Le correnti della magistratura non riescono a nominare aggiunti a Palermo e a Trapani

La nomina dei nuovi aggiunti
Le correnti pesano sulle scelte

Quando la magistratura si comporta come la politica

Bisogna ricoprire un posto sia a Palermo che a Trapani. Ecco com’è andata finora.

Nessuna convergenza, ogni corrente ha votato per il proprio candidato. E così non vengono fuori certezze dalla proposta della Commissione incarichi direttivi del Csm.

Bisogna coprire due posti di procuratore aggiunto a Palermo e Trapani. Per Palermo sono stati proposti con un voto ciascuno Maurizio Agnello (ha ottenuto il voto dei laico Renato Balduzzi), Calogero Piscitello (Magistratura Indipendente), Annamaria Picozzi (Unicost) e Carlo Marzella (Area).

Agnello è già in servizio a Palermo e fa parte della Direzione distrettuale antimafia che indaga sulle cosche mafiose di Palermo centro, ed è grande conoscitore dei vecchi e nuovi affari della droga. Marzella, pure lui in servizio alla Dda Palermo, da anni si occupa dei clan mafiosi trapanesi che fanno capo al latitante Matteo Messina Denaro. Picozzi conosce i segreti delle famiglie mafiose di Resuttana e San Lorenzo, falcidiate dai blitz da lei coordinati. Piscitello, dopo avere lavorato pure lui alle indagini sulla mafia trapanese, oggi è direttore generale della Direzione generale dei detenuti e del trattamento del Dap.

Chi la spunterà diventerà uno dei vice del procuratore Francesco Lo Voi per occuparsi del coordinamento delle indagini che riguardano le fasce deboli. Il posto a Palermo è stato lasciato vacante alcuni mesi fa per la nomina di Bernardo Petralia a procuratore generale di Reggio Calabria.

Per il posto di vice del procuratore di Trapani, Alfredo Morvillo, sono stati proposti Vittorio Teresi (rappresentante di Area, ex aggiunto a Palermo, pm del processo sulla Trattativa Stato-mafia, è stato proposto con due voti), Maurizio Agnello ha avuto un voto dal rappresentante di Magistratura Indipendente e Picozzi un voto da quello di Unicost.

Adesso si dovrà se il Plenum del Csm farò in tempo a decidere entro il 25 settembre, giorno in cui si insedierà il nuovo Consiglio superiore della magistratura. In questi giorni sono stati eletti sedici magistrati che, per quattro anni, sospendono il loro lavoro nei Tribunali per andare a palazzo dei Marescialli. Cinque ciascuno i componenti dei centristi di Unicost e di Mi (un tempo era la corrente di destra e ora si è spostata su posizione più moderate), 4 quelli della corrente di sinistra Area, 2 quelli che fanno capo alla nuova corrente del recordman di voti, Piercamillo Davigo. Il nuovo Consiglio superiore della magistratura avrà un’impronta di centrodestra. Il 19 luglio le Camere riunite dovrebbero eleggere gli otto componenti laici.

Nei corridoi dei palazzi siciliani c’è chi sostiene che il voto frammentato delle proposte per i procuratori aggiunti di Palermo e Trapani potrebbe essere stato frutto della scelta di non scegliere e cioè di affidare la decisione finale al nuovo Csm. Questo significa che bisognerebbe attendere per capire quali saranno gli equilibri definitivi e i possibili accordi fra correnti. Perché, nonostante si sostenga il contrario, si vota sempre seguendo l’indicazione delle correnti di appartenenza in una partita di livello nazionale.

Fonte : Live Sicilia

Il Circolaccio

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