{"id":2779,"date":"2017-10-18T09:48:03","date_gmt":"2017-10-18T08:48:03","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/oldcirc\/?p=2779"},"modified":"2017-10-18T09:48:03","modified_gmt":"2017-10-18T08:48:03","slug":"una-metafora-per-i-nostri-tempi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=2779","title":{"rendered":"Una metafora per i nostri tempi"},"content":{"rendered":"<h1>Il fu Uomo Qualunque<\/h1>\n<p><strong>Il Fronte dell&#8217;Uomo Qualunque (UQ) \u00e8 stato un movimento e, successivamente, un partito politico italiano sorto attorno all&#8217;omonimo giornale (L&#8217;Uomo qualunque) fondato a Roma nel 1944 dal commediografo e giornalista Guglielmo Giannini, portando avanti istanze liberal-conservatrici e legate all&#8217;antipolitica. Da questo fenomeno politico \u00e8 nato il sostantivo italiano qualunquismo.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2781 aligncenter\" src=\"http:\/\/localhost\/oldcirc\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/gattopardo-300x144.jpg\" alt=\"\" width=\"731\" height=\"351\" \/><\/p>\n<h4><strong>Dal Foglio.<\/strong>\u00a0Quando Giannini approd\u00f2 nella terra del Gattopardo in un effimero trionfo.<\/h4>\n<p><strong>La vera Scilla \u00e8 Napoli, e Cariddi \u00e8 Palermo<\/strong>. Il largo tratto di mare che separa le due citt\u00e0 \u00e8 uno stretto che Guglielmo Giannini, fondatore dell&#8217;Uomo Qualunque nonch\u00e9 scrittore di vaglia \u2013 \u201cE di telegrammi!\u201d, aggiunge lo spiritoso amico che l&#8217;accompagna nella traversata \u2013 farebbe volentieri a nuoto: \u201cPer abbracciare cos\u00ec gli amorevoli siciliani sempre pronti alle battaglie in difesa degli ultimi e contro il rutto del Nord e gli u.p.p. Ovverosia, uomini politici professionali!\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il postale si lascia alle spalle il Vesuvio orbo di pennacchio.<\/strong>\u00a0L&#8217;ultima sfogata l&#8217;ebbe tre anni fa, nel 1944, quando gli anglo-americani arrivarono a Salerno, alla volta di Posillipo e questo pomeriggio di aprile giorno 15 concede alla navigazione un cielo terso e prodigo di promesse: \u00e8 buon vento.<\/p>\n<p><strong>Uno squillante presagio per l&#8217;alleanza del Blocco Democratico Liberal Qualunquista<\/strong>\u00a0alla prova per le prime elezioni regionali in Sicilia. Mancano cinque giorni all&#8217;appello delle urne e Giannini, atteso da una moltitudine, pu\u00f2 ben gustare il sapore squisito della vittoria.<\/p>\n<p><strong>I viaggiatori, con l&#8217;equipaggio a far sol uomo con il capitano del battello,<\/strong>\u00a0non nascondono l&#8217;entusiasmo di poter salutare l&#8217;uomo che con il suo settimanale giunto al balzo di una tiratura mirabile di 800.000 copie dopo le prime ore dell&#8217;apparizione nelle edicole ha dato voce a tutti col motto: \u201cNon ci rompete pi\u00f9 le scatole\u201d.<\/p>\n<p><strong>La folla che si stringe intorno a Giannini recita col fervore di un&#8217;avemaria il programma del partito:<\/strong>\u00a0lotta al comunismo russo, lotta al capitalismo americano, incoraggiamento dell&#8217;iniziativa individuale, limitazione del prelievo fiscale, lotta al saccheggio perpetrato dallo Stato nella vita quotidiana della povera patria italiana. Ognuno prende parte al corale proponimento ma ciascuno, come in un appello che bussa alle porte del destino, scolpisce nell&#8217;aria la propria identit\u00e0: \u201cIo sono l&#8217;Uomo Qualunque.\u201d<br \/>\nIl postale gi\u00e0 solca le onde del Tirreno quando padri di famiglia \u2013 radunati al grido \u201cAbbasso tutti!\u201d \u2013 chiedono al capo fondatore dell&#8217;UQ di avere controfirmata la tessera di adesione.<br \/>\nGiannini, ben volentieri, verga il proprio autografo sul simbolo dell&#8217;omino torchiato e la stessa cosa viene chiesta all&#8217;accompagnatore del direttore che non pu\u00f2 pi\u00f9 nascondersi dietro i suoi occhiali fum\u00e9 e l&#8217;elegante soprabito da principe in incognito.<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 dunque lo spiritoso amico che accompagna Giannini nel suo viaggio elettorale in Sicilia?<\/strong>\u00a0E&#8217; Tot\u00f2, il beniamino dei teatri di variet\u00e0, adesso giunto alla notoriet\u00e0 del cinematografo. La pellicola che lo consacra al largo pubblico \u00e8<em>\u00a0I Due Orfanelli<\/em>\u00a0del regista Mario Mattoli. Con lui, nella felice recita, c&#8217;\u00e8 Carlo Campanini e l&#8217;inseparabile compagno di tante gustose scenette \u00e8 gi\u00e0 in Sicilia, ospite dei reverendissimi padri cappuccini al convento di Leonforte, e chiss\u00e0 che non sia riuscito a convincere i pii ospiti a non disperdere il patrimonio di fede con la Democrazia cristiana pagnottista e aiutare gli italiani a liberarsi dei camaleontei come Caccamandrei-Calamandrei, dei filofofessi come Servitorelli-Salvatorelli o di quei grulli come Fausto Grullo-Gullo.<\/p>\n<p><strong>Guglielmo Giannini va incontro alla folla festante che lo attende al molo di Palermo<\/strong>\u00a0e sulla scaletta del postale improvvisa un comizio proprio su Fausto Gullo e la sua sciagurata riforma agraria: \u201cCome l&#8217;acqua avversa il fuoco, come il molto aborre il poco, comunisti e proprietari son di solito avversari. Ma non \u00e8 cos\u00ec citrullo il compagno Fausto Grullo, gran borghese, forte agrario, comunista e milionario\u201d.<\/p>\n<p><strong>Un cordone di attivisti, cui concorre un manipolo di carabinieri, consente a Giannini e a Tot\u00f2 di fendere la folla e raggiungere cos\u00ec l&#8217;Isotta Fraschini di Guido Russo Perez<\/strong>, il fidato capo dell&#8217;UQ in Sicilia che attende mentre lo chaffeur, alla guida, deve sostenere l&#8217;urto di entusiasmo che quasi impedisce alla vettura di portarsi sulle vie cittadine. Ad accogliere il direttore Giannini non c&#8217;\u00e8 Gennaro Patricolo, il primo cittadino di Palermo.<\/p>\n<p><strong>Primo sindaco qualunquista di una citt\u00e0 capoluogo, eletto gi\u00e0 da un anno,<\/strong>Patricolo vede osteggiato il proprio operato dagli u.p.p tutti, coalizzatisi al punto di soffiare sul malcontento della popolazione, anche presso la brava gente che simpatizza per il Fronte dell&#8217;Uomo Qualunque. Ancora un anno, e a Palermo, promette Giannini, si realizzer\u00e0 il programma dello Stato Tecnico. Grazie al partito dell&#8217;UQ \u2013 spiega a Russo Perez \u2013 che \u201cconcepisce uno Stato non di natura politica, ma semplicemente amministrativa, senza alcuna base ideologica, con un buon ragioniere che entra in carica il primo gennaio per andarsene il 31 dicembre. Non rieleggibile, per nessuna ragione.\u201d<br \/>\nNon \u00e8 Palazzo delle Aquile, sede del municipio, la prima tappa di Giannini, bens\u00ec la passeggiata della Marina dove il barone Russo Perez fa fermare la propria vettura per scendere e salutare il duca di Palma e barone della Torretta, ovvero il principe di Lampedusa, don Giuseppe Tomasi, come al solito in compagnia di se stesso.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;aristocratico viandante accoglie il festoso incontro con un educato sorriso<\/strong>, confessa di non avere ancora letto con la dovuta attenzione il programma politico del commendatore Giannini (\u201cNon \u00e8 ancora commendatore\u201d, precisa Tot\u00f2, \u201clo faranno!\u201d replica don Giuseppe Tomasi) e per\u00f2 consiglia vivamente l&#8217;illustre barone Russo Perez di mettere una mano in testa a Patricolo perch\u00e8 \u2013 argomenta il principe di Lampedusa cercando il sostegno di Tot\u00f2, principe di Bisanzio \u2013 \u201cmalgrado io sia orbo, la vedo nera per Palermo!\u201d<\/p>\n<p><strong>Gli ultimi cinque giorni che portano alla data delle elezioni sono un continuo riscontro per il Blocco Democratico Liberal Qualunquista<\/strong>. I cari chiassosi separatisti, gli ancor pi\u00f9 cari attivisti del Partito Nazionale Monarchico, i galantuomini liberali dell&#8217;Unione Democratica Siciliana e gli irriducibili ostinati che hanno voluto presentare una lista dell&#8217;Uomo Qualunque fuori dall&#8217;alleanza del Blocco, tutti destinatari di larghi consensi, non sembrano sottrarre voti nella gara per la liberazione della Sicilia, e di tutto il popolo italiano, dal vero fascismo, il Partito Comunista Italiano.<br \/>\nProva ne sia che all&#8217;arrivo alla stazione di Palermo, oltre alla traboccante folla di popolo, il direttore Giannini e i suoi amici, vanno a salire su un treno la cui locomotiva \u2013 una gloriosa Breda \u2013 ostenta sul muso i manifesti invoglianti il voto a favore del qualunquismo, chiaro segno di un entusiasmo irrefrenabile anche da parte dei macchinisti affrancatesi dalle sirene social-comuniste della lista Garibaldi-Blocco del Popolo.<br \/>\n\u201cIl proletariato \u00e8 con Guglielmo Giannini, e noi tutti con lui.\u201d E&#8217; con commosso orgoglio che nientemeno l&#8217;altero Francesco Lanza di Scalea, primo conte di Mussomeli, duca di Sommatino e di Baviera che rende nobili suoi consaguinei i braccianti reclutati a giornata nei feudi Tribonella e Val Salso e cos\u00ec anche i febbrili scavatori delle zolfare di Zimbalio, Assoro e Dittaino.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;antica nobilt\u00e0 derivata dai privilegi concessi nel 16 dicembre 1080 da Roberto il Guiscardo si sente chiamata all&#8217;appello proprio della Cavalleria<\/strong>, in difesa del popolo minuto, ed \u00e8 per questo che col duca conte di Scalea \u2013 pronti alla pugna elettorale \u2013 si mobilitano anche i Lanza di Trabia, i Lanza Tomasi, tutti convocati presso i locali della Libreria Sciascia in Corso Umberto I a Nissa in attesa del direttore Giannini, di Tot\u00f2 e del barone Russo Perez attesi alla stazione di Xirbi. Ancora una volta per un gioioso bagno di popolo.<br \/>\n\u201cItalia proletaria non avrai bandiera rossa, giovani alla riscossa!\u201d. Questo il vibrante appello del Duca conte, candidato nella lista del Blocco Democratico Liberal Qualunquista nel collegio di Caltanissetta-Gela, salutando dalla vetrina della libreria di Salvatore Sciascia i Lanza con i Necchi, reduci dalla prigionia in Germania, e la simpatica plebaglia accorsa perlopi\u00f9 da Catania e dai vicinori paesi etnei: i Lanzafame!<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;onda di berretti, si scioglie cos\u00ec in un mare di coppole<\/strong>. Il Duca Conte, riscaldando l&#8217;attesa del direttore-fondatore dell&#8217;UQ, illustra agli astanti il programma di riscatto sociale il cui primo punto riprende i principi corporativi e la partecipazione dei lavoratori agli utili dell&#8217;azienda. Il barone Bordonaro Branciforte, avvolto nel suo pastrano d&#8217;astrakan nonostante i primi caldi di aprile, seduto ad ascoltare appoggiandosi al proprio bastonetto d&#8217;avorio, s&#8217;alza di scatto e solleva al Duca Conte la sua pi\u00f9 viva preoccupazione: \u201cPregiatissimo onorevole, la prego vivamente di usare cautela con certe discussioni perch\u00e9 corporativismo oggi, partecipazione degli utili domani, tutti questi villani qui presenti \u2013 scusate, ma non \u00e8 un fatto personale con voi \u2013 finisce che ci vengono a fottere tutti i giardini, a Gelso Grande, come a Trapani, a Biancavilla come a Randazzo!\u201d<br \/>\nSta per accendersi un vero fuoco tra i due titolati quando l&#8217;arrivo di Guglielmo Giannini a Caltanissetta \u2013 annunciato da un caruso delle miniere giunto nei pressi della chiesa del Redentore \u2013 spegne ogni incomprensione per vivificare nella gremita Caltanissetta un fragoroso e continuo applauso.<br \/>\nNello scompartimento attiguo a quello dove avevano trovato posto Giannini, Tot\u00f2 e Russo Perez c&#8217;erano i tre fratelli baroni di Calanovella, ovverosia Lucio, Casimiro e Agata Giovanni. Giunti da Capo d&#8217;Orlando sono in viaggio da Palermo per Xirbi diretti a Pietraperzia per assistere alla preparazione della processione in tutto il mondo ammirata: Il Signore delle fasce. I tre fratelli, ciascuno per la propria aspirazione, hanno lungamente interrogato Giannini. Agata Giovanna sulla botanica, Casimiro sugli elfi e le apparizioni degli spettri, Lucio, infine, sapendo della capacit\u00e0 drammaturgica del direttore \u2013 apprezzato commediografo \u2013 l&#8217;ha intrattenuto sulla poesia e il simbolismo barocco per poi rispondere, alla richiesta di Giannini: \u201cAderite dunque al Fronte dell&#8217;Uomo Qualunque?\u201d con un verso dei Giochi a nascondere: \u201cDa molt&#8217;anni sono morti i mandolini e le chitarre\u201d.<\/p>\n<p><strong>Nel crescere dell&#8217;applauso \u2013 additando la folla che lo reclama \u2013 Giannini si congeda dunque dai baronelli di Calanovella<\/strong>\u00a0descrivendo con Leopardi quella massa simile a lava: \u201cIl flutto indorato&#8230; par che ondeggi\u201d. La superba adunata lascia attonita, infatti, la sparuta conventicola di democratici cristiani dimenticati al chiuso della sagrestia dello stesso Redentore.<br \/>\nFonti qualificate c&#8217;informano della presenza di Bernardo Mattarella arrivato da Castellamare del Golfo, di Salvatore Aldisio giunto da Gela, quindi di Giuseppe Alessi, di due o tre monache di casa cui va ad aggiungersi, alfine, Calogero Volpe che, pedalando sulla sua Bianchi \u2013 da Serradifalco fino a Nissa \u2013 entra trafelato scongiurando i partecipanti della tempestosa riunione: \u201cAttenti, non uscite; chi esce la testa dalla tana&#8230; pum, pum!\u201d.<\/p>\n<p><strong>Colpi discreti e per\u00f2 decisi s&#8217;odono essere battuti all&#8217;uscio della sagrestia.<\/strong>Qualcuno s&#8217;annuncia e dalla porta fa testolina \u2013 senza che dica una sola parola \u2013 Calogero Vizzini da Villalba. Appena poco, dietro di lui, egualmente silenziosissimo, Giuseppe Genco Russo. Entrambi rivolgono un cenno di saluto a quelli che la forza degli eventi trasforma quasi in congiurati. Lo stesso padre parroco, affrettatosi a riverire i due visitatori, chiede loro: \u201cVotiamo per i separatisti, per i qualunquisti o per i pagnottisti?\u201d.<br \/>\nDon Calogero e don Giuseppe non rispondono; si dirigono quindi nella cappella del Santissimo, l\u00ec cadono in ginocchio per una breve preghiera per poi dirigersi lestamente verso la libreria Sciascia raccomandando al sacerdote di pazientare rispetto al consiglio chiesto: \u201cCi sar\u00e0 tempo per sapere, siamo qui per dare una mano\u201d.<br \/>\nCome le onde del Mar Rosso co&#8217; fuggiaschi, cos\u00ec la marea s&#8217;apre s&#8217;apre affinch\u00e9 i due notabili possano entrare in libreria tra due fitte ali di folla, raggiungere gli ospiti arrivati da Napoli e cos\u00ec prendere parte al rinfresco in onore di Gugliemo Giannini.<br \/>\nDon Calogero Vizzini, stringendo la mano al direttore del settimanale pi\u00f9 diffuso a Vallelunga Pratameno, a Marianopoli e anche a Mazzarino ripete ci\u00f2 che ha appena detto al padre parroco del Redentore: \u201cSiamo qui per dare una mano\u201d.<\/p>\n<p><strong>Salvatore Sciascia, il titolare della libreria, non riesce a dissimulare un certo suo tormento.<\/strong>\u00a0Mormora tra s\u00e9, indicando una poltrona con un leggero affossamento: \u201cL\u00ec stava seduto Vitaliano Brancati&#8230;\u201d. Tot\u00f2 che \u00e8 stato sempre in piedi, stanco di tutte le cerimonie e di vani ricami di chiacchiere, va a sedersi proprio l\u00ec per fumarsi una sigaretta. Prende un libro a caso, scopre essere un volume di Benedetto Croce e lo ripone immediatamente.<br \/>\nLe cerimonie per\u00f2, come i questo caso, sono pi\u00f9 un&#8217;esplorazione dello spirito che una pigra consuetudine; raccoglie un&#8217;eredit\u00e0 di sospetti pi\u00f9 che di formalit\u00e0. E quando anche Genco Russo, stringendo la mano a Giannini ripete la stessa cosa \u2013 \u201cSiamo qui per dare una mano\u201d \u2013 il direttore, allora, con un&#8217;occhiata circolare rivolta a Russo Perez, al Duca Conte e anche al parroco nel frattempo sopraggiunto, lasciando in sagrestia i democratici cristiani, risponde:<br \/>\n<strong>\u201cIo sono quello che non crede pi\u00f9 a niente e a nessuno\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Alle elezioni regionali in Sicilia del 20 aprile 1947, le prime dopo la proclamazione della Repubblica Italiana e la concessione dello Statuto Speciale di Autonomia per la Regione Siciliana, il Blocco Democratico Liberal Qualunquista raccoglie il 14,8% dei voti, con 12 seggi al parlamento per 287.680 voti. La lista del Fronte dell&#8217;Uomo Qualunque ha l&#8217;1,5% con un solo seggio. Nove deputati elegge il Movimento per l&#8217;Indipendenza della Sicilia con l&#8217;8,8%. Dieci parlamentari saranno espressi dal Partito Nazionale Monarchico con il 9,5%. La Democrazia cristiana ottiene 20 deputati col 20,5% e prima lista si afferma quella del Blocco del Popolo socialcomunista con il 30,4% e 29 parlamentari.<\/em><\/p>\n<p><em>Ettore Cipolla, esponente del Blocco Liberal Qualunquista \u00e8 il primo presidente del Parlamento a Palazzo dei Normanni. Anche il Duca Conte \u00e8 deputato all&#8217;Assemblea Regionale Sicilia. Cos\u00ec come Guido Russo Perez che nel 1954 lascer\u00e0 in eredit\u00e0 alla Regione Siciliana la sua inestimabile collezione di maioliche oggi esposta a palazzo Branciforti.<\/em><\/p>\n<p><em>Post Scriptum<\/em><\/p>\n<p><em>Gennaro Patricolo, sindaco di Palermo, il primo qualunquista a essere eletto in un capoluogo di regione, lascia subito.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Fonte: Live Sicilia di Pietrangelo Buttafuoco<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fu Uomo Qualunque Il Fronte dell&#8217;Uomo Qualunque (UQ) \u00e8 stato un movimento e, successivamente, un partito politico<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2781,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,7,10,11,12],"tags":[],"class_list":["post-2779","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-generale","category-in-primo-piano","category-news","category-piu-recente","category-politica"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.8 - 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