Castelvetrano: Maurizio Tosco ,”ripartiamo dalle nostre bellezze”

 

l‘architetto Maurizio Tosco, è intervenuto al recente convegno di Selinunte, organizzato dal Centro Egeria

Il  Simposio di Ecologia della Bellezza: 
“Il Principio fu la Bellezza, l’ombra umana, l’ecclissi”

Il suo intervento

I problemi del territorio noi li viviamo per ora quasi tutti attraverso la presenza dei rifiuti.

Secondo me, questa presenza dei rifiuti, non è altro che una grande metafora del grande rifiuto che noi abbiamo nei confronti della natura in senso molto più ampio.

Trattare il tema della bellezza per me , a trent’anni di professione svolta, soprattutto svolta in questo campo, è uno stimolo per trasferirgli quello che è il mio interesse , soprattutto, per quello che riguarda la bellezza e il territorio.

Sono fondamentalmente convinto oramai del fatto, e questo l’ho maturato, negli anni in cui ho elaborato questo progetto sulla migrazione e la rivitalizzazione del territorio italiano, lo avevo proposto anche al Ministero dell’Interno, del Governo precedente, la possibilità di fare una sperimentazione proprio per due territori fortemente disagiati, Campobello di Mazara  e Castelvetrano.

Comuni che  sono investiti sia del problema della migrazione, sia del degrado territoriale non indifferente, anzi sostanziale. Attraverso questa sperimentazione, laddove riuscisse, e laddove il Governo attuale la volesse applicare, si potrebbe effettivamente trovare una chiave nuova per rivedere i fenomeni nel loro insieme nel loro insieme e nella loro interazione () Dentro tutta bruttezza nella quale viviamo ci sia un grande disvalore. E tutto brutto? Tutti ormai siamo nomadi perché ci dobbiamo spostare dal nostro territorio per le ragioni più diverse. In questo concetto di nomadismo c’è una mutazione del concetto di estetica, con il concetto di esperienze belle e brutte, si ricerca la bellezza nella bruttezza. Sono convinto in verità che in tutta questa bruttezza ci siano dei valori e delle grandi opportunità. L’opportunità di trovare ancora dei vuoti che non sono stati colmati da specialismi, progetti e definizioni nei quali noi avremmo la possibilità se ben inseriti di poter intervenire anche alla luce di quello che un tempo credevamo giusto e che poi alla fine si è anche reputato inutile, superfluo. E questa è un’opportunità che richiede che ognuno di noi cambi il proprio concetto, il proprio rapporto con questa bruttezza che guarda, per cominciare invece a vedervi la bellezza e le opportunità che ci sono. Da alcuni esempi fotografici voglio tentare di trasferirvi questo concetto prendendo esempio dall’arte, perché gli artisti sono i più sensibili a queste mutazioni che hanno cercato di mettere assieme questo rapporto tra la bellezza e l’ambiente (immagine di nudo nella foresta di Wynn Bullockdel 1953) questa immagine ci fa vedere come la bellezza è legata al canone estetico, cioè alla nudità e all’ambiente, la foresta come concetto di ambiente puro, ambiente primordiale, dove questi due elementi si incontrano in una straordinaria armonia. L’ambiente da allora ad oggi è cambiato notevolmente ed è stato deturpato. Alloranella mia ricerca sula migrazione, è stato interessante andare in giro e vedere quello che altri artisti, ma con lo stesso principio, cercano di fare oggi con le condizioni con le quali ci troviamo. Thomas Ulch, cerca di riprendere il concetto di bellezza legato alla nudità, in questo caso una donna nera, nello sfondo della città di Detroit. Forse, non tutti sapete che la città di Detroit è rimasta completamente deserta, il cui problema oggi, è quello di rivitalizzarla perché è un grande contenitore di industrie e di edifici, e soprattutto, di autovetture che oggi non ci sono più. Quindi, c’è questo grande complesso che necessita di essere rivitalizzato. Quello che ho trovato interessante è che comunque che questa in condizione di deprivazione e di abbandono, è sempre la natura l’elemento che ridona bellezza, quindi, in questi artisti il recupero è sempre quello della bellezza in una situazione di degrado assoluto. Ed è questa oggi una forma artistica interessante perché ci incoraggia. C’è un messaggio artistico importante in queste immagini, cioè che tutti noi pur immersi in un mare di bruttezza dovremmo cogliere spunti di bellezza. Il punto di partenza è trovare nuovi spazi per riuscire a vedere la bellezza ovunque e su questa lavorare. La necessità odierna di prendere possesso della bellezza del territorio nel quale vivere e stimolare dentro se stesso una visione più profonda delle cose!

 

Il Circolaccio

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