Castelvetrano ancora su Rai 1. La trasmissione “Petrolio” svela le attività di Gianfranco Becchina

Il maxi sequestro a Becchina: arte, olio e pizze surgelate
I racconti dei pentiti: «Portava soldi per Messina Denaro»

 

Il decreto di sequestro nei confronti del mercante d’arte di Castelvetrano si estende a diverse società. Lui si vantava di aver portato il suo olio anche alla Casa Bianca. Accusato di traffico internazionale di opere e prescritto, il suo nome è citato dai collaboratori di giustizia, gli ultimi Grigoli e Cimarosa, fidatissimi del super latitante

“Petrolio ” ha spiegato diversi meccanismi dell’attività di Becchina e di un certo Medici

Becchina ha avuto rapporti con i migliori musei del mondo. Dove sono finite tutte le opere d’arte ritrovate a Selinunte? Il danno al patrimonio artistico locale è incalcolabile

L’era dei tombaroli e dei grandi trafficati d’arte

 

Ieri sera, la trasmissione “Petrolio ” di Rai 1 , ha messo in evidenza l’enorme danno arrecato al patrimonio culturale ed artistico italiano  tra trafficanti di opere d’arte . La trasmissione ha parlato in lungo e in largo dei traffici di reperti archeologici gestiti da Becchina con l’avallo della famiglia di Matteo Messina Denaro

La trasmissione è su Rai play e può essere vista in qualsiasi momento

È il quarto mercato illecito del mondo: il traffico d’oggetti d’arte frutto di scavi clandestini e veri e propri furti. “Petrolio” ricostruisce per la prima volta in maniera completa, grazie a un’inchiesta durata più di un anno, il sistema di contatti, rapporti, scambi di danaro di una rete internazionale che fa girare questo mercato clandestino.  Attraverso fonti esclusive di magistrati italiani e statunitensi, dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, dell’FBI, dell’Homeland Security, grazie a interviste a esperti e archeologi, Petrolio è in grado di documentare i legami degli ultimi cinquant’anni tra organizzazioni criminali, collezionisti, case d’aste e mercanti sino ad alcune tra le più importanti istituzioni culturali e museali.

Un documento esclusivo rivela l’organigramma che lega semplici tombaroli e la mafia siciliana che giunge, attraverso una serie di passaggi tra esperti, curatori, collezionisti, case d’aste e mercanti, fino ai vertici di prestigiosi musei. Duilio Giammaria ha seguito le tracce del traffico internazionale fino in America da New York a Los Angeles, dove si giocano le carte del più grande mercato d’arte mondiale. I grandi patrimoni, da quello del petroliere Jean Paul Getty al leader della finanza internazionale Michael Steiner, usano l’archeologia e l’arte per darsi lustro. Questo flusso ininterrotto di centinaia di milioni ogni anno va ad alimentare il saccheggio e il traffico internazionale. Capolavori della nostra storia, di quella dell’umanità diventano preda di collezioni private esposte nei suntuosi appartamenti di Manhattan e talvolta prestati ai musei internazionali, dal Getty Museum al Metropolitan di New York.
Intervista esclusiva al generale Fabrizio Parrulli del comando del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e all’ex colonnello dei marines Matthew Bogdanos, che dopo il saccheggio del museo di Baghdad nel 2003 ha gestito il recupero di molti reperti rubati dall’Iraq. Oggi Bogdanos, giudice distrettuale di New York, continua a sequestrare capolavori rubati nelle case dei collezionisti e nelle sale dei musei.La lotta all’Isis, la nuova piovra internazionale che saccheggia i giacimenti di arte nel mondo, si svolge anche combattendo il traffico internazionale di opere d’arte. Lo dicono gli agenti speciali dell’Arts Quad dell’FBI, dell’Homeland Security e dello State Departement.
Nella guerra contro i trafficanti sono state vinte alcune battaglie: la telecamera di Petrolio documenta nella sede del Consolato Italiano a Park Avenue le opere recentemente confiscate negli Stati Uniti a mercanti, collezionisti e gallerie, che vanno ad aggiungersi a quelle già recuperate e in precedenza esposte nei musei americani, come il Cratere di Eufronio, capolavoro dell’arte etrusca, nel Metropolitan Museum di New York e la Venere di Morgantina, esposta per molti anni alla Villa Getty di Malibù, copia perfetta della Villa dei Papiri di Ercolano. La rete di migliaia di oggetti illecitamente venduti da due grandi trafficanti italiani Giacomo Medici, specializzato nel commercio clandestino di reperti etruschi e Gianfranco Becchina referente dei tombaroli siciliani, continua ancora oggi ad alimentare il traffico internazionale, prova ne sono i recenti sequestri effettuati a New York dall’FBI.
I nuovi responsabili dei musei stanno cambiando atteggiamento sulle politiche di incauto acquisto che hanno incrementato questo traffico? Il Getty Museum restituirà il prezioso bronzo l’Atleta di Fano attribuito allo scultore greco Lisippo, considerato un capolavoro assoluto?
I grandi capolavori dell’archeologia e dell’arte rientrati in Italia sono il monito per ricordare a tutti noi il valore del nostro patrimonio?

Fonte : Rai

Il Circolaccio

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