{"id":25567,"date":"2020-03-31T21:11:29","date_gmt":"2020-03-31T20:11:29","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=25567"},"modified":"2020-03-31T21:11:29","modified_gmt":"2020-03-31T20:11:29","slug":"leuropa-che-stiamo-perdendo-il-caso-dellungheria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/2020\/03\/31\/leuropa-che-stiamo-perdendo-il-caso-dellungheria\/","title":{"rendered":"L\u2019EUROPA CHE STIAMO PERDENDO. Il caso dell\u2019Ungheria"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"subject\">di Agostino Spataro<\/h4>\n<p><br \/>La decisione del Parlamento ungherese di conferire al premier Orban poteri eccezionali per affrontare l\u2019emergenza Covid 19 \u00e9 gravissima e inaccettabile. Per capire e informare su ci\u00f2 che- da tempo- accade in Ungheria non basta scrivere frettolosi articoli pre-confezionati come fanno alcuni inviati dall\u2019Italia, ma fermarsi e cercare di capire le ragioni pi\u00f9 profonde del successo elettorale di Orban e della sconfitta della\u00a0 <span class=\"text_exposed_show\">sinistra cui per ben 4 volte (dopo l\u201989) gli elettori ungheresi affidarono la responsabilit\u00e0 di guidare il governo.<\/span><\/p>\n<div><strong>A Budapest la fabbrica del populismo. Una sorda lotta per la leadership<\/strong>\n<p>Orban mira a collocarsi nel mezzo, a candidarsi come mediatore fra le due entit\u00e0. Anche per recuperare appieno la fiducia del PP.<\/p>\n<p>La forza dei numeri e l\u2019investitura di Donald Trump (ricevuta il 13 maggio scorso a Washington) potrebbero fare di Victor Orban l\u2019ago della bilancia del centro- destra europeo e, sicuramente, il leader dell\u2019area populista. Ruolo cui aspirano in tanti: dalla Le Pen a Matteo Salvini.<\/p>\n<p>L\u2019assenza dei rappresentanti di Fidesz a Milano conferma l\u2019esistenza all\u2019interno dell\u2019area populista di questa sorda contesa.<\/p>\n<p>Ma i sostenitori di Orban non hanno dubbi: a lui spetta la leadership. Secondo il quotidiano magiaro\u00a0(<a href=\"https:\/\/magyarnemzet.hu\/kulfold\/diplomaciai-nagyuzem-az-unios-valasztas-kampanyanak-hajrajaban-6896240\/?fbclid=IwAR2X1YCy01LxjBBtC_eQ--XsZhz9dhvc3faOurQ3X6W-WgYKSrShsp5_RIw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/magyarnemzet.hu\/\u2026\/diplomaciai-nagyuzem-az-unios-va\u2026\/<\/a>\u00a0), filo governativo, l\u2019Ungheria \u00e8 oggi una \u201cgrande fabbrica\u201d della diplomazia europea e internazionale.<br \/>E qualche ragione l\u2019hanno. Infatti, l\u2019Europa neo-conservatrice si riconosce, ruota intorno alle politiche populiste di Orban che si atteggia a leader di tale corrente e a grande statista di livello internazionale.<\/p>\n<p>Certo, in ci\u00f2 c\u2019\u00e8 l\u2019enfasi della compiacenza mediatica verso il potente di turno (cosa che accade dovunque nel mondo), tuttavia la pretesa non \u00e8 da sottovalutare. Negli ultimi tempi, Orban si \u00e8 reso protagonista di una vera offensiva diplomatica. Un turbinio d\u2018incontri al massimo livello con i principali leader internazionali: da Putin a Ching-Ping, dal premier israeliano Netanyau, costruttore di muri e tenace persecutore delle popolazioni palestinesi, al reazionario presidente brasiliano Bolsonaro, al recentissimo ricevimento di Trump, a Washington, di cui si \u00e8 detto.<\/p>\n<p>Con queste solide relazioni internazionali e con il PIL in crescita del 4,9 %, un saldo positivo della bilancia commerciale di circa 6 miliardi di euro e una disoccupazione (dichiarata) al 3%,\u00a0<em>(fonte: dati<\/em>\u00a0<em>2018, da Infomercati- Min. Esteri\/Italia, 2019),<\/em>\u00a0Orban naviga piuttosto tranquillo (come qui molti prevedono) verso la riconferma del 50% nel voto di domenica prossima.<\/p>\n<p>Difficile capire esattamente cosa potr\u00e0 accadere. Una cosa \u00e8 certa: il fenomeno Orban esiste e, in qualche misura, potr\u00e0 incidere sul gioco politico del primo gruppo del parlamento europeo.<\/p>\n<p>Bloccarlo \u00e8 difficile, tanto pi\u00f9 se si continua a combatterlo soltanto con gli insulti, con i luoghi comuni. Senza sforzarsi d\u2019indagare le ragioni del suo successo, le motivazioni di questa massa di elettori che, puntualmente, votano Fidesz.<\/p>\n<p>Anche per l\u2019Ungheria vale il detto secondo cui \u201cl\u2019elettore ha sempre ragione\u201d.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, si raccomanda ai commentatori un po\u2019 pi\u00f9 d\u2019umilt\u00e0, meno certezze e pi\u00f9 impegno d\u2019analisi per cercar di capire le cause di questa spinta al populismo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il successo di Orban, creatura politica di Soros, oggi suo acerrimo nemico?<\/p>\n<p>Anche qui: che cosa hanno visto l\u2019uno dell\u2019altro che noi non sappiamo?<\/p>\n<p>Davvero una bella domanda alla quale si pu\u00f2 rispondere con il motto: \u201cSe lo conosci lo eviti\u201d.<\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/ilcircolaccio.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/SALVINI_Nuovo_Giornale_BUDAPEST_IMG_20190506_144631_BURST005_1_-1e9cd-20fad-e1585685463708.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>L\u2019equivoco sul \u201csovranismo\u201d: la sovranit\u00e0 \u00e8 un valore non una colpa da emendare.<\/strong><\/p>\n<p>Ma torniamo al populismo che consiglio di non chiamare \u201csovranismo\u201d perch\u00e9 si fa un altro favore ai populisti. Sovranismo? Che cosa vuol dire?<\/p>\n<p>Si tratta, infatti, di una specie di \u201cparola d\u2019ordine\u201d ripetuta ossessivamente sulla stampa. Impartita da chi?<\/p>\n<p>Il risultato potrebbe essere controproducente. Infatti, non basta un \u201cismo\u201d per dileggiare la sovranit\u00e0 popolare ossia una delle pi\u00f9 grandi conquiste della Storia, a base della nostra vigente Costituzione. La sovranit\u00e0 nazionale \u00e8 un valore fondante e condiviso e non una colpa da emendare, da espiare.<\/p>\n<p>E poi perch\u00e9 pretendere tale rinuncia soltanto dai Paesi europei?<\/p>\n<p>Provate a mettere in discussione la sovranit\u00e0 nazionale degli Usa, della Cina, della Russia? Del piccolo stato d\u2019Israele che vorrebbe estendere la propria sovranit\u00e0 oltre il territorio concesso dall\u2019Onu, sui territori dei palestinesi, dei siriani, ecc ?<\/p>\n<p>Inoltre, dove sta scritto che la sinistra debba rinunciare a valori fondanti (costituzionali) quali la sovranit\u00e0, l\u2019identit\u00e0 culturale, ecc. ?<\/p>\n<p>La sinistra, di fatto, li ha abbandonati e il populismo, le destre se ne sono appropriati.<\/p>\n<p>Per altro, nessuno pretende una difesa di tipo integralista. Sappiamo benissimo che in certi casi si possono cedere quote di sovranit\u00e0 (gi\u00e0 ne sono state cedute), ma sapendo esattamente in quali mani andranno a finire e per quali scopi.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, non si vuole la corresponsabilit\u00e0, la condivisione dei progetti, ma solo fiaccare, indebolire la sovranit\u00e0 nazionale dei popoli europei destinati ad accodarsi ai disegni egemonici delle superpotenze economiche e militari.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/ilcircolaccio.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Trianon_1_IMG_20190515_110610_BURST002_2_-383d1-f807e.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p><strong>La depressione dello spirito pubblico europeo<\/strong><\/p>\n<p>Anche sulla drammatica questione dell\u2019immigrazione si \u00e8 voluto ingigantire, allarmare oltre misura. In realt\u00e0, di fronte ai grandi problemi attuali dell\u2019Europa quello dei flussi migratori non \u00e8 da considerare come prioritario. Ovviamente, non si dovr\u00e0 sottovalutare, ma operare per risolverlo con politiche di cooperazione con i Paesi d\u2019origini, sulla base di una rinnovata disponibilit\u00e0 all\u2019accoglienza, nella solidariet\u00e0 e nella legalit\u00e0.<\/p>\n<p>Invece, si \u00e8 voluto privilegiare il tema dell\u2019immigrazione, scatenando una guerra politica e mediatica, per eludere le vere grandi questioni che riguardano il presente e il futuro dei popoli europei.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 scoraggia, deprime lo spirito pubblico degli europei e favorisce l\u2019insorgere dei populismi che, certo, sono un prodotto della crisi, ma anche una demagogica pretesa a rappresentare le paure, le reazioni della gente che si sente minacciata dai processi neoliberisti.<\/p>\n<p>A mio parere, i populismi sono anche conseguenza del grande vuoto, sociale e politico, lasciato dalla sinistra riformista e\/o socialdemocratica, inopinatamente, passate dal campo del mondo del lavoro a quello del capitalismo neoliberista e globalista. Mai come oggi il conflitto capitale\/lavoro \u00e8 stato cos\u00ec acuto e asimmetrico, a favore del primo.<\/p>\n<p>In questo spazio, animato da masse di cittadini senza un lavoro certo, con meno diritti, abbandonati al loro destino, si sono inseriti, con discorsi ingannevoli, i movimenti, i partiti populisti, i gruppi della destra neofascista, mietendo insperate adesioni e disperati consensi elettorali. E ora siamo qui, in attesa del voto, sperando che l\u2019elettorato non rafforzi loro e indebolisca l\u2019Europa.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 \u00e8 chiaro che tali movimenti mirano a indebolire, fors\u2019anche a distruggere l\u2019Unione europea, invece che riformarla, in senso democratico e sociale, come sarebbe necessario.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Voto del 26 maggio in Ungheria: Orban verso il 50%?<\/strong><\/p>\n<p>Aggiungo, da giornalista\u201dsenza giornale\u201d, che non \u00e8 vero che, dopo l\u201989, il popolo ungherese ha compiuto una sorta di opzione nazionalista, sciovinista perfino.<\/p>\n<p>Prima dell\u2019affermazione di Orban, per ben 4 volte l\u2019elettorato magiaro ha dato la maggioranza al Mpsz ossia al partito socialista erede di quello \u201cunico\u201d del vecchio regime. I suoi leader (tutti qualificati esponenti del regime di Kadar) divennero primi ministri, presidenti della Repubblica, ministri, commissari europei, ecc.<\/p>\n<p>In sostanza, quegli stessi ungheresi che oggi votano Orban (48,9%), taluni anche il Jobbik (un partito reazionario, al 19,6%) non ebbero pregiudizio verso la sinistra, anzi la preferirono.<\/p>\n<p>Il ripensamento nacque quando irruppe sulla scena Victor Orban il quale abbracci\u00f2, in modo spregiudicato, le bandiera del populismo, del vittimismo e dell\u2019anticomunismo. In ci\u00f2 sostenuto dal suo mentore, il multimiliardario George Soros, ungherese di nascita e Usa di adozione, con un passato, e un presente, in gran parte da chiarire.<\/p>\n<p>Al centro del suo discorso pose le paure di perdere l\u2019identit\u00e0 nazionale, dopo avere perso gran parte del territorio nazionale (Trianon). Il Fidesz, sospinto dal partito ultradestra Jobbik, divenne il campione della riscossa magiara contro i \u201ctorti\u201d storici, contro le ingiustizie provocate dalla vecchia Europa del primo dopoguerra e da quella attuale, unitaria, con capitale Bruxelles.<\/p>\n<p>Certo, qui tutti (anche gli avversari) riconoscono a Orban qualit\u00e0 politiche fuor del comune, frammiste a una spregiudicatezza senza limiti. Viene dipinto come vero \u201canimale politico\u201d, dotato di fiuto e di carisma, di capacit\u00e0 di manovra, di saper fare squadra a suon di premi politici e\/o affaristici.<\/p>\n<p>L<strong>a \u201csinistra\u201d ungherese debole e divisa e carica di errori.<\/strong><\/p>\n<p>Tuttavia, la sua fortuna politica fu agevolata dagli errori della sinistra nella gestione governativa e, soprattutto, dall\u2019attuazione del programma di privatizzazioni dei settori portanti dell\u2019economia (\u00a0dalle industrie alle catene commerciali, dall\u2019immobiliare alle strutture alberghiere, ecc,) a favore di capitali provenienti dalle multinazionali europee e d\u2019oltreoceano, ma anche da Russia e Cina. E da altre fonti. Come dire, se ai propri meriti si aggiungono i demeriti altrui il trionfo \u00e8 assicurato.<\/p>\n<p>Cos\u00ec accadde in altri Paesi europei, fra cui l\u2019Italia.<\/p>\n<p>In Ungheria, dove lo stato si era ridotto all\u2019osso e l\u2019economia era in asfissia per mancanza d\u2019investimenti pubblici e privati, il danno fu assai pi\u00f9 grave. Il popolo ungherese visse la svendita del patrimonio pubblico come un secondo tradimento, dopo quello catastrofico del trattato di Trianon che, cent\u2019anni fa, tolse all\u2019Ungheria pi\u00f9 della met\u00e0 del suo territorio storico.<\/p>\n<p>In questi giorni, a piazza degli Eroi, il luogo pi\u00f9 patriottico e visitato di Budapest, \u00e8 possibile ammirare 72 bandierine di altrettante citt\u00e0 (perdute o sottratte) che vanno dalla Transilvania (oggi rumena) alla\u00a0Slovacchia, dalla Croazia alla Serbia. A questi ungheresi irredenti Orban ha concesso la doppia cittadinanza, una serie di agevolazioni commerciali e il diritto di voto per le consultazioni magiare. Oltre mezzo milione di elettori che fanno la differenza. Anche questo \u00e8 un aspetto serio del problema.<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 Europa per assorbire i separatismi e le conflittualit\u00e0 territoriali.<\/strong><\/p>\n<p>E inutile dire che su tali \u201cingiustizie\u201d continuano a soffiare i demagoghi di tutte le risme, gli irredentisti nostalgici, la destra di Jobbik e ancor di pi\u00f9 il Fidesz di Orban il quale, per non farsi scavalcare, alza la posta, con il consenso dei vertici della chiesa cattolica.<\/p>\n<p>E dire che questo dramma, e i diversi \u201cseparatismi\u201d presenti in Europa, potrebbero essere risolti, senza rotture e\/o improbabili modifiche dei confini, con \u201cpi\u00f9 Europa\u201d ossia con l\u2019attuazione del progetto di unione politica effettiva dei popoli europei.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la via, l\u2019unica possibile da percorrere. Correggendo, per\u00f2, gli attuali indirizzi politici, economici e i vigenti meccanismi di gestione dell\u2019euro; superando le pratiche consociative subalterne (con forze e interessi extraeuropei) che stanno vanificando quel tanto di positivo fino a oggi prodotto.<\/p>\n<p>E\u2019 chiaro che, in questa eventualit\u00e0 gli Stati diventerebbero un\u2019articolazione funzionale di un\u2019Europa democratica e solidale nella quale tutti i cittadini si potrebbero riconoscere.<\/p>\n<p>Nonostante le gravi difficolt\u00e0 attuali, questo percorso pu\u00f2 essere ripreso e concluso con successo.\u00a0L\u2019Europa pu\u00f2 ridiventare una bandiera, una speranza per le nuove generazioni, per tutti i popoli europei per un futuro di pace e di solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Se si vogliono battere il populismo e isolare le destre fascisteggianti, la sinistra (quella autentica), insieme a tante altre forze sinceramente europeiste devono rioccupare gli spazi perduti e intraprendere, dopo il voto, uno sforzo congiunto per un serio processo di riforma delle politiche e delle istituzioni europee. E\u2019 assurdo che voteremo per un Parlamento che non ha poteri legislativi ampi e vincolanti; cos\u00ec com\u2019\u00e8 incomprensibile che i vertici, il governo della U.E., siano nominati e non eletti. Cos\u00ec come sono, dette istituzioni non servono granch\u00e9, tranne che agli addetti ai lavori.<\/p>\n<p>La regola aurea della democrazia recita: senza controllo democratico ogni potere pu\u00f2 trasformarsi in abuso.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Europa che stiamo perdendo\u2026<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 inutile girarci intorno. L\u2019Europa \u00e8 assediata non tanto dai migranti (che vanno accolti nella solidariet\u00e0 e nella legalit\u00e0), quanto da mire e disegni d\u2019influenza di potenze e superpotenze vecchie e nuove. La navicella della nostra Europa arranca, vacilla a ogni zaffata di vento che proviene dall\u2019Oriente asiatico o da oltre Atlantico. Bisogna prendere atto della necessit\u00e0 di un ruolo autonomo di sviluppo e di pace dell\u2019Europa i cui interessi non sempre coincidono con quelli dell\u2019uno e dell\u2019altro blocco di potere.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come \u00e8 stata progettata, costruita e diretta, l\u2019U. E. non ha un futuro certo. Continuer\u00e0 a oscillare, a districarsi fra una decadenza che sembra ineluttabile e una sorta di servit\u00f9 volontaria dei suoi ceti dirigenti, subalterni ai disegni delle oligarchie finanziarie e delle super potenze. Rester\u00e0 impigliata fra tentazioni nazionalistiche autoritarie (la nuova destra eterodiretta) e malcelate dipendenze di forze europeiste importanti che sembrano aver rinunciato a battersi per un ruolo autonomo della nuova Europa .<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 e altro hanno creato una condizione politica e morale negativa che provoca sfiducia, smarrimento nei cittadini i quali percepiscono la crisi come un assedio, mossa da pi\u00f9 parti, scatenato, che potrebbe condurre l\u2019U.E. alla dissoluzione. Reale o presunta, questa \u00e8 la sensazione che molti hanno.<\/p>\n<p>Una sensazione, dunque, diffusa che evoca altri, veri assedi della storia che videro crollare imperi e grandi civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Memorabile \u00e8 rimasto il lungo assedio mosso dai turchi ottomani contro Costantinopoli che resistette con fierezza e spirito di sacrificio, anche perch\u00e9 ben protetta dalle sue munite mura che nessuno era riuscito a penetrare. Fino al 29 maggio (!) 1453. Quel giorno cadde l\u2019ultimo baluardo della civilt\u00e0 greco-romana.<\/p>\n<p>Talune fonti ci dicono che la fatale caduta avvenne perch\u00e9 quella mattina apparve sotto le possenti mura un supercannone che riusc\u00ec a sfondare i contrafforti e ad aprire diverse brecce che consentirono alle armate ottomane di dilagare dentro la citt\u00e0.<\/p>\n<p>Si dice anche che l\u2019inventore di questo supercannone fu un ungherese di nome Orban.<\/p>\n<p>Ovviamente, ogni riferimento a fatti e a persone realmente esistenti \u00e8 puramente casuale.<\/p>\n<p>Agostino Spataro- biografia in:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Agostino_Spataro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Agostino_Spataro<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"fb-social-plugin fb-like fb_iframe_widget\" data-font=\"tahoma\" data-ref=\"below-post\" data-href=\"http:\/\/www.lavalledeitempli.net\/2020\/03\/31\/leuropa-stiamo-perdendo-caso-dellungheria\/\" data-share=\"true\" data-width=\"450\">\u00a0<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":25568,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-25567","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-generale"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>L\u2019EUROPA CHE STIAMO PERDENDO. 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