresciuto a pane e antimafia, ha letto anche i libri di Danilo Dolci, partecipa ai cortei contro Cosa Nostra e fa volontariato con Addiopizzo. Va quindi a votare con convinzione questi due candidati \u201canomali\u201d e cos\u00ec fanno tanti altri. Risultato? Crocetta e Borsellino prendono, in due, quasi due terzi dei voti attribuiti al partito. E molti di questi voti, ci si pu\u00f2 giurare, sono di giovani che nemmeno a cannonate avrebbero votato Partito democratico, se non ci fossero stati quei nomi l\u00ec, che coniugano, nelle aspettative dei pi\u00f9, la novit\u00e0 politica con la concreta speranza di una Sicilia diversa. <br \/>Parallelamente, per\u00f2, il Pd siciliano sembra essere attirato dalle sirene messe in campo da Raffaele Lombardo per \u201cavviare un percorso politico comune\u201d, come si dice in politichese. Ancora non se ne conoscono, almeno ufficialmente, le modalit\u00e0 e i tempi di attuazione. Di sicuro, per\u00f2, c\u2019\u00e8 che gran parte di quell\u2019elettorato che ha votato Crocetta e Borsellino \u00e8 incompatibile coi costumi politici (e non solo) del Governatore siciliano. <br \/>Vediamo di capire meglio questa contraddizione all\u2019interno del Partito democratico in Sicilia, che potrebbe sconfinare nella pura schizofrenia politica di un partito che, da un lato cerca di innovare, dall\u2019altro va a braccetto con colui che viene visto come il principe della politica clientelare e l\u2019emblema di quel ceto politico democristiano immortale che da decenni comanda l\u2019isola. <br \/><br \/><span class=\"_4yxo\">Il piacere dell\u2019onest\u00e0<\/span><br \/><br \/>Non si fa certo peccato a sospettare che molto probabilmente il successo alle elezioni europee di due candidati del calibro di Rosario Crocetta e Rita Borsellino possa essere risultato indigesto alla nomenclatura democratica. Innanzitutto perch\u00e9 i candidati su cui puntava l\u2019establishment erano altri due: Italo Tripi, segretario regionale della Cgil e Giovanni Barbagallo, un ex democristiano deputato regionale da ben sei legislature. \u201cL\u2019ordine di scuderia era di votare Tripi e Barbagallo, ma io, giunto al seggio, non ce l\u2019ho fatta a votarli e ho preferito Crocetta e Borsellino\u201d, confessa un giovane consigliere di quartiere di Catania. E poi perch\u00e9 l\u2019antimafia di Crocetta e Borsellino spesso ha procurato pi\u00f9 di un sussulto nelle stanze di chi vorrebbe un approccio pi\u00f9 soft con certe tematiche. Non \u00e8 certo un caso, dunque, che Rosario Crocetta, nel presentare la sua candidatura a Catania, pronunci queste parole: \u201cLa mia non sar\u00e0 la campagna elettorale degli apparati. La mia sar\u00e0 una campagna con la gente\u201d. Parole che possono suonare come un qualsiasi slogan elettorale. Persino banale. Poi per\u00f2 Crocetta ne specifica il senso ed ecco che diventano qualcosa di molto simile a un manifesto politico ed etico. \u201cIo non far\u00f2 parte di alcuna corrente. Non voglio stare n\u00e9 coi dalemiani n\u00e9 coi veltroniani. Io sono Rosario Crocetta e mi piacerebbe che prima di essere critici con gli altri partiti fossimo innanzitutto critici con noi stessi. Mi piacerebbe, per dirne una, che nel mio partito non ci fosse Vladimiro Crisafulli (il leader Pd di Enna che non si pone problemi a scambiare chiacchiere col boss della zona Raffaele Bevilacqua ndr)\u201d. Sono parole troppo forti per non impensierire qualcuno. Ma il primo incidente coi big del partito si verifica quando Crocetta critica la nomina da parte del Csm, alla Procura Nazionale Antimafia, di un giudice catanese. Citando atti della Commissione Antimafia, Crocetta spara a zero contro quel magistrato e rilascia alle agenzie la seguente dichiarazione: \u201cQuesto pm catanese omise di procedere nei confronti di esponenti del clan Laudani, braccio armato dei Santapaola\u201d. Non l\u2019avesse mai fatto Crocetta. Contro di lui si abbattono i tuoni e fulmini dei leader siciliani del partito. Enzo Bianco in testa. In conferenza stampa Crocetta rivela che qualcuno vuole bloccare la sua campagna elettorale. E in parte aggiusta il tiro. Ma nella sostanza conferma le accuse contro il magistrato.<br \/>Nemmeno Rita Borsellino \u00e8 stata da meno, quanto a capacit\u00e0 di mandare messaggi forti al partito che la candidava. \u201cLa mia candidatura \u00e8 un segnale di apertura, da parte del Pd verso la societ\u00e0 civile, che riflette la natura originaria e gli obiettivi che il partito s\u2019\u00e8 dato all\u2019atto della sua costituzione\u201d, dice Rita Borsellino a proposito della scelta di puntare su di lei alle elezioni europee. Come dire avanti cos\u00ec, indietro non si torna. E quando l\u2019europarlamentare uscente di Rifondazione comunista Giusto Catania, a due settimane dal voto, le prospetta il rischio di ritrovarsi fra le braccia del Raffaele Lombardo, Rita Borsellino risponde cos\u00ec: \u201cLe parole di Catania circa segnali inquietanti che avrei lanciato al Movimento per l\u2019Autonomia, oltrech\u00e9 infondate, sembrano pi\u00f9 dettate da fini elettorali che da un reale dubbio politico. La verit\u00e0 \u00e8 che io sono e continuer\u00f2 a restare libera. Le uniche braccia tra le quali mi ritrovo sono quelle di un progetto politico cominciato tre anni fa e che continuer\u00f2 a portare avanti con coerenza\u201d. <br \/><br \/><span class=\"_4yxo\">Il gioco delle parti<\/span><br \/><br \/>Il successo elettorale di Crocetta e Borsellino dovrebbe a questo punto far capire a chi di dovere che l\u2019antimafia dei fatti paga. Anche in termini elettorali. E dovrebbe far desistere dai ripetuti tentativi di abboccare all\u2019amo lanciato da Raffaele Lombardo per rafforzare la sua traballante poltrona di governatore. Ma \u00e8 proprio in questa circostanza che si scopre l\u2019altra faccia del Pd, che stride enormemente con quell\u2019elettorato che chiede un radicale rinnovamento di metodi e persone. Ed \u00e8 la faccia di un partito che ha introiettato il convincimento di non riuscire ad arrivare al governo della Regione per la normale via elettorale, ma di poterlo fare solo attraverso la comoda via del ribaltone, come gi\u00e0 accaduto, dieci anni fa, col governo guidato dal diessino Angelo Capodicasa (quello il cui assessore all\u2019agricoltura, in quota Udr, era un certo Tot\u00f2 Cuffaro), maturato col sostegno dei cossighiani staccatisi dal centrodestra. <br \/>Le manovre di avvicinamento a Lombardo cominciano sul finire dello scorso anno, quando il governatore siciliano comincia a parlare di geometrie variabili. Una nuova alchimia politica con la quale Lombardo incassa i voti del Pd su alcuni provvedimenti per i quali gli mancano i voti della sua coalizione: \u201cSulle riforme non contano gli schieramenti tradizionali e sono sicuro che sulle leggi importanti continueranno a formarsi maggioranze trasversali, geometrie variabili\u201d, afferma il Presidente della Regione. <br \/>E\u2019 solo il primo passo. Che t\nrova l\u2019immediato riscontro. Al ragionamento di Lombardo fa infatti eco Anna Finocchiaro, suo competitor alle elezioni regionali del 2008 e da lui largamente sconfitta: \u201cLe geometrie variabili fanno parte di un altro percorso. Intanto se ci saranno questioni sulle quali si possono formare maggioranze inedite per il bene della Sicilia, per la sua modernizzazione e per la rottura di centri di potere, questo sta nelle cose\u201d. <br \/>La maggioranza non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, riflette ad alta voce lo stato maggiore del Pd siciliano. Eppure nessuno chiede le dimissioni di Lombardo. Passano altri mesi, siamo ormai a ridosso delle elezioni europee, ed \u00e8 proprio il Governatore in persona a rompere gli indugi: prende atto del fallimento della sua maggioranza e azzera la giunta, revocando le deleghe ai suoi assessori. Prospettive? Lombardo dice e non dice. Da un lato propone un governo istituzionale aperto a quei pezzi di partito che ci staranno. Porte spalancate dunque anche al Pd. Poi afferma di non volere ribaltare le alleanze politiche, precisando per\u00f2 \u201cdi non potere considerare alleati coloro i quali, pur facendo parte della maggioranza, hanno sviluppato in aula e fuori un\u2019oggettiva azione di opposizione al mio governo\u201d. Dalla sponda Pd, sull\u2019ipotesi di un dialogo con Lombardo, si pronuncia sibillino il capogruppo all\u2019Assemblea regionale siciliana Antonello Cracolici: \u201cAl momento non ci sono n\u00e9 chiusure n\u00e9 aperture. Siamo un partito e le scelte devono essere collegiali\u201d. Sembra un perfetto gioco delle parti. Con una tempistica che prevede gradualit\u00e0, per rendere digeribile agli elettori dal palato fine qualsiasi rapporto con Lombardo. Al momento quindi \u00e8 meglio rimanere a guardare. Al termine di un vertice romano del partito, alla presenza del segretario Dario Franceschini, del capogruppo al Senato Anna Finocchiaro e del segretario regionale Francantonio Genovese, un lancio Ansa riferisce che: \u201cAnche se Lombardo non avrebbe ancora avanzato proposte formali al Pd, pur spiegando di essere pronto a formare un governo con chi ci sta, il vertice del Pd ha deciso che, almeno in una prima fase, i democratici staranno fuori da ogni forma di coinvolgimento politico\u201d. Almeno in una prima fase, appunto.<br \/>A chiedere le dimissioni del Presidente della Regione intanto, voce isolata, \u00e8 il responsabile nazionale enti locali dell\u2019Italia dei Valori Ignazio Messina. Ma dopo giorni burrascosi, passati un giorno a rassicurare gli alleati, un altro a minacciarli, Lombardo vara il suo secondo governo, facendo fuori l\u2019Udc e mezzo Pdl. L\u2019area della maggioranza che d\u00e0 la sua benedizione al neonato Lombardo-bis \u00e8 quella di Gianfranco Miccich\u00e9, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, da tempo in rotta coi vertici siciliani del partito. Stando ai rumors sempre pi\u00f9 insistenti, Miccich\u00e9 sarebbe in procinto di creare una sorta di Lega del Sud insieme al Presidente della Regione. Fu lo stesso Lombardo, del resto, ad annunciarlo un anno fa in conferenza stampa, proprio insieme a Gianfranco Miccich\u00e9. \u201cCon Miccich\u00e8 coltiviamo un\u2019idea: quella di una formazione politica autonomista. E\u2019un\u2019idea che prima o poi maturer\u00e0. Forse fra dieci anni. E sar\u00e0 lui a guidarla, perch\u00e9 pi\u00f9 giovane di me\u201d. E l\u2019allora presidente dell\u2019Ars assentiva: \u201cE\u2019un\u2019idea che coltiviamo da tempo e che servirebbe veramente\u201d. Adesso per\u00f2 il sottosegretario smentisce e rassicura di far parte al cento per cento del Pdl. A proposito di Miccich\u00e9: ma non era forse colui che, un anno e mezzo fa, lanci\u00f2 il progetto \u201cRivoluzione siciliana\u201d per contendere a Raffaele Lombardo la candidatura a Presidente della Regione? S\u00ec, proprio lui. \u201cMiccich\u00e9 nelle vesti del rivoluzionario Che Guevara non glielo vedo per niente\u201d, comment\u00f2 allora sarcastico Raffaele Lombardo. Adesso i due sono molto vicini. Stupefacente Sicilia. <br \/>Le grosse novit\u00e0 del Lombardo-bis sono le nomine di due assessori tecnici: il magistrato Caterina Chinnici, figlia del giudice istruttore assassinato a Palermo nel 1983 e Marco Venturi, Presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta, uno degli esponenti di punta di quella Confindustria siciliana (di cui \u00e8 Vicepresidente) che si batte contro il racket e per questo molto vicino al senatore Lumia. Ma il Pd, per bocca del suo segretario regionale, fa sapere che al Lombardo-bis non far\u00e0 mancare la propria opposizione. \u201cL\u2019inserimento di qualche tecnico di cui si pu\u00f2 apprezzare il profilo personale e professionale non basta certamente per caratterizzare il nuovo esecutivo sul piano dell\u2019innovazione\u201d, afferma Genovese. <br \/>Intanto, mentre Lombardo si accinge ad affrontare la prova del voto in aula, il capogruppo all\u2019Ars del Pd Antonello Cracolici ha dato vita ad un\u2019associazione, \u201cDemos\u201d, che sta per \u201cDemocratici siciliani\u201d. La neonata associazione sar\u00e0 presentata il 2 luglio con un dibattito al quale parteciper\u00e0 l\u2019onnipresente Miccich\u00e8. Titolo del dibattito? \u201cPi\u00f9 Sud nei partiti o pi\u00f9 partiti del Sud?\u201d. E chi vuol capire capisca.<br \/><br \/><span class=\"_4yxo\">Lum\u00ece di Sicilia<\/span><br \/><br \/>In attesa che l\u2019asse Pd-Mpa si concretizzi in qualcosa di pi\u00f9, l\u2019alleanza \u00e8 gi\u00e0 realt\u00e0 in alcuni comuni. Un frutto dal profumo invitante che l\u2019isola, spesso laboratorio politico, potrebbe portare in dote alla politica nazionale, in prospettiva di una possibile scomposizione dei due poli. Ultimo capolavoro in ordine di tempo (e al primo posto per originalit\u00e0) \u00e8 la coalizione con la quale \u00e8 stato eletto, il 7 giugno scorso, sindaco di Termini Imerese Tot\u00f2 Burrafato, figlio dell\u2019agente di polizia penitenziaria ucciso dalla mafia nel 1982. Burrafato, diessino poi transitato nel Pd, ha mollato mesi fa i democratici per fare una sua lista civica, forte dell\u2019appoggio dello stesso Pd ma non dell\u2019Italia dei Valori, di Raffaele Lombardo e forte anche dell\u2019anomala convergenza sulla sua candidatura di personaggi come Gianfranco Miccich\u00e9 e il Senatore Giuseppe Lumia che nel suo sito lo ha definito \u201cgiovane onesto e capace, un candidato dal chiaro profilo antimafia che ha sposato un progetto di legalit\u00e0 e sviluppo\u201d. Salvo poi criticarne la scelta (pur confermandogli il proprio appoggio) di nominare tra i suoi assessori lo stesso Gianfranco Miccich\u00e9. Certo riesce difficile immaginare l\u2019omogeneit\u00e0 dell\u2019impegno antimafia di Burrafato con le recentissime dichiarazioni di Miccich\u00e9 a Klaus Davi: \u201cLa mafia nel tempo ha lasciato la Sicilia. Oggi la sento molto ma molto meno presente rispetto agli anni novanta. Oggi \u00e8 possibile un improvviso sviluppo della regione, anche perch\u00e9 pressione mafiosa non ce n\u2019\u00e8. Almeno secondo la mia personale esperienza\u201d. Ma si va avanti lo stesso. <br \/>Critico verso il suo partito, invece, Lumia lo \u00e8 stato a proposito dell\u2019alleanza che si candidava a governare il comune di Mazara del Vallo (sconfitta dal Pdl). Ma il dissenso del parlamentare non riguardava il rapporto con il Movimento per l\u2019Autonomia, bens\u00ec l\u2019allargamento dell\u2019alleanza all\u2019area dell\u2019Udc facente capo a Pino Giammarinaro, un ex deputato regionale della Democrazia cristiana, inquisito per mafia, poi assolto e successivamente sottoposto a tre anni di sorveglianza speciale. In effetti questo pareva un po\u2019 troppo. A Monreale, invece, \u00e8 accaduto qualcosa che non appartiene pi\u00f9 alla politica ma al ridicolo: al primo turno i candidati pi\u00f9 forti erano tre: Filippo Di Matteo, sostenuto dal Pdl e da Lombardo, Salvatore Zuccaro, da Pd e Italia dei Valori e il sindaco uscente, Salvatore Gullo, dall\u2019area Pdl che fa capo a Gianfranco Miccich\u00e9. In vista del ballottaggio, conquistato da Di Matteo e Zuccaro, s\u2019\u00e8 verificato un rimescolamento di carte da guiness dei primati. Il movimento di Lombardo ha infatti ritirato l\u2019appoggio al centrodestra per schierarsi col candidato del Pd, che, a sua volta, da un lato ha perso tra le polemiche l\u2019Italia dei Valori, dall\u2019altro guadagna l\u2019appoggio di Gullo e quindi dell\u2019area che fa capo a Miccich\u00e9. Si conferma dunque ancora una volta l\u2019asse Miccich\u00e9-Lombardo. Curiosit\u00e0: il Movimento per l\u2019autonomia non ha potuto\nutilizzare il proprio logo, perch\u00e9 per legge \u00e8 rimasto tra i simboli che hanno appoggiato il centrodestra. In ogni caso tanta fatica per nulla: per la cronaca ha vinto il candidato Pdl.<br \/>Dall\u2019altra parte della Sicilia c\u2019\u00e8 un comune in cui l\u2019alleanza Pd-Lombardo funziona a meraviglia addirittura da anni. Si tratta di Mascalucia, comune a pochi chilometri da Catania, dove da tempo la mafia ha allungato i propri tentacoli. Sindaco del comune, sotto le insegne del partito di Lombardo, \u00e8 Salvatore Maugeri, un giovane costruttore con vasti interessi nella zona, recentemente confermato alla poltrona di primo cittadino da una messe di voti che ha annichilito il candidato del Pdl gi\u00e0 al primo turno. Il pi\u00f9 votato in consiglio comunale, con circa cinquecento preferenze (parecchie per un paese di ventimila abitanti), \u00e8 stato un ragazzo appena diciottenne figlio di un vigile urbano del posto. Eletto con il Mpa. <br \/><br \/><span class=\"_4yxo\">I vecchi e i giovani<\/span><br \/><br \/>Mentre i leader annaspano dietro l\u2019ancora di Lombardo, loro stanno preparando una mozione per il congresso nazionale del Pd che si terr\u00e0 ad ottobre. Loro sono i giovani del Pd siciliano e a scambiarci quattro chiacchiere si avverte la distanza con la generazione dei loro padri politici. E non \u00e8 solo una distanza anagrafica. Ma di strategia. E anche etica. Non vogliono sentire parlare di nomenclatura, n\u00e9 di geometrie variabili, ma soprattutto sono riusciti sorprendentemente ad archiviare, molto prima dei fondatori del partito, l\u2019esperienza dei Ds e della Margherita. \u201cQuesto \u00e8 un partito che ancora si ostina a ragionare secondo il metro degli ex, dice Salvo Nicosia, segretario regionale dei giovani democratici, mentre noi chiediamo un rinnovamento generazionale e verso quella direzione va la mozione che stiamo preparando per il congresso d\u2019autunno. Il nostro modello per\u00f2 non \u00e8 la Serracchiani. Noi vorremmo che si valorizzassero i giovani che fanno la gavetta, da chi attacca i manifesti a chi fa il consigliere comunale. Non accettiamo le candidature calate dall\u2019alto\u201d. Se poi si chiede a Nicosia di Raffaele Lombardo e le sue trasversalit\u00e0, scuote la testa: \u201cNoi siamo incompatibili con Lombardo per cultura di governo e sui temi sociali. Ma come? Prima facciamo campagna elettorale contro di lui e poi dovremmo allearci?\u201d. Ma c\u2019\u00e8 chi caldeggia l\u2019accordo\u2026 \u201cVogliono solo le poltrone. Io provo amarezza, perch\u00e9 penso che se solo noi facessimo politica nel territorio potremmo avere molti pi\u00f9 voti del Mpa\u201d. E se qualcuno accusasse Nicosia di simpatie movimentiste, lui ci tiene subito a precisare: \u201cIo non sono n\u00e9 grillino n\u00e9 girotondino. Io vengo dal Partito popolare. Mi piacerebbe solo che il Pd non facesse delle scelte in controtendenza con la moltitudine di siciliani che hanno votato Borsellino e Crocetta\u201d.<br \/>Dunque i giovani fanno ben sperare, ma la sensazione \u00e8 che il Pd in Sicilia sia ancora saldamente in mano a quella classe dirigente responsabile dei tracolli elettorali che da decenni si susseguono senza tregua. \u201cIn questo partito non c\u2019\u00e8 alternativa. Chi \u00e8 l\u2019alternativa? Bianco che non si vede o la Finocchiaro che ha mollato la Sicilia?\u201d, dice Salvo Raiti, un ex deputato dell\u2019Italia dei valori che ha abbandonato Tonino Di Pietro per la sua conduzione personalistica del partito ed \u00e8 approdato al Pd. Ma \u00e8 gi\u00e0 deluso. Pentito? \u201cNo, pentito no, ma\u2026\u201dNon rimane che la carta Lombardo. \u201cCerto \u00e8 che questo partito rischia grosso. L\u2019unica soluzione \u00e8 allearsi con Lombardo. Se lui decide di andare al voto, il suo partito del Sud e il Pdl ci cannibalizzeranno. E ci ridurremo a dieci deputati\u201d. I giovani? \u201cSe ce n\u2019\u00e8 qualcuno bravo noi facciamo di tutto per ammazzarlo\u201d, lamenta Raiti. E\u2019 una metafora certo, ma un brivido corre lo stesso lungo la schiena.<\/p>\n<div class=\"_2cuy _3dgx _2vxa\">[articolo apparso su \u201cMicroMega\u201d, 24 giugno 2009]<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Fonte web e social<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":33595,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-33593","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-generale"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il Movimento Cinque Lumie - ilcircolaccio.it<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=33593\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il Movimento Cinque Lumie - 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