Castellammare del Golfo: assemblea del Partito Radicale per rivedere le misure antimafia suggerite dalla Saguto

Il Partito Radicale raccoglie le firme per rivedere le misure antimafia suggerite anche dal cerchio magico della Saguto

 

L’avvocato Baldassare Lauria dell’associazione Progetto Innocenti che ha consentito a Giuseppe Gulotta accusato ingiustamente dell’omicidio dei carabinieri di Alcamo di ottenere giustizia dopo 25 anni di ingiusta carcerazione:  “Il 70% dei bene sequestrati in Italia- ha affermato il legale- è stato effettuato dai Tribunali di Palermo e Trapani. La divisione di questa alta percentuale è il 50 %  a Palermo e il 20 % Trapani. Il restante 30 % nel resto di Italia, compresi Calabria e Campania e ovviamente il resto della Sicilia. L’attuale norma ,ha perso la volontà iniziale della legge La Torre. . Troppe modifiche dettate da esigenze lontane dal diritto e dalla lotta alla mafia”.

“Non consiglierei mai ad un mio amico imprenditore, a causa di questo sistema ingiusto di investire in Sicilia. Il rischio è altissimo di finire sotto il tiro dell’art.4 codice antimafia. La legge va rivista e applicata con condizioni chiare

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Il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito ha organizzato una assemblea a Castellammare del Golfo  pianificare una campagna di raccolta firme su proposte di legge di iniziativa popolare “contro il regime e per la transizione verso lo Stato di diritto”. Allo stato dei lavori le proposte di legge sulle quali stanno lavorando i pannelliani vertono come da tradizione sui temi della giustizia e dello Stato di diritto.

Tra le 8 proposte, vi è  la revisione del sistema delle interdittive antimafia, la revisione del sistema delle misure di prevenzione antimafia, la revisione delle procedure di scioglimento dei comuni per mafia, l’abolizione dell’ergastolo ostativo, l’abolizione degli incarichi extragiudiziari per i magistrati

Nel corso dell’assemblea,  intenso è stato il dibattito su come affrontare la lotta mafia: “Se con la “terribilità” o con il Diritto, invocando a ogni piè sospinto stati e misure di emergenza o, al contrario, affermando i diritti umani e le garanzie costituzionali, come proponeva Leonardo Sciascia.

“La mafia si combatte con il giusto diritto -ha detto l’avvocato Lauria- Il legislatore, condizionato da suggerimenti di magistrati  in servizio a Palermo, ha inserito delle norme nella legge antimafia che lasciano spazio a condizioni di lettura  troppo ampia per l’applicazione della norma. La mafia non si combatte con il pregiudizio . I magistrati devono tenere conto del danno che si può arrecare al cittadino in mancanza di norme chiare e frutto di un ragionamento non impulsivo”

L’art 4 del codice antimafia non rispondi più al principio ispiratore di Pio La Torre. Consente ai magistrati in ragione di indizi di poter applicare misure restrittive. Molti cittadini non conoscono bene la norma e questo è un errore di giusta informazione”

La questione dell’art. 4 è fondamentale perchè consente agli inquirenti di avere molta discrezionalità nel gestire misure interdittive e coercitive. Non servono condanne, non servono prove certe , ma basta un informativa dove, qualcuno possa dire che hai parlato o ti sei preso il caffè con presunto mafioso  è scatta la reprimenda. Vittime di questo art.4 hanno parlato all’assemblea di Castellammare del Golfo. Tante esperienze testimoniate da chi ha subito l’aggressione della procedura di giustizia vigente.

Insomma, con questo art.4, voluto dal governo (DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 2011, n. 159)

Berlusconi e votato anche dal PD e firmato dal presidente Napolitano

Con questa decisione i magistrati e gli inquirenti, possono agire in tema di sequestri, intestazione fittizia e misure interdittive, su elementi anche di valutazione investigativa e non con prove certe di appartenenza alla mafia o di aver riciclato soldi. Non serve più il processo e scatta la “condanna” di sistema

Addirittura, le camere penali sostengono che l’art 4 senza modifiche rappresenta un ‘aberrazione del diritto criticato peraltro anche dalla Corte Europea. Quindi, con questa norma, non si va sempre a colpire i grandi patrimoni frutto di attività illecita. Gli  inquirenti possono colpire anche con semplici supposizioni .

L’avvocato Frazzitta:” Il diritto non può basarsi sui semplici sospetti. La lotta alla mafia ha bisogno di  un diritto chiaro e non suscettibile di interpretazioni indiziarie”

Al convegno-assemblea hanno dato il loro contributo autorevoli ospiti come  Gianmarco CICCARELLI, Donatella CORLEO, Sergio D’ELIA, Elisabetta ZAMPARUTTI Partito Radicale | Prof. Angelo MANGIONE Lumsa | Avv. Salvatore ALAGNA Presidente della Camera Penale di Trapani; Avv. Fabio FERRARA Unione Camere Penali Italiane; Avv. Giacomo FRAZZITTA Presidente della Camera Penale di Marsala; Avv. Carmelo OCCHIUTO Presidente della Camera Penale di Patti; Avv. Domenico AMOROSO, Avv. Laura ANCONA Progetto Innocenti; Avv. Andrea DELL’AIRA, Avv. Baldassarre LAURIA, Avv. Rosaria PALAZZOLO, Avv. Marco SIRAGUSA | Enrico COLAJANNI Presidente Rete No Mafie | Massimo MARTINI giornalista | Giuseppe GULOTTA, Benedetto LABITA vittime ingiusta detenzione| Giulio CUSUMANO Consigliere comunale di Palermo | Aurelio ALFANO, Andrea BULGARELLA, Salvatore CANDELA, Pietro CAVALLOTTI, Paolo FARAONE, Francesco LENA, Massimo NICETA, Gaetano VIRGA imprenditori

 

Il Circolaccio

 

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