{"id":11829,"date":"2019-02-28T19:39:15","date_gmt":"2019-02-28T18:39:15","guid":{"rendered":"http:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=11829"},"modified":"2019-02-28T19:39:15","modified_gmt":"2019-02-28T18:39:15","slug":"pentiti-pentiti-la-storia-di-quei-collaboratori-che-non-convincevano-falcone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilcircolaccio.it\/?p=11829","title":{"rendered":"Pentiti &#038; Pentiti: la storia di quei collaboratori che non convincevano Falcone"},"content":{"rendered":"<p><strong>Quei pentiti che non convincevano Falcone<\/strong><br \/>\n<strong>Anche nelle motivazioni della sentenza del 2013, che assolse l\u2019ex Ros Mario Mori e Mario Obinu nel processo clone sulla Trattativa, il giudice Mario Fontana punt\u00f2 il dito contro quei collaboratori di giustizia, che il pi\u00f9 delle volte hanno l\u2019attitudine a compiacere la pubblica accusa pur di avere in cambio delle opportunit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La regola prima di Giovanni Falcone era :<em>alle dichiarazioni, servono i riscontri probatori&#8221;. <\/em>L&#8217;importanza dei collaboratori di giustizia \u00e8 fondamentale nella lotta al crimine organizzato. Serve una verifica alle dichiarazioni, proprio per non banalizzare il ruolo dei collaboratori e renderli efficaci<\/strong><\/p>\n<p>Fu proprio Giovanni Falcone, durante un convegno nazionale di diritto e procedura penale nel \u2019 91, a parlare della necessit\u00e0 dei pentiti come importante strumento per la lotta alla mafia, ma tenendo bene a precisare che \u00abovviamente non costituiscono mezzo di prova unico e indispensabile\u00bb. Sappiamo che Falcone temeva i falsi pentiti che spacciano fandonie e notizie artefatte per ragioni personali o per depistare le indagini. Il caso eclatante fu quello del pentito Giuseppe Pellegritti, che accus\u00f2 indirettamente Giulio Andreotti come mandante di un omicidio politico. \u00abEra molto preoccupato\u00bb, aveva ricordato l\u2019ex giudice D\u2019Ambrosio che all\u2019epoca ricevette una visita di Falcone a Roma. \u00abMi disse: \u201cPellegritti mi ha teso una trappola, ha detto cose che non sono vere. \u00c8 una falsa pista che non porta da nessuna parte. Ma se non la seguo mi diranno subito: Perch\u00e9 non vuoi incriminare Lima?\u201d\u00bb. Falcone non pu\u00f2 correre rischi, il maxi- processo \u00e8 in appello e se un rimestatore di professione come Pellegritti dovesse farla franca l\u2019intero impianto accusatorio comincerebbe a sgretolarsi. Il giudice si muove rapidamente e parte una richiesta istruttoria dalla Procura di Palermo. Negli atti depositati, Falcone spiega che il pentito non sta dicendo la verit\u00e0. Il giorno dopo, Pellegritti viene interrogato dalla Corte d\u2019Assise d\u2019Appello nel carcere di Alessandria, dove conferma il teorema su Lima mandante dell\u2019omicidio Mattarella. Se fosse vero, sarebbe un colpo, da cui difficilmente il Presidente del Consiglio Andreotti potrebbe riprendersi. Il 4 ottobre, Falcone firma un mandato di cattura per \u201ccalunnia continuata\u201d contro Pellegritti. \u00c8 una reazione dura ma necessaria, che in poco tempo spinge il pentito a ritrattare le sue dichiarazioni, scaricando ogni responsabilit\u00e0 sul suo compagno di cella: \u00abSono rimasto vittima della mia megalomania \u2013 confessa \u2013 mi sono lasciato indurre da Angelo Izzo a riferire dati dei quali non ero assolutamente a conoscenza\u00bb. Falcone, quindi, inquisisce anche Izzo, il \u201cboia del Circeo\u201d, condannato all\u2019ergastolo per stupro e omicidio. Angelo Izzo \u00e8 un altro che sostiene di conoscere tutti i misteri italiani e in quel periodo accus\u00f2 l\u2019ex Nar Valerio Fioravanti di essere stato l\u2019esecutore dell\u2019omicidio Mattarella. Purtroppo Angelo Izzo negli anni a seguire verr\u00e0 preso in considerazione da altri magistrati per le sue rivelazioni, che puntualmente finirono per dimostrarsi delle vere e proprie bufale.<\/p>\n<p>RICORDI A RATE DEI PENTITI SU TUTTI I MISTERI D\u2019ITALIA<\/p>\n<p>Accade che nel corso del tempo ci siano pentiti, che ricordino improvvisamente degli eventi; a volte gli eventi si incastrano, forse casualmente, con i teoremi giudiziari del momento. L\u2019ultimo atto del pentitismo con i ricordi a rate e casualmente corrispondenti alle narrative vigenti c\u2019\u00e8 stato venerd\u00ec scorso. Il collaboratore di giustizia Francesco Di Carlo ha parlato per quattro ore davanti ai giudici di Caltanissetta per il processo a carico dei poliziotti Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, che devono rispondere di calunnia aggravata, di aver avuto, in sostanza, un ruolo nella manipolazione e nella creazione del falso pentito Vincenzo Scarantino. Di Carlo in realt\u00e0 ha pi\u00f9 o meno ribadito ci\u00f2 che aveva raccontato nel 2014 durante il famoso processo sulla presunta trattativa Stato- mafia, dove si era ricordato di un particolare che mai aveva rivelato e cio\u00e8 di aver ricevuto, mentre era detenuto, un emissario dei servizi segreti che lo mise a conoscenza di un piano per allontanare da Palermo Giovanni Falcone, quando era ancora all\u2019ufficio istruzione. In compagnia dello spione ci sarebbe stata un\u2019altra persona, che Di Carlo ha assicurato di aver successivamente riconosciuto in foto come Arnaldo La Barbera, lo stesso funzionario accusato del depistaggio. Solo che Di Carlo si \u00e8 pentito nel 1996 e solo nel 2014 si era ricordato di questo particolare. La peculiarit\u00e0 di questo pentito \u00e8 che sembra di ricordare molte cose soprattutto riguardanti il periodo di quando smise di far parte di Cosa Nostra.<\/p>\n<p>Affiliato nel maggio 1961 alla famiglia di Altofonte, svolge per quindici anni la mansione di soldato semplice, nel \u2019 70 diventa poi consigliere e cinque anni dopo capo famiglia. Ma rimane a far parte di Cosa Nostra fino all\u2019 82. Ce lo ritroviamo poi in Inghilterra dove verr\u00e0 condannato nel 1987 insieme a cinque complici per aver importato eroina e cannabis per un valore di 78 milioni di sterline pari a 180 miliardi di lire. Condannato duramente, Di Carlo rimase detenuto nel carcere di massima sicurezza di Full Sutton fino a quando chiese di essere rimpatriato, avvalendosi dell\u2019accordo internazionale che consente ai detenuti di scontare le pene nei Paesi d\u2019 origine. La sua intenzione di collaborare con la giustizia nel 1996 ha fatto s\u00ec che venisse chiesta per lui l\u2019applicazione del trattato di Strasburgo, che prevede appunto la possibilit\u00e0 di continuare a scontare la pena nel paese d\u2019 origine. Sembra per\u00f2 un pentito che \u00e8 a conoscenza di tutti i misteri italiani. Dalla morte del banchiere Calvi, passando per la strage di Bologna fino a quella di Ustica. Ma non solo, parliamo del pentito che rispolver\u00f2 la storia di Bernardo Mattarella, padre del capo dello Stato Sergio, dipinto come uomo d\u2019onore della vecchia Cosa nostra della provincia di Trapani. Aveva ribadito storie gi\u00e0 dette due decenni fa, ma le aveva ulteriormente specificate con i ricordi che gli erano nel frattempo venuti a galla. \u00abFandonie di un uomo che non sa nulla\u00bb, aveva tuonato il legale dei Mattarella.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 il caso del pentito Vincenzo Calcara, sconfessato da diversi tribunali. Lui si definisce il pentito di fiducia di Paolo Borsellino, raccont\u00f2 che il giudice Antimafia lo fece uscire dal carcere, nonostante non si potesse fare, quindi contro la legge. Ha scritto libri, parlato di varie entit\u00e0 che governano il Paese e fu sentito come teste al processo sulla trattativa. Pochi giorni fa ha riportato l\u2019ennesima condanna per le false accuse nei confronti di Antonio Vaccarino, ex sindaco di Castelvetrano.<\/p>\n<p>PENTITI CHE OSCILLANO COME BRUSCA<\/p>\n<p>In particolare, sulla strage di via d\u2019Amelio, diversi pentiti si sarebbero inseriti nel raccontare le loro verit\u00e0 solo dopo che erano emersi nuovi nomi nelle accuse degli inquirenti. Tra questi, figurerebbero anche pentiti che non erano di Cosa Nostra, come Nino Lo Giudice, che un tempo era a capo di uno dei pi\u00f9 potenti clan di Reggio Calabria. Il \u201cNano\u201d, cos\u00ec era soprannominato, sapeva, ma non lo aveva mai detto prima, che a fare saltare in aria il giudice Paolo Borsellino sarebbe stato il poliziotto Giovanni Aiello, uomo recentemente morto d\u2019infarto, su cui si era concentrato l\u2019imbuto dei misteri. Glielo avrebbe confidato anni prima Pietro Scotto, quando erano insieme in carcere all\u2019Asinara. Non solo, sempre a dire del \u201cNano\u201d, anni dopo lo stesso Aiello avrebbe pure partecipato all\u2019omicidio dell\u2019agente Antonino Agostino e della moglie Ida Castelluccio nel 1989. Le sue dichiarazioni, rese a Reggio Calabria, furono trasmesse alle Procure siciliane. Ma ogni tanto c\u2019\u00e8 anche un giudice a Berlino. Nelle motivazioni della sentenza del 2013, che assolse l\u2019ex Ros Mario Mori e Mario Obinu nel processo clone sulla Trattativa, il giudice Mario Fontana punt\u00f2 il dito contro quei collaboratori di giustizia, che il pi\u00f9 delle volte hanno l\u2019attitudine a compiacere la pubblica accusa. Il giudice parla di cautela nelle valutazioni, perch\u00e9 \u00abnon consentono, in via astratta, di escludere che le indicazioni fornite siano state indotte dalla volont\u00e0 di compiacere gli inquirenti, in dipendenza della particolare importanza che alle stesse indicazioni sarebbe stata attribuita\u00bb.<\/p>\n<p>La notazione che si legge nelle motivazioni vale, in particolare, per il pentito Giovanni Brusca \u00abnelle cui dichiarazioni si devono registrare aggiornamenti inediti, seguiti a una nuova inchiesta giudiziaria promossa nei suoi confronti, e svariate oscillazioni, concernenti indicazioni di notevole rilievo, che potrebbero essere state influenzate da improprie interferenze inquinanti, collegate a notizie di stampa relative a pregresse acquisizioni dibattimentali\u00bb.<\/p>\n<p>Fonte Il Dubbio<br \/>\nIl Circolaccio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quei pentiti che non convincevano Falcone Anche nelle motivazioni della sentenza del 2013, che assolse l\u2019ex Ros Mario<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":11036,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[37],"class_list":["post-11829","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-piu-recente","tag-depistaggi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Pentiti &amp; 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