{"id":29518,"date":"2020-06-16T19:38:42","date_gmt":"2020-06-16T17:38:42","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518"},"modified":"2020-06-16T19:38:42","modified_gmt":"2020-06-16T17:38:42","slug":"la-svizzera-i-soldi-facili-le-carte-di-credito-e-lamico-di-matteo-messina-denaro-nato-a-locarno-e-tornato-a-partanna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518","title":{"rendered":"La Svizzera, i soldi facili, le carte di credito e l&#8217;amico di Matteo Messina Denaro nato a Locarno e tornato a Partanna"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"h1\">La Svizzera e la mafia: un rapporto che dura da 50 anni<\/h1>\n<p><strong>A parlare di Messina Denaro e dei giri sporchi di soldi in Svizzera \u00e8 un importante giornale online del Ticino. In un inchiesta pubblicata tempo fa &#8220;Tio&#8221; parla dell&#8217;interesse delle mafie verso la Svizzera e del Cantone Ticino in particolare. La questione non \u00e8 nuova. Falcone aveva messo le mani sugli imbrogli elevetici gi\u00e0 negli anni 80. Il fallito attentato dell&#8217;Addaura doveva fare fuori Falcone il giudice svizzero\u00a0 Carla del Ponte ,di recente intervistata da Giletti a Non \u00e8 l&#8217;Arena. In questa lunga inchiesta svizzera, si parla anche di Matteo Messina Denaro\u00a0 e del suo complice Mimmo Scimonelli, condannato all\u2019ergastolo per l&#8217;omicidio Lombardo e a cui sono stati confiscati beni per 3 milioni di Euro. Secondo il giornale ticinese, Mimmo Scimonelli non \u00e8 solo un assassino al servizio della mafia. Il boss partannese, nativo di Locarno, avrebbe gestito diverse trame finanziarie con l&#8217;obiettivo di riciclare soldi da restituire a Messina Denaro attraverso carte di credito e societ\u00e0 di comodo<\/strong><\/p>\n<h4 class=\"h1\"><strong>Dal giornale TIO<\/strong><\/h4>\n<blockquote>\n<h4 class=\"h1\"><strong>L&#8217;erede di Tot\u00f2 Riina<\/strong>:<\/h4>\n<h4 class=\"h1\">Passa infatti anche dal Canton Ticino la ricerca del super latitante, quasi certamente erede\u00a0designato di Tot\u00f2 Riina, Matteo Messina Denaro. La pista seguita dagli investigatori\u00a0riguarda una serie di carte di credito collegate ad una banca di Lugano dove, fino al suo\u00a0arresto, si recava l\u2019imprenditore Domenico \u2018Mimmo\u2019 Scimonelli, nato a Locarno e\u00a0residente in Ticino per una ventina d\u2019anni. Trasferitosi in provincia di Trapani, Scimonelli \u00e8\u00a0\u00a0diventato uomo d\u2019onore della locale famiglia mafiosa di Partanna e uomo di fiducia del\u00a0latitante per il quale fungeva da corriere con borse cariche di soldi da depositare nelle\u00a0banche luganesi.\u00a0Questi soldi venivano poi riportati a Castelvetrano dove risiedono i familiari di Messina<br \/>Denaro.In Ticino Mimmo Scimonelli aveva intestato diverse societ\u00e0 a dei prestanome ticinesi con l\u2019unico scopo di disporre di carte di credito su cui sono risultati numerosi\u00a0 movimenti non collegati con le societ\u00e0 dato che le stesse erano scatole vuote senza attivit\u00e0. Anche in passato la polizia svizzera si era messa sulle tracce del super latitante seguendo la pista di traffici illeciti di reperti archeologici e opere d\u2019arte e il riciclaggio di ingentissime somme di denaro. Scimonelli sintetizza bene l\u2019anima moderna di Cosa nostra che decentra le proprie attivit\u00e0 affidando ruoli classici come il corriere di soldi o di pizzini ad imprenditori e manager integrati nel tessuto sociale e capaci di mimetizzarsi dietro attivit\u00e0 imprenditoriali apparentemente legali.\u00a0<\/h4>\n<p><strong>Fin qui\u00a0 l&#8217;articolo di Tio che ribadisce anche temi investigativi non totalmente nuovi. La Questione che si apre, leggendo l&#8217;articolo, \u00e8 un&#8217;altra. Che fine hanno fatto tutti questi &#8220;fiancheggiatori &#8220;svizzeri della\u00a0 mafia castelvetranese che facevano riferimento a Scimonelli? <\/strong><\/p>\n<p><strong>Perch\u00e8 Messina Denaro si doveva fidare di Scimonelli? Chi lo aiut\u00f2 in Ticino, e forse lo aiuta ancora, a fornirsi di soldi?. Scimonelli potrebbe dare molte indicazioni utili a capire meglio il sofisticato sistema finanziario internazionale che ha consentito alla mafia castelvetranese di nascondere montagne di soldi e da moltissimi anni. Parler\u00e0?In ogni caso,\u00a0 conoscere le sue relazioni svizzere potrebbero dare validi indizi agli investigatori attenti<\/strong><\/p>\n<h4><strong>Pubblichiamo\u00a0 di seguito l&#8217;intera inchiesta di Tio sulle mafie<\/strong><\/h4>\n<p><strong>Che la mafia, anzi le mafie intese come la mafia siciliana, la \u2018ndrangheta calabrese e la camorra napoletana, abbiano infiltrazioni in Svizzera non \u00e8 una ipotesi, \u00e8 un dato di fatto e\u00a0lo \u00e8 da almeno 50 anni.\u00a0Forse \u00e8 una mafia diversa, che non uccide ma investe, che non \u00e8 rappresentata da loschi\u00a0personaggi con coppola in testa e lupara sotto il braccio ma piuttosto da manager e colletti\u00a0bianchi. Una mafia che non ha alcun interesse a rendersi visibile ma che prospera in un\u00a0sottobosco fatto di mazzette, appalti truccati, cassette di sicurezza e attivit\u00e0\u00a0imprenditoriali all\u2019apparenza legali ma comprate con denaro proveniente da attivit\u00e0 che\u00a0non lo sono affatto.<\/strong><\/p>\n<div class=\"h2 capitolo\">Capitolo 1<\/div>\n<h2 class=\"story-titolo\">Mafia, questa conosciuta<\/h2>\n<p>Cosa nostra, \u2018ndrangheta e camorra operano, su scala mondiale, con metodi operativi che\u00a0hanno mutuato dalle grandi multinazionali, investendo i guadagni del traffico di droga,\u00a0armi, prostituzione e lavoro nero in business.\u00a0Capitali sporchi ma allettanti che si possono infiltrare ovunque, nella politica e nelle\u00a0banche, nella pubblica\u00a0 amministrazione e persino nella ristorazione, inquinando il mercato\u00a0finanziario e la societ\u00e0.<br \/>La mafia mantiene i principi arcaici ma si adegua alle evoluzioni di una societ\u00e0 sempre pi\u00f9\u00a0veloce e tecnologizzata, ed ecco perch\u00e9 i suoi uomini sono ora avvocati e professionisti\u00a0laureati in prestigiose universit\u00e0, capaci di aggirare sapientemente le norme nazionali e\u00a0internazionali sul riciclaggio. Colti e conoscitori di pi\u00f9 lingue, si sono inventati anche nuove\u00a0tecniche di riciclaggio con le \u2018truffe carosello\u2019 o le societ\u00e0 \u2018cartiere\u2019, mere scatole vuote per\u00a0emettere false fatturazioni.\u00a0<\/p>\n<p class=\"image-center image-right\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c4z8.jpg?rand=25152863\" border=\"0\" data-type=\"img\" data-obj_id=\"566324\" \/><br \/><span class=\"img_by\">Ti Press<\/span><\/p>\n<p><strong>Il mafioso svizzero<\/strong>:\u00a0 E quando si parla di riciclaggio di denaro la Svizzera, anche dalle numerose\u00a0testimonianze dei collaboratori di giustizia, risulta essere stata, specialmente in tempi\u00a0passati, terra d\u2019elezione per le attivit\u00e0 di ripulitura e reinvestimento di denaro\u00a0sporco. Il mafioso, cos\u00ec come il camorrista e lo \u2018ndranghetista, non ha un solo identikit:\u00a0oltre al colletto bianco ci sono anche gli imprenditori affiliati a qualche cosca che si\u00a0trasferiscono nel paese elvetico con capitali mafiosi e utilizzando i mezzi di intimidazione e\u00a0collusioni, cari all\u2019organizzazione mafiosa, svolgono diverse attivit\u00e0 economiche\u00a0all\u2019apparenza \u201csane\u201d.<br \/>Oltre a questi capi per\u00f2 in Svizzera \u00e8 presente anche la manovalanza, che va dal\u00a0semplice \u201csoldato\u201d al \u201ccolonnello\u201d dell\u2019organizzazione mafiosa, che pur operando in modo\u00a0pi\u00f9 nascosto, svolgono compiti e non funzioni criminali simili a quelle svolte nei territori\u00a0d\u2019origine.<\/p>\n<p><strong>Ticino forziere prediletto<\/strong>: Da sempre la Svizzera, e in special modo il Canton Ticino, hanno rappresentato il\u00a0forziere prediletto delle organizzazioni criminali tradizionali, questo anche per la\u00a0vicinanza\u00a0 fisica con il confine italiano e l\u2019economia pi\u00f9 florida rispetto a quella italica,\u00a0rappresentando un punto di passaggio attraverso cui far perdere le tracce del denaro e la\u00a0sua origine illecita.\u00a0Storicamente un elemento determinante per la penetrazione delle mafie al Nord \u00e8 stata la\u00a0condanna al confino a cui venivano assoggettati i mafiosi: i boss confinati iniziarono a\u00a0prendere contatti con i propri conterranei presenti nel territorio riprendendo di fatto ad\u00a0esercitare la propria attivit\u00e0 criminosa. Nella fase iniziale, intorno agli anni \u201950 e \u201960, i clan\u00a0hanno semplicemente esportato le modalit\u00e0 di azione che gli erano proprie, compresa\u00a0l\u2019intimidazione, investendo in zone dove l\u2019imprenditoria e il mercato non erano soggette a\u00a0norme stringenti sulla indagine della provenienza di quelle ingenti liquidit\u00e0.\u00a0Nel corso degli anni \u201970, specialmente in Ticino, inizi\u00f2 a crescere esponenzialmente il\u00a0fenomeno del riciclaggio di attivit\u00e0 mafiose tra le quali, all\u2019epoca, spiccava anche quella\u00a0del sequestro di persona e della droga.<\/p>\n<div class=\"h2 capitolo\">Capitolo 2<\/div>\n<h2 class=\"story-titolo\">Pizza Connection<\/h2>\n<p class=\"image-center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c4zd.jpg?rand=36024255\" border=\"0\" data-type=\"img\" data-obj_id=\"566329\" \/><br \/><span class=\"img_by\">Fotolia<\/span><\/p>\n<p>Il ruolo della Svizzera come centro nevralgico per il riciclo del denaro sporco, emerge con\u00a0forza negli anni \u201980 con l\u2019inchiesta denominata \u2018Pizza connection\u2019, una vasta\u00a0 operazione\u00a0condotta contro una banda di trafficanti italoamericani che raffinava eroina in Sicilia e la\u00a0smerciava in tutto il Nord America utilizzando una rete di pizzerie e ristoranti. L\u2019indagine\u00a0condotta da F.B.I e dalla polizia dello Stato di New York, in collaborazione con il pool\u00a0antimafia di Giovanni Falcone e ai magistrati svizzeri Carla Dal Ponte e Paolo Bernasconi,\u00a0dur\u00f2 4 anni e port\u00f2 all\u2019arresto di 32 persone. Il primo dei procedimenti contro i trafficanti\u00a0che avevano portato in Svizzera oltre 1,5 miliardi di dollari, si svolse a Lugano nel 1985 e\u00a0vede tra gli imputati Roberto Palazzolo, un finanziere siciliano che operava tra Italia,\u00a0Germania e, appunto, la Svizzera. Fu proprio il giudice Falcone ad avere per primo\u00a0l\u2019intuizione che bisognava seguire la pista del denaro per arrivare ai colletti bianchi e ai\u00a0salotti buoni del crimine organizzato.<\/p>\n<p class=\"image-center image-left\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c4zg.jpg?rand=2018719\" border=\"0\" data-type=\"img\" data-obj_id=\"566332\" \/><br \/><span class=\"img_by\">Tipress<\/span><br \/><span class=\"img_desc\">Dal suo ufficio a Lugano alle relazioni internazionali con la &#8216;ndrangheta. Francesco Moretti a processo a Lugano<\/span><\/p>\n<p><strong>L&#8217;arresto\u00a0dell&#8217;avvocato\u00a0&#8216;ndranghetista\u00a0di Lugano:<\/strong>\u00a0Nel 2000 scoppia il clamoroso caso dell\u2019arresto dell\u2019avvocato Francesco Moretti, ritenuto\u00a0uno dei riciclatori della \u2018ndrangheta, che dal suo ufficio a Lugano aveva intrecciato relazioni molto influenti e pericolose. Il 16 giugno 2003 si ha la prima condanna per\u00a0organizzazione criminale in Svizzera, pronunciata in Ticino dai giudici delle Assise criminali di Lugano. L\u2019avvocato Moretti viene condannato a 14 anni per aver riciclato, tra il\u00a01993 e il 2000, almeno 75 miliardi delle vecchie lire ripuliti per conto della \u2018ndrangheta e di\u00a0cosa nostra. La condanna \u00e8 stata confermata nell\u2019aprile del 2004 dalla Corte di\u00a0cassazione e revisione penale e, nel novembre dello stesso anno, in modo definitivo dal\u00a0Tribunale federale.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;inchiesta\u00a0Roscoba\u00a0finisce a Lugano:<\/strong>\u00a0Nel 2009 si conclude il filone ticinese della maxi inchiesta internazionale \u2018Roscoba\u2019 che,\u00a0ad inizio 2000, aveva permesso di far luce su di una vasta attivit\u00e0 di riciclaggio condotta\u00a0dalla \u2018ndrangheta. Ne era risultato coinvolto anche un cittadino luganese, fiduciario\u00a0dell\u2019organizzazione criminale, ritenuto colpevole dalla Corte di Lugano di ripetuta\u00a0amministrazione infedele aggravata e ripetuta falsit\u00e0 in documenti. Nell\u2019ambito della\u00a0inchiesta era emerso che, tra il 2000 e il 2001, 46 milioni di franchi della \u2018ndrangheta,\u00a0ricavati dal traffico di cocaina, erano stati \u201clavati\u201d in Ticino per poi essere trasferiti\u00a0all\u2019estero.<\/p>\n<p><strong>A Bellinzona\u00a0sbarca Montecristo:<\/strong>\u00a0Nel 2009 e nel 2012 viene invece celebrato il processo a carico della \u201cmafia delle\u00a0sigarette\u201d, conosciuto come caso \u2018Montecristo\u2019 nel Tribunale di Bellinzona. Furono rinviate a giudizio nove persone residenti in Svizzera, sospettate di appartenere ad una\u00a0organizzazione criminale dedita al riciclaggio di denaro proveniente dal contrabbando di\u00a0almeno 215 milioni di stecche di sigarette dal Montenegro all\u2019Italia. Tra loro figuravano i ticinesi\u00a0 Franco Della Torre, Fredy Bossert, Michele Varano, e poi altri imputati quali Paolo Savino, Patrick Monnier, Luis Angel Garcia e Pietro Virgilio. Tutti accusati a vario titolo di organizzazione criminale per il contrabbando. Tutti furono assolti.\u00a0<\/p>\n<p class=\"image-center image-right\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c4zi.jpg?rand=55215422\" border=\"0\" data-type=\"img\" data-obj_id=\"566334\" \/><br \/><span class=\"img_by\">Tipress<\/span><br \/><span class=\"img_desc\">Tribunale Penale Federale. Gennaio 2012. Va in scena il processo Montecristo bis, mafia delle sigarette. Carla Del Ponte, gi\u00e0 procuratrice generale della Confederazione, dopo l&#8217; uscita dall&#8217;aula del Tribunale Penale Federale (sala del Gran Consiglio per l&#8217; occasione trasformata in aula penale), dove fu ascoltata come testimone<\/span><\/p>\n<p><strong>Il clan Ferrazzo<\/strong>: Nel 2002 viene avviata dal Ministro pubblico della Confederazione, su informativa presentata dalla autorit\u00e0 antimafia di Roma, l\u2019inchiesta \u2018Quatur\u2019, per far luce sulle\u00a0ramificazioni elvetiche del clan Ferrazzo. Dagli atti di accusa risultavano essere state\u00a0monitorate attivit\u00e0 criminali relative a traffici internazionali di stupefacenti per un valore di\u00a0oltre 14 chilogrammi di cocaina, traffico di armi e riciclaggio di denaro per un importo\u00a0superiore a 15 milioni di franchi svizzeri. Tali attivit\u00e0 illecite si sarebbero svolte, in particolar\u00a0modo tra l\u2019Italia, Zurigo e il Ticino. Nell\u2019autunno del 2011 si arriva ad una imputazione per tutte le persone coinvolte ma l\u2019iter giudiziario si riveler\u00e0 lungo e farraginoso. Nel 2012\u00a0infatti il Tribunale federale deve rispedire il dossier alla Procura per un vizio del contraddittorio durante l\u2019istruttoria predibattimentale. Gli interrogatori vengono ripetuti e nel\u00a02013 il Pubblico Ministero della Confederazione formula un nuovo atto di accusa per poi\u00a0arrivare ad un secondo stop per vizi formali in materia di trascrizione delle intercettazioni\u00a0ambientali e telefoniche. L\u201911 dicembre del 2014 viene abbandonata l\u2019imputazione di\u00a0appartenenza ad una organizzazione criminale nei confronti dei principali imputati nei\u00a0confronti dei quali sar\u00e0, comunque, promossa l\u2019accusa per i restanti reati tra i quali\u00a0infrazione aggravata della legge federale, riciclaggio di denaro aggravato, falsit\u00e0 in\u00a0documenti e usura.<\/p>\n<p class=\"image-center image-left\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c4zj.jpg?rand=33607082\" border=\"0\" data-type=\"img\" data-obj_id=\"566335\" \/><br \/><span class=\"img_by\">Tipress<\/span><br \/><span class=\"img_desc\">Il campanello di Franco Longo. Fu arrestato a Vacallo a met\u00e0 dicembre del 2014<\/span><\/p>\n<p><br \/><strong>Un clamoroso arresto a Vacallo:<\/strong>\u00a0Il 2014 \u00e8 un anno particolarmente denso di attivit\u00e0 giudiziaria e di inchieste inerenti\u00a0l\u2019attivit\u00e0 di affiliati alla mafia operanti in Ticino. Il 18 dicembre viene arrestato insieme ad una sessantina di persone, nell\u2019ambito della inchiesta \u2018Rinnovamento\u2019 che indaga sulla\u00a0cosca della \u2018ndrangheta Libri-De Stefano-Tegano,\u00a0<strong>Franco Longo<\/strong>, un sessantenne\u00a0residente a Vacallo. Originario di Campobasso, era residente da qualche anno in Ticino\u00a0dove aveva acquistato alcuni immobili. Per gli inquirenti il suo ruolo all\u2019interno della\u00a0organizzazione criminale era quello di essere un punto di riferimento per tutto ci\u00f2 che\u00a0concerneva i proventi delle attivit\u00e0 illecite condotte dalla cosca.<br \/>Nel novembre dello stesso anno viene arrestato, nell\u2019ambito di una maxi inchiesta\u00a0condotta dalla Procura distrettuale antimafia di Milano, un 53enne ex operaio frontaliere di\u00a0Bellinzona con l\u2019accusa di essere il capo di una cellula locale della \u2018ndrangheta nella\u00a0provincia di Como.\u00a0<\/p>\n<p class=\"image-center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c4zm.jpg?rand=59429587\" border=\"0\" data-type=\"img\" data-obj_id=\"566338\" \/><br \/><span class=\"img_desc\">La cosca di Frauenfeld: la foto che fa il giro della Svizzera e dell&#8217;Italia. Svolgeva indisturbata i propri traffici da 40 anni in Svizzera, ma conservava un rigido legame con la base in Calabria.<\/span><\/p>\n<p><strong>Viene alla luce la cosca di Frauenfeld<\/strong>: Nell\u2019agosto del 2014 a seguito di una conferenza stampa delle autorit\u00e0 italiane e svizzere,\u00a0si vanno delineando i contorni di una importantissima indagine su di una cellula della\u00a0\u2018ndrangheta operativa da circa 40 anni a Frauenfeld e direttamente collegate alle cosche\u00a0di Vibo Valentia e Reggio Calabria. L\u2019operazione \u2018Helvetia\u2019, condotta dalla Dda di Reggio\u00a0Calabria, conferma l\u2019operativit\u00e0 di alcuni esponenti della \u2018ndrangheta in Svizzera\u00a0attraverso la \u2018societ\u00e0\u2019 di Frauenfeld collegata al \u2018locale\u2019, ossia la cosca di Fabrizia in\u00a0provincia di Vibo Valentia. Come emerge dalle indagini la \u201csociet\u00e0 di Frauenfeld\u201d era\u00a0operativa gi\u00e0 negli anni \u201970, con a capo Antonio Nesci, che impartiva le disposizioni per la\u00a0conduzione delle attivit\u00e0 illecite, in primis il traffico di droga.<br \/>Dalle indagini \u00e8 risultato chiaro che in Svizzera vi \u00e8, da anni, una presenza strutturata della\u00a0\u2018ndrangheta calabrese e , nello specifico, dell\u2019esistenza di un legame indissolubile che\u00a0lega i \u201clocali\u201d esteri alla casa madre e che passa non solo per il vertice dell\u2019intera\u00a0\u2018ndrangheta, la \u201cProvincia\u201d , ma per i \u201clocali\u201d migrati laddove ci sono appendici delle stesse\u00a0famiglie che all\u2019estero si sono ricostituite e sono operative.\u00a0Di conseguenza i \u201ccapi locali\u201d di Frauenfeld si rivolgevano al \u2018capo locale\u2019 di Fabrizia per\u00a0tutte le attivit\u00e0 condotte nel paese elvetico tra cui il traffico di droga, estorsioni e riciclaggio\u00a0e al reimpiego di capitali di illecita provenienza in attivit\u00e0 imprenditoriali, specie edili. Tra le\u00a0cause in discussione vi era anche la richiesta di autorizzazione ad estendere il dominio\u00a0territoriale ad altre localit\u00e0, tra cui il comune tedesco di Singen, dove era di stanza un altro\u00a0capo locale affiliato alla \u2018ndrangheta.<\/p>\n<p class=\"image-center image-left\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c4zr.jpg?rand=70432225\" border=\"0\" data-type=\"img\" data-obj_id=\"566343\" \/><br \/><span class=\"img_by\">Guardia di finanza<\/span><br \/><span class=\"img_desc\">L&#8217;operazione Hydra porta a diversi arresti in Italia, tra cui un uomo a Bergamo affiliato al clan Mancuso, con diverse attivit\u00e0 commerciali in Svizzera<\/span><\/p>\n<p><strong>Reperti archeologici e il clan Mancuso<\/strong>: Nel 2015 altre due operazioni condotte dall\u2019antimafia riportarono alla luce delle ribalta le\u00a0infiltrazioni mafiose in Svizzera. Durante l\u2019operazione \u2018Purgatorio\u2019 vennero arrestate 7\u00a0persone collegate al clan Mancuso accusate di commercio illecito di reperti archeologici in\u00a0Svizzera appunto, mentre con l\u2019operazione \u2018Hydra\u2019 venne smascherato un libero\u00a0professionista di Bergamo, affiliato al clan Mancuso, a cui erano fittiziamente intestate\u00a0societ\u00e0 operative nel settore commerciale e immobiliare con sedi nel bergamasco e in\u00a0Svizzera. Secondo il rapporto della polizia \u201c Il territorio della Confederazione elvetica\u00a0rappresenta un luogo ove i latitanti della \u2018ndrangheta potrebbero trovare rifugio grazie al\u00a0supporto fornito da reti operative e logistiche della criminalit\u00e0 italiana\u201d. Inoltre, come\u00a0rivelato dal pentito Gennaro Pulice, lo stesso aveva preso la residenza a Lugano nel 2013\u00a0\u201cpagando una mazzetta grazie ad un funzionario di origine calabrese\u201d. Da oltre trent\u2019anni quindi emerge chiaro il collegamento stretto tra la Svizzera, e in special\u00a0modo del Ticino per la sua vicinanza geografica al Nord Italia, e i clan mafiosi. Numerosi i\u00a0nomi illustri transitati nel paese elvetico per via delle loro attivit\u00e0 illecita o per depositare i\u00a0loro tesori di derivazione criminosa.\u00a0<\/p>\n<p class=\"image-center image-right\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c4zt.jpg?rand=57235645\" border=\"0\" data-type=\"img\" data-obj_id=\"566345\" \/><br \/><span class=\"img_desc\">Il pentito Gennaro Pulice. Aveva preso residenza a Lugano nel 2013 pagando a quanto pare una mazzetta grazie ad un funzionario di origine calabrese.<\/span><\/p>\n<p class=\"image-center image-left\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c4zw.jpg?rand=5875840\" border=\"0\" data-type=\"img\" data-obj_id=\"566348\" \/><br \/><span class=\"img_desc\">Matteo Messina Denaro, considerato tra i latitanti pi\u00f9 ricercati al mondo.<\/span><\/p>\n<p><strong>L&#8217;erede di Tot\u00f2\u00a0Riina<\/strong>: Passa infatti anche dal Canton Ticino la ricerca del super latitante, quasi certamente erede\u00a0designato di Tot\u00f2 Riina, Matteo Messina Denaro. La pista seguita dagli investigatori\u00a0riguarda una serie di carte di credito collegate ad una banca di Lugano dove, fino al suo\u00a0arresto, si recava l\u2019imprenditore Domenico \u2018Mimmo\u2019 Scimonelli, nato a Locarno e\u00a0residente in Ticino per una ventina d\u2019anni. Trasferitosi in provincia di Trapani, Scimonelli \u00e8\u00a0\u00a0diventato uomo d\u2019onore della locale famiglia mafiosa di Partanna e uomo di fiducia del\u00a0latitante per il quale fungeva da corriere con borse cariche di soldi da depositare nelle\u00a0banche luganesi.\u00a0Questi soldi venivano poi riportati a Castelvetrano dove risiedono i familiari di Messina<br \/>Denaro.<br \/>In Ticino Mimmo Scimonelli aveva intestato diverse societ\u00e0 a dei prestanome ticinesi con l\u2019unico scopo di disporre di carte di credito su cui sono risultati numerosi\u00a0 movimenti non collegati con le societ\u00e0 dato che le stesse erano scatole vuote senza attivit\u00e0. Anche in passato la polizia svizzera si era messa sulle tracce del super latitante seguendo la pista di traffici illeciti di reperti archeologici e opere d\u2019arte e il riciclaggio di ingentissime somme di denaro. Scimonelli sintetizza bene l\u2019anima moderna di Cosa nostra che decentra le proprie attivit\u00e0 affidando ruoli classici come il corriere di soldi o di pizzini ad imprenditori e manager integrati nel tessuto sociale e capaci di mimetizzarsi dietro attivit\u00e0 imprenditoriali apparentemente legali.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il clan dei<\/strong>\u00a0<strong>Casalesi<\/strong>:\u00a0Anche il clan dei Casalesi, il pi\u00f9 sanguinario clan della camorra napoletana, ha interessi\u00a0non solo in Ticino ma in tutta la Svizzera: si indaga su numerosi conti bancari dove\u00a0sarebbero confluiti gli introiti guadagnati con il gioco d\u2019azzardo online, la nuova frontiera\u00a0delle attivit\u00e0 delle organizzazioni criminali. Gli investigatori indagano sui tanti viaggi in\u00a0Svizzera di alcuni famigliari del boss Francesco Schiavone, detenuto da tempo\u00a0all\u2019ergastolo ma la cui famiglia \u00e8 ancora attiva negli affari del clan dei Casalesi. Come\u00a0riferito anche dal pentito Gaetano Vassallo, i Casalesi avrebbero diversi conti correnti\u00a0aperti a Lugano e comprerebbero in Svizzera le armi usate poi per la loro attivit\u00e0\u00a0criminosa. Sempre in Svizzera i Nas hanno appurato che lo stesso clan gestiva un traffico\u00a0di farmaci vietati: alcuni affiliati al clan si recavano infatti a Lugano per acquistare farmaci\u00a0illegali con i quali dopare le bufale dei loro allevamenti e battere cos\u00ec l\u2019onesta concorrenza\u00a0sulla produzione del latte.<\/p>\n<div class=\"h2 capitolo\">Capitolo 3<\/div>\n<h2 class=\"story-titolo\"><br \/>Dalle \u2018lavatrici\u2019 per ripulire il denaro sporco alle armi<\/h2>\n<p class=\"image-center image-left\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c4zy.jpg?rand=24294471\" border=\"0\" data-type=\"img\" data-obj_id=\"566350\" \/><\/p>\n<p><strong>Le armi arrivano dalla Svizzera<\/strong>: Armi, droga, appalti e soldi, tantissimi soldi da \u201clavare\u201d e tenere al sicuro nei\u00a0\u00a0caveau delle banche svizzere oppure da rimettere in circolazione investendo nel mattone. Sono questi i capisaldi delle attivit\u00e0 mafiose in Svizzera.\u00a0I soldi si fanno con le estorsioni, il potere si mantiene con le armi e i guadagni si\u00a0moltiplicano con la droga: in pratica \u00e8 questa la sintesi del credo professato dai boss della\u00a0\u2018ndrangheta incarcerati a Campobasso e ignari di essere intercettati. Si dicevano di quanto\u00a0fosse facile recarsi in Svizzera per comprare le armi e che le stesse venivano anche\u00a0recapitate \u2018a domicilio\u2019 in Calabria.<br \/>Era di fatto questo il modo di operare anche del clan Ferrazzo, della \u2018ndrina di Mesoraca,\u00a0nel crotonese, cliente abituale del mercato elvetico delle armi e delle banche ticinesi\u00a0presso le quali aveva messo al sicuro parte delle proprie ricchezze.\u00a0Del legame tra la cosca Ferrazzo e la Svizzera si \u00e8 avuto conferma il 2 settembre del 2015, data in cui \u00e8 scattata una vasta operazione chiamata \u2018Isola felice\u2019 che ha portato in\u00a0carcere 25 persone e fatte iscrivere ben 49 nel registro degli indagati. A far scattare\u00a0l\u2019indagine proprio le intercettazioni raccolte tra boss nel carcere di Campobasso nelle quali\u00a0si parlava chiaramente di come pistole, fucili e mitra arrivassero dalla Svizzera.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p class=\"image-center image-right\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c4zz.jpg?rand=48292060\" border=\"0\" data-type=\"img\" data-obj_id=\"566351\" \/><br \/><span class=\"img_by\">Agenzia delle dogane<\/span><\/p>\n<p><strong>Il Ticino &#8220;lavatrice&#8221; del denaro sporco<\/strong>: L\u2019efficace metodo usato \u00e8 di una semplicit\u00e0 disarmante: si affidavano le valigie cariche di\u00a0armi a persone che dalla Svizzera tornavano al Sud nei propri paesi di origine viaggiando\u00a0su autobus di linea. Il tutto sotto la direzione del clan Ferrazzo che ormai da anni ha\u00a0messo le sue radici in territorio elvetico e che in Ticino aveva le sue \u2018lavatrici\u2019 per ripulire il\u00a0denaro guadagnato con il traffico di armi e droga. A tal fine erano state costituite due\u00a0societ\u00e0, tra di loro collegate ed i cui patrimoni erano caratterizzati da una assoluta\u00a0\u00a0confusione contabile, il cui scopo era ufficialmente raccogliere capitali da investitori\u00a0svizzeri ed internazionali, ma che di fatto si riduceva alla raccolta di masse di\u00a0 contanti di\u00a0origine quanto mai incerta. La novit\u00e0 \u00e8 che invece che affidarsi a qualche funzionario o\u00a0agenzia compiacente, il clan ha deciso di costituire in proprio delle societ\u00e0 da utilizzare per\u00a0appropriarsi dei depositi degli investitori e ripulire ingenti somme di denaro provenienti da\u00a0attivit\u00e0 illecite.<\/p>\n<p><strong>Il &#8220;misterioso&#8221; collezionista Jean<\/strong>: Nel 2012, nell\u2019ambito di una operazione di polizia della Procura di Milano, finiscono in\u00a0manette 12 persone tra cui parenti di boss e persone con precedenti penali.\u00a0Personaggio di spicco \u00e8 Nicolao Ambrosini, 68enne di Lodrino e residente a Bellinzona ed\u00a0arrestato a marzo in Ticino per traffico di droga. Messo alle strette dagli\u00a0 inquirenti lo stesso\u00a0Ambrosini ha poi ricostruito le compravendite di armi che conduceva in Svizzera: pistole,\u00a0mitra e fucili a pompa acquistati prevalentemente nel Canton\u00a0 Uri, da un certo Jean, un\u00a0 \u2018collezionista\u2019, conosciuto a Locarno e con il quale si incontrava in una stazione di serviziodi Rastaetten ad Aldorf. Nell\u2019ambito del traffico di armi\u00a0 sono stati anche accertati i suoi\u00a0rapporti con Francesco Scicchitano, coinvolto nella indagine \u2019Quatur\u2019 per riciclaggio e\u00a0partecipazione e sostegno di una organizzazione criminale, e con Eugenio Ferrazzo, figlio\u00a0di Felice boss del clan di Mesoraca.\u00a0<\/p>\n<p class=\"image-center image-right\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c505.jpg?rand=74458687\" border=\"0\" data-type=\"img\" data-obj_id=\"566357\" \/><\/p>\n<p><strong>L&#8217;operazione\u00a0&#8220;Isola felice&#8221;<\/strong>: E\u2019 da tempo che gli organi di polizia e i magistrati che si occupano di fenomeni criminali\u00a0mafiosi sono a conoscenza del mercato delle armi in Svizzera. Prima delle\u00a0intercettazioni di Campobasso e dell\u2019operazione \u2018Isola felice\u2019, ne aveva parlato, anni fa, il\u00a0pentito Giuseppe di Bella che ha raccontato agli inquirenti di come la mafia abbia\u00a0ramificazioni ovunque e di come lui stesso si sia recato pi\u00f9 volte in Svizzera per comprare\u00a0armi e depositare soldi nelle banche ticinesi.\u00a0La Svizzera, racconta il pentito, \u00e8 un grande supermercato per la \u2018ndrangheta \u201candiamo\u00a0con due macchine a Zurigo e raggiungiamo una grossa armeria. L\u00ec ci aspetta il proprietario\u00a0che ha rapporti con alcuni cambisti del casin\u00f2 di Campione e con certe banche svizzere.\u00a0Abbiamo una valigetta con 15 milioni di lire. L\u2019armiere ci consegna 40 pezzi\u201d. Fu la Digos,\u00a0qualche anno fa, a sequestrare oltre 200 mitra e altrettante pistole mitragliatrici portate, in\u00a0soli 6 mesi, dalla Svizzera in Lombardia.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Finita l&#8217;epoca dei tesori in banca<\/strong>: Una delle pi\u00f9 fiorenti attivit\u00e0 condotte dalle organizzazioni criminali in Svizzera rimane\u00a0quella del riciclaggio di denaro sporco, frutto dei proventi delle loro attivit\u00e0 illegali.<br \/>Riciclare comporta di nascondere tale denaro, eventualmente dandogli una parvenza\u00a0finale di provenienza lecita o utilizzando il denaro sporco per acquistare una casa o un\u00a0attivit\u00e0 commerciale di qualsiasi tipo oppure utilizzando complessi strumenti di finanza\u00a0strutturata.<br \/>Fino ad epoca recente era nelle banche svizzere che gli inquirenti trovavano i tesori della\u00a0mafia e della \u2018ndrangheta: conti bancari aperti grazie all\u2019aiuto di qualche\u00a0 funzionario\u00a0compiacente e che metteva al sicuro i milioni di cui la criminalit\u00e0 aveva bisogno per\u00a0continuare a condurre le proprie attivit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p class=\"image-center image-left\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c507.jpg?rand=34736434\" border=\"0\" data-type=\"img\" data-obj_id=\"566359\" \/><br \/><span class=\"img_by\">Tipress<\/span><\/p>\n<p><strong>Lingotti d&#8217;oro\u00a0e cassette di sicurezza<\/strong>: Dal 2013 le banche hanno iniziato ad applicare la strategia del denaro dichiarato: vengono\u00a0aperti nuovi conti a cittadini stranieri solo se sono fiscalmente in regola. Per quelli gi\u00e0\u00a0esistenti gli istituti limitano il prelievo di denaro contante mentre per la loro chiusura \u00e8\u00a0richiesto di indicare una destinazione chiara e tracciabile. In base poi alla nuova legge\u00a0antiriciclaggio, tutti gli intermediari sono obbligati a segnalare all\u2019Ufficio federale di\u00a0comunicazione i sospetti di riciclaggio. Come sempre accade per\u00f2, fatta una legge si trova\u00a0anche il modo di bypassarla, ed ecco prendere sempre pi\u00f9 piede l\u2019acquisto di lingotti\u00a0d\u2019oro e l\u2019utilizzo delle cassette di sicurezza. Ed \u00e8 proprio il Ticino ad essere indicato come\u00a0il nuovo paradiso per chi vuole nascondere tesori alla giustizia e al fisco. Nel primo caso\u00a0sono spesso le banche ad indicare al cliente-evasore a quali commercianti di oro\u00a0rivolgersi: con un bonifico il cliente acquista dei lingotti d\u2019oro che poi rivende il giorno dopo.\u00a0A fronte di una piccola perdita di soldi, legata al loro valore fluttuante, l\u2019evasore ha per\u00f2 la\u00a0garanzia di recuperare gran parte di quel denaro contante che la banca non gli pu\u00f2 far\u00a0\u00a0prelevare. Dopo di che, solitamente, il contante viene depositato in una delle tante\u00a0cassette di sicurezza affittate da societ\u00e0 private, divenendo invisibile per il fisco e la\u00a0giustizia.<\/p>\n<p><strong>Un centinaio di societ\u00e0\u00a0del mirino<\/strong>: Per quanto riguarda l\u2019utilizzo di queste ultime dal parte della criminalit\u00e0 organizzata,\u00a0tantissime sono le attivit\u00e0 investigative della polizia che portano dritto in Ticino e in special\u00a0modo a Lugano. La strategia del denaro pulito e l\u2019imminente entrata in vigore della\u00a0normativa sullo scambio delle informazioni finanziarie, ha di fatto notevolmente ridotto i\u00a0margini di manovra per chi ha la necessit\u00e0 di occultare al fisco il denaro frutto di evasione\u00a0e riciclaggio. Da qui il crescente utilizzo delle cassette di sicurezza di cui ormai\u00a0dispongono anche le societ\u00e0 di traslochi, quelle fuori dal circuito bancario e non soggette\u00a0ad alcun controllo. Per prenderle in affitto, con formula \u2018self storage box\u2019 in Ticino basta\u00a0un documento di identit\u00e0: si stima che nel Canton Ticino siano circa 50 mila cassette di\u00a0sicurezza nelle banche e quindi perfettamente legali e legate ad un conto corrente. Di\u00a0queste, circa un centinaio sono state affittate da una societ\u00e0 sotto inchiesta per reati\u00a0finanziari. Acconto a queste ci sono, come detto, tutte quelle messe a disposizione dagli\u00a0istituti privati che in alcuni casi sono subentrati negli stessi locali dove un tempo c\u2019erano gli\u00a0uffici bancari, e che sono fuori da tutti i controlli. Per questo motivo da pi\u00f9 parti si invoca la\u00a0necessit\u00e0 di strumenti normativi pi\u00f9 agili e precisi che vadano a colpire le organizzazioni\u00a0criminali nei loro beni, indebolendone in questo modo le attivit\u00e0 criminose. Magari con una\u00a0normativa come quella italiana per la quale \u00e8 possibile confiscare e congelare capitali\u00a0mentre \u00e8 in corso una inchiesta: in Svizzera invece ci\u00f2 \u00e8 possibile solo per motivi certi e\u00a0fondati e per brevi periodi e ci\u00f2 significa indebolire la capacit\u00e0 d\u2019azione della magistratura.\u00a0<\/p>\n<p class=\"image-center image-left\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c50b.jpg?rand=82197894\" border=\"0\" data-type=\"img\" data-obj_id=\"566363\" \/><\/p>\n<p><strong>I tentacoli degli appalti:<\/strong>\u00a0Un altro ambito in cui \u00e8 accertata e molto diffusa la presenza della criminalit\u00e0 organizzata\u00a0\u00e8 quello degli appalti. Strade, palazzi, infrastrutture costruite con materiale scadente da\u00a0criminali senza scrupoli il cui unico obiettivo \u00e8 il profitto. Sono 40 anni che la \u2018ndrangheta\u00a0investe e acquista immobili in Svizzera: in uno studio del 2008 l\u2019Istituto di ricerca Eurispes\u00a0aveva stimato in 44 miliardi di euro il giro d\u2019affari della mafia calabrese. A fare la\u00a0differenza, come detto, sono i prezzi applicati assolutamente fuori mercato e dovuti\u00a0all\u2019utilizzo di lavoratori in nero e ai materiali scadenti che vengono pagati una cifra e\u00a0rincarati anche di dieci volte l\u2019originario valore. Vi \u00e8 poi il carosello dei subappalti che\u00a0nessuno controlla e rendono pi\u00f9 facili le infiltrazioni mafiose in questo campo. O meglio, i\u00a0controlli vengono fatti ma gli ispettori sono troppo pochi; ecco il motivo per cui l\u201980% dei\u00a0cantieri controllati nel Canton Vaud e il 50% a Ginevra risultano fuori norma. La\u00a0polizia federale non si occupa di questa materia e i controlli sono demandati ai cantoni i\u00a0quali hanno pochi funzionari a disposizione, con il rischio che le aziende sane e che\u00a0operano nella legalit\u00e0, scoraggiate dallo stato di fatto, lascino il mercato a quelle legate al\u00a0crimine\u00a0 organizzato.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il boss &#8220;Peppe\u00a0la mucca&#8221;<\/strong>: Come dichiarato dal sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria \u201cgli appalti pubblici\u00a0sono in cima al programma politico della \u2018ndrangheta ed \u00e8 il loro terreno di conquista. Lo\u00a0fanno per mettere le mani sui soldi pubblici, controllare le imprese di settori vitali\u00a0dell\u2019economia e controllare il mercato del lavoro\u201d.\u00a0Recenti inchieste sulla \u2018ndrangheta ha infatti evidenziato come alcuni boss conducevano\u00a0una esistenza al di sopra di ogni sospetto proprio in Svizzera e si arricchivano, tra le altre\u00a0cose, con gli appalti truccati: tra loro Giuseppe Larosa, noto come \u2018Peppe la mucca\u2019, che\u00a0risiedeva in un tranquillo villaggio dei Grigioni o come il capocosca calabrese Antonio Nesci che abitava da anni a Frauenfeld.\u00a0<\/p>\n<div class=\"h2 capitolo\">Capitolo 4<\/div>\n<h2 class=\"story-titolo\">Mafia e giustizia: analisi del sistema giudiziario e le possibili soluzioni<\/h2>\n<p class=\"image-center image-default image-right\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c7sm.jpg?rand=86843330\" border=\"0\" data-type=\"img\" data-obj_id=\"569974\" \/><br \/><span class=\"img_by\">Keystone<\/span><br \/><span class=\"img_desc\">Il Procuratore generale della Confederazione Michael Lauber<\/span><\/p>\n<p><strong>Alla ricerca di nuovi strumenti giudiziari<\/strong>: Per contrastare efficacemente un nemico potente come la mafia servono\u00a0 strumenti\u00a0giudiziari adeguati. Nulla si pu\u00f2 fare davanti a un nemico veloce e capace di mimetismo se\u00a0\u00a0si \u00e8 dotati solo di una macchina giudiziaria farraginosa e lenta.\u00a0 L\u2019argomento, che diviene di\u00a0scottante attualit\u00e0 a seconda che i media diano spazio alla notizia di qualche arresto\u00a0eccellente o ad operazioni di polizia contro il crimine organizzato, divide e fa discutere. Da\u00a0una parte ci sono magistrati come Michael Lauber che \u00e8 stato procuratore generale della\u00a0Confederazione il quale, in una famosa intervista rilasciata alla \u2018Nzz am Sontag\u2019 lamentava\u00a0armi giuridiche spuntate nella lotta contro la mafia. \u201cLa semplice appartenenza ad una\u00a0organizzazione criminale non \u00e8 requisito sufficiente per una condanna. Bisogna provare\u00a0che la persona abbia sostenuto concretamente l\u2019organizzazione con attivit\u00e0 criminali\u201d.\u00a0Davanti a questa inerzia\u00a0 giuridicamente imposta ai magistrati, lo stesso Lauber, pur\u00a0criticato da tanti colleghi e parti politiche, ha deciso dal 2012 di avviare procedimenti solo\u00a0in presenza di fatti provati.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Una pena irrisoria<\/strong>: Oggetto della questione \u00e8 l\u2019articolo 260 ter del Codice penale che ha introdotto il reato di\u00a0organizzazione criminale e che proprio il Tribunale di Lugano ha applicato per la prima\u00a0volta nel 2003. Tale articolo prevede una pena edittale di 5 anni, considerata abbastanza\u00a0irrisoria per il tipo di reato punito. Secondo tale articolo inoltre non basta\u00a0 essere legato ad\u00a0una organizzazione criminosa ma occorre aver compiuto degli atti in tal senso per essere\u00a0perseguiti. E\u2019 proprio tale fardello probatorio a carico dei magistrati che sarebbe il vero\u00a0nodo da risolvere introducendo delle norme simile a quelle in vigore in Italia, dove il solo\u00a0fatto di essere legato ad una organizzazione criminale, anche in assenza di reati imputabili\u00a0al momento, \u00e8 sufficiente per essere imputati in un procedimento penale.\u00a0Entrato in vigore il 1 gennaio del 2011, il nuovo codice di procedura penale stabilisce\u00a0il principio per cui i reati saranno perseguiti e giudicati secondo le stesse norme\u00a0processuali senza pi\u00f9 l\u2019applicazione della procedura penale cantonale e la procedura\u00a0penale federale.<\/p>\n<p><strong>Una battaglia sul piano internazionale:<\/strong>\u00a0L\u2019Ufficio dei giudici istruttori \u00e8 stato abolito e sostituito con il Ministero pubblico della Confederazione. Un codice di procedura fortemente criticato come troppo \u2018buonista\u2019 ma\u00a0difeso dal Consiglio federale come sufficiente e adeguato, permettendo di perseguire e\u00a0punire i reati associativi commessi nell\u2019ambito di una organizzazione criminale e la\u00a0partecipazione ad una organizzazione criminale anche in assenza di reati commessi.\u00a0Di certo molto \u00e8 stato fatto in Svizzera per arginare le infiltrazioni mafiose nel suo territorio.<br \/>La vera sfida rimane l\u2019incentivazione della collaborazione a livello internazionale: occorre\u00a0un approccio investigativo a pi\u00f9 ampio raggio fatto di coordinamento e scambio di informazioni con l\u2019estero. La criminalit\u00e0 organizzata si muove contemporaneamente su pi\u00f9\u00a0terreni e sarebbe controproducente pensare di svolgere le inchieste su di un campo\u00a0ristretto e non di concerto con le altre autorit\u00e0 inquirenti.<\/p>\n<p><strong>Serve una solida coscienza civile<\/strong>:\u00a0Altra cosa poi, non meno importante, \u00e8 costruire una solida coscienza civile capace di\u00a0cogliere i segnali della presenza del fenomeno mafioso come la corruzione o\u00a0l\u2019intimidazione. La gente \u00e8 portata a pensare che se non ci sono eventi criminosi\u00a0conclamati, come morti ammazzati, non ci sia nulla di cui preoccuparsi ma, come visto, i\u00a0malavitosi hanno tutto l\u2019interesse a non manifestarsi, a mimetizzarsi il pi\u00f9 possibile con la\u00a0societ\u00e0 civile, operando nell\u2019ombra e grazie alla consulenza di persone ben inserite.<\/p>\n<blockquote>\n<p><strong>Michael Lauber, Procuratore generale della Confederazione<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl nostro Paese non \u00e8 immune da questa forma di criminalit\u00e0. Le organizzazioni criminali di stampo mafioso hanno acquisito la forza necessaria per penetrare l\u2019economia legale e la Svizzera, che non fa eccezione ad altri Paesi europei e gi\u00e0 solo per apertura culturale e per la condizione di benessere diffuso, offre terreno fertile per l\u2019attecchimento del fenomeno criminale. In Svizzera non possiamo parlare di una presenza sistemica delle organizzazioni mafiose ma di una dimensione propria, diversa rispetto a quella del Paese dove hanno origine e dove presentano un forte legame con il territorio e si prefiggono di controllarlo e di sviluppare sinergie sociali, economiche politiche e culturali per condurre attivit\u00e0 illegali. Le organizzazioni criminali operano dove trovano pi\u00f9 conveniente farlo e aggrediscono laddove si presenta l\u2019occasione favorevole, in diversi Cantoni della in Svizzera con l\u2019insediamento di persone o strutture operative gi\u00e0 solo con finalit\u00e0 di riciclaggio di denaro e di reimpiego dei profitti illeciti. Il Ticino non risulta essere il solo Cantone colpito dal fenomeno criminale. Le organizzazioni mafiose investono importanti capitali e cercano vantaggi economici o materiali nei pi\u00f9 disparati settori dell\u2019economia. L\u2019edilizia e la ristorazione ne sono un esempio\u00bb.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[49],"class_list":["post-29518","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-piu-recente","tag-matteo-messina-denaro"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La Svizzera, i soldi facili, le carte di credito e l&#039;amico di Matteo Messina Denaro nato a Locarno e tornato a Partanna - ilcircolaccio.it<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La Svizzera, i soldi facili, le carte di credito e l&#039;amico di Matteo Messina Denaro nato a Locarno e tornato a Partanna - ilcircolaccio.it\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"ilcircolaccio.it\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2020-06-16T17:38:42+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c4z8.jpg?rand=25152863\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Maurizio Franchina\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Maurizio Franchina\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"27 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=29518#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=29518\"},\"author\":{\"name\":\"Maurizio Franchina\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/f9bb281d399bf003aab259ae095b3683\"},\"headline\":\"La Svizzera, i soldi facili, le carte di credito e l&#8217;amico di Matteo Messina Denaro nato a Locarno e tornato a Partanna\",\"datePublished\":\"2020-06-16T17:38:42+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=29518\"},\"wordCount\":5453,\"commentCount\":0,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=29518#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/media.tio.ch\\\/files\\\/domains\\\/tio.ch\\\/images\\\/4bpo\\\/c4z8.jpg?rand=25152863\",\"keywords\":[\"matteo messina denaro\"],\"articleSection\":[\"Pi\u00f9 recente\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=29518#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=29518\",\"url\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=29518\",\"name\":\"La Svizzera, i soldi facili, le carte di credito e l'amico di Matteo Messina Denaro nato a Locarno e tornato a Partanna - ilcircolaccio.it\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=29518#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=29518#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/media.tio.ch\\\/files\\\/domains\\\/tio.ch\\\/images\\\/4bpo\\\/c4z8.jpg?rand=25152863\",\"datePublished\":\"2020-06-16T17:38:42+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/f9bb281d399bf003aab259ae095b3683\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=29518#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=29518\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=29518#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/media.tio.ch\\\/files\\\/domains\\\/tio.ch\\\/images\\\/4bpo\\\/c4z8.jpg?rand=25152863\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/media.tio.ch\\\/files\\\/domains\\\/tio.ch\\\/images\\\/4bpo\\\/c4z8.jpg?rand=25152863\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?p=29518#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"La Svizzera, i soldi facili, le carte di credito e l&#8217;amico di Matteo Messina Denaro nato a Locarno e tornato a Partanna\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/\",\"name\":\"ilcircolaccio.it\",\"description\":\"Liberi di comunicare senza appartenere\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/f9bb281d399bf003aab259ae095b3683\",\"name\":\"Maurizio Franchina\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/7fb607101b74329da0c6ba1bdcda365d6bfa6aa67fd80796d93e0d14e4cf8199?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/7fb607101b74329da0c6ba1bdcda365d6bfa6aa67fd80796d93e0d14e4cf8199?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/7fb607101b74329da0c6ba1bdcda365d6bfa6aa67fd80796d93e0d14e4cf8199?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Maurizio Franchina\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/ilcircolaccio.it\\\/?author=2\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"La Svizzera, i soldi facili, le carte di credito e l'amico di Matteo Messina Denaro nato a Locarno e tornato a Partanna - ilcircolaccio.it","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"La Svizzera, i soldi facili, le carte di credito e l'amico di Matteo Messina Denaro nato a Locarno e tornato a Partanna - ilcircolaccio.it","og_url":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518","og_site_name":"ilcircolaccio.it","article_published_time":"2020-06-16T17:38:42+00:00","og_image":[{"url":"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c4z8.jpg?rand=25152863","type":"","width":"","height":""}],"author":"Maurizio Franchina","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Maurizio Franchina","Tempo di lettura stimato":"27 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518"},"author":{"name":"Maurizio Franchina","@id":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/#\/schema\/person\/f9bb281d399bf003aab259ae095b3683"},"headline":"La Svizzera, i soldi facili, le carte di credito e l&#8217;amico di Matteo Messina Denaro nato a Locarno e tornato a Partanna","datePublished":"2020-06-16T17:38:42+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518"},"wordCount":5453,"commentCount":0,"image":{"@id":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c4z8.jpg?rand=25152863","keywords":["matteo messina denaro"],"articleSection":["Pi\u00f9 recente"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518","url":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518","name":"La Svizzera, i soldi facili, le carte di credito e l'amico di Matteo Messina Denaro nato a Locarno e tornato a Partanna - ilcircolaccio.it","isPartOf":{"@id":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c4z8.jpg?rand=25152863","datePublished":"2020-06-16T17:38:42+00:00","author":{"@id":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/#\/schema\/person\/f9bb281d399bf003aab259ae095b3683"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518#primaryimage","url":"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c4z8.jpg?rand=25152863","contentUrl":"https:\/\/media.tio.ch\/files\/domains\/tio.ch\/images\/4bpo\/c4z8.jpg?rand=25152863"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=29518#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/ilcircolaccio.it"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"La Svizzera, i soldi facili, le carte di credito e l&#8217;amico di Matteo Messina Denaro nato a Locarno e tornato a Partanna"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/#website","url":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/","name":"ilcircolaccio.it","description":"Liberi di comunicare senza appartenere","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/#\/schema\/person\/f9bb281d399bf003aab259ae095b3683","name":"Maurizio Franchina","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/7fb607101b74329da0c6ba1bdcda365d6bfa6aa67fd80796d93e0d14e4cf8199?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/7fb607101b74329da0c6ba1bdcda365d6bfa6aa67fd80796d93e0d14e4cf8199?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/7fb607101b74329da0c6ba1bdcda365d6bfa6aa67fd80796d93e0d14e4cf8199?s=96&d=mm&r=g","caption":"Maurizio Franchina"},"url":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?author=2"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29518","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=29518"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/29518\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=29518"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=29518"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=29518"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}