Inchiesta: Le gravi denunce di Sonia Alfano su Belice Ambiente rimaste chiuse nel cassetto

  1. Noi siamo poveri cittadini ignoranti e spesso, non riusciamo a capire come funziona la macchina giudiziaria.
  2. Da anni si parla del fallimento di Belice Ambiente, dei tanti debiti e delle vergogne commesse da chi ha amministrato questa società e nessuno è sotto inchiesta. Solo l’avvocato Truglio e un suo collaboratore.
  3. Sonia Alfano, donna coraggiosa, appartenente a quell’antimafia fuori dal sistema e donna davvero libera , denunciò alla procura di competenza tutte le ruberie e le clentele che trovò all’interno della società d’ambito gestita per molti anni dalla politica. Prima del suo commissariamento avvenuto nel 2014 , l’ATO è stato gestito da Nicola Lisma amico fidato di Nicola Cristaldi e  di Massimo Grillo
    1. Eppure, da quelle forti denunce  fatte per iscritto da Sonia Alfano nessun fascicolo è stato aperto. Strano, la vicenda puzza d’insabbiamento. Eppure in un consiglio comunale tenutosi a  Castelvetrano nel  maggio 2015, Sonia Alfano come da verbale del consiglio n.50, fa delle affermazioni molto gravi sulla gestione di Belice Ambiente ,denunciando violazioni di legge anche sulla gestione dei rifiuti. In  quella seduta era presente anche Pasquale Calamia
    2. Pubblichiamo parte di quel verbale
    3. ON. SONIA ALFANO: Ringrazia il Presidente per averla invitata e la sua presenza in
      Consiglio Comunale è una occasione unica per spiegare la situazione che ha trovato
      all’ATO TP 2. Dichiara che l’unico Comune con cui lei ha avuto problemi è quello di
      Mazara del Vallo che detiene il 33% all’interno dell’ATO TP 2 e chiaramente se lo stesso
      non paga il dovuto , tutto comincia a scricchiolare. Afferma che la gestione liquidatoria ha
      provocato danni erariali enormi, ultimo in ordine di tempo l’invio di bollettini di pagamento illegittimi ai cittadini per importi spesso irrisori affidandosi ad un a ditta privata per la notifica degli stessi e non a Poste Italiane, situazione per la quale ha già notiziato le autorità competenti. Dichiara di aver visionato un verbale dell’assemblea dei soci, redatto dal liquidatore Nicolò Lisma, il quale recita che la maggioranza dei Comuni presenti in
      quella sede, avevano rifiutato una partecipazione a quello che era il progetto per l’acquisto
      di automezzi e nella fattispecie nel 2009 si era pensato di predisporre un progetto
      riguardante l’acquisto di automezzi ed attrezzature diviso in due lotti, uno che riguardava
      Castelvetrano e l’altro Salemi, però c’era un accordo che sanciva l’utilizzo dei mezzi e
      delle attrezzature in tutti i Comuni facenti Parte dell’ATO TP 2, ma nel marzo del 2013 i
      Comuni soci, a maggioranza dei presenti, hanno deliberato negativamente in merito alla
      compartecipazione ed al co-finanziamento del 10% dell’importo totale (circa €
      570.000,00), rinunciando ad una importantissima e vitale occasione per rinnovare il parco automezzi. Afferma che quando sente dire che è necessario andare in 191, applicando e subendo un aggravio dei costi maggiori a parità di servizio reso dall’ATO TP 2, si rende conto che trattasi di un disegno scientemente previsto per andare nella direzione del fallimento della società, che paga oggi circa € 900.000,00 per la riparazione degli automezzi vetusti ed è costretta a ricorrere al nolo a caldo e probabilmente lei non sarebbe stata accusata di indebitare la società per aver acquistato tre auto compattatori usati in ottimo stato per un totale di € 59.000,00, acquisto che, a dire del liquidatore, non
      poteva effettuare in quanto la società è in liquidazione, ma non si spiega perché essendo
      in liquidazione vengono presentati i bilanci in regime ordinario, il bilancio del 2013 è stato
      bocciato e nessuno, alla luce di ciò, chiede le dimissioni del liquidatore Lisma. Dichiara di
      aver chiesto al liquidatore di sottoscrivere l’acquisto di questi tre mezzi, con i quali nei
      primi due mesi sono stati risparmiati di officine e noli circa € 240.000,00: Dichiara, inoltre, di aver dimostrato in questi sette mesi di gestione commissariale, con carte alla mano, le cose abbiano cominciato a funzionare, nonostante lei abbia preso in eredità una società piena di debiti, con i mezzi non iscritti all’albo dei gestori da circa un anno e mezzo,sprovvisti di revisione, con parecchie mensilità arretrate dei dipendenti, i loro contributi non pagati, sprovvisti di indumenti e materiale da lavoro, con la discarica da quattro anni operante senza polizza fideiussoria, cosa che ha portato alla chiusura della stessa.
    4. Dichiara che la vicenda della T.I.A. è stata da lei ampiamente
      segnalata alla Procura della Repubblica di Trapani, perché trattasi di danno erariale e la responsabilità è della gestione liquidatoria.
    5. Conferma che nella discarica di Campobello di Mazara sono stati
      conferiti in maniera oscura 15.000 tonnellate di rifiuti provenienti da Napoli, cosa della quale ha notiziato le Procure competenti. 
    6. Per i reati ipotizzati da Sonia Alfano molti imprenditori sono andati in carcere. I rifiuti, ad esempio, non si possono trasportare con mezzi non iscritti all’albo gestori  e non in  regola con le revisioni. Come circolavano?
    7. VACCARA: Esprime piena solidarietà all’On. Alfano ed al Funzionario Bucca per il vile
      gesto intimidatorio subito. Sottolinea la gestione scandalosa dell’Ato TP 2 in questi anni,
      come si evince da molte inchieste giornalistiche.
  4. Malaffare, clientelismo, corruzione e spreco di denaro pubblico sono stati gli ingredienti principali di una gestione dei rifiuti già definita dall’ultimo commissario Sonia Alfano nel  settembre 2015 : “Il manuale della perfetta organizzazione a delinquere”

  5. Un commissario poco ubbidiente al sistema, come l’ex europarlamentare Sonia Alfano, ha fatto un bel po’ di denunce alla Procura della Repubblica di Trapani, mettendosi di traverso alle logiche e alle prassi consolidate. E siccome il sistema è un mostro tentacolare, abbrutito da dieci anni di malefatte, si è pure tentato di farla passare come la causa della carenza nella raccolta dei rifiuti e dei mancati stipendi per gli operatori. Come se l’emergenza fosse stata causata dalla Alfano.

  6. Era una sfida anche nei primi anni del 2000, quando la Belice Ambiente aveva 100 mila euro di capitale sociale e nessun automezzo. Per vincerla, comprarono o affittarono i mezzi da chi già gestiva i rifiuti per conto dei comuni. Per esempio, a Castelvetrano c’era la società “Ecolsicula”, poi “Spallino Servizi”, sequestrata nel 2012, quando gli inquirenti scoprirono che parte dei proventi dell’azienda finiva alla moglie di Antonino Nastasi, mafioso della famiglia di Castelvetrano, condannato all’ergastolo in via definitiva anche per alcuni omicidi, nel maxi processo “Omega”.

    A Campobello di Mazara c’era invece Epifanio Napoli dominus della  società Accardi Servizi che ha lavorato per anni anche per il comune di Campobello di Mazara e Mazara del Vallo. E’ anche da lui che la Belice Ambiente ha affittato gli auto compattatori. Napoli era già stato arrestato per riciclaggio nel 2001, quando sequestrarono il parco acquatico “Acquasplash” intestato alla moglie e l’albergo “Ramuxara” a Tre Fontane. Poi riarrestato nel 2009, coinvolto in un’indagine su appalti truccati nel lodigiano. Ma la Belice ambiente è davvero un caso oggetto di studio per tesi in criminologia. Fino all’arrivo di  Sonia Alfano ogni cosa era lasciata agli interessi dei singoli. Lisma ha gestito da amministratore anni importanti. Ma i veri  protagonisti di questo fallimento sono stati i politici che hanno amministrato Belice Ambiente. da Emanuele Cristaldi a Gianni Pompeo , il potere politico ha lottato per anni per controllare la Belice Ambiente

     

  7. Era diventata una cuccagna. Aziende che lavoravano per il comune di Castelvetrano,  veninvano chiamate anche per Belice Ambiente. Tutto in famiglia. E la mafia rimaneva indifferente. Non crediamo che, un affare del genere sia rimasto lontano dagli interessi mafiosi. Una ditta, molto vicina all’amministrazione comunale di Castelvetrano, per anni ha gestito, acquedotto, rifiuti speciali , bollette  idriche e anche speciali servizi per Belice Ambiente.e spesso senza nessuna gara pubblica
  8. Ognuno si aiutava come poteva
  9. Secondo Felice Errante,ex  sindaco di Castelvetrano,  che diede ragione a Sonia Alfano in quella seduta, dove era presente anche il consigliere Pasquale Calamia, la  Società  era destinata al fallimento e i libri contabili dovrebbero andare in Tribunale per accertare le eventuali responsabilità degli Amministratori che si sono succeduti.

    Appalti, incarichi e assunzioni sono stati la principale merce di scambio all’interno di una società fondata sulla deresponsabilizzazione dei sindaci.

    Una Spa in cui le colpe sono sempre rimbalzate dai soci agli amministratori, con profondi disservizi che, nel corso di più di 10 anni, hanno fiaccato le già deboli pretese dei cittadini per una raccolta dei rifiuti degna di un paese civile.

  10.  L’ex assessore  provinciale Pipitone. “La gara dell’ “affidamento del servizio di recupero della tariffa di igiene urbana nell’ATO TP2” per €. 1.500,000,00 fu  aggiudicata in maniera rocambolesca alla “Maggioli Tributi” con previsione di un compenso di oltre 2 milioni di euro. A seguito di esposto-denuncia da parte mia, la Procura della Repubblica di Marsala ha emesso 5 avvisi di garanzia fra cui il Truglio e il Nicosia.
  11. Relativamente agli appalti di noli a caldo e a freddo, ho notizia di una denuncia già approdata in tribunale per turbativa d’asta relativamente all’affidamento del servizio di raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani di €. 388.000,00 aggiudicato alla Società Accardi Servizi di Campobello di Mazara in data 03/12/2007.
  12. Oltre gli appalti frazionati per la costruzione del “Polo Tecnologico2 di Castelvetrano contrada “Airone”, finanziato dall’Unione Europea per 7,5 milioni di Euro, lievitato a 10,6 milioni di Euro attraverso perizie di variante e suppletive, opera non completata, rimasta una cattedrale nel deserto per volontà dei Sindaci che non hanno mai deliberato la compartecipazione finanziaria. La Regione ha già fatto richiesta delle somme erogate, si è proceduto anche a frazionare gli incarichi di progettazione con illegittimi affidamenti fiduciari, anche all’attuale dirigente dell’Agenzia Regionale Rifiuti Ing. Domenico Michelon attuale soggetto attuatore all’Ufficio del Commissario delegato. Negli appalti di forniture milionarie, ha partecipato una sola ditta con un ribasso d’asta dello 0,150% in una gara e, dello 0,0202% nell’altra gara. Fatti del genere possono capitare raramente.

Altro affidamento milionario per €. 2.898.876,00   senza gara, per il reperimento di operatori ecologici, con assunzione clientelare, alla società “Manpower”. È evidente che l’utilizzo di operai in somministrazione ha comportato un costo aggiuntivo per la Società di €. 4,77 + IVA all’ora, pari ad un presunto danno erariale di €. 740.121,18, stranamente tutte le assunzioni sono state fatte in concomitanza alle elezioni provinciali del 2008 dove il candidato del gruppo Truglio-Macaddino era Giampiero Giacalone del Partito Democratico.

Tutto questo lo sapevano solo gli addetti ai lavori e i sindaci soci. Tutti assieme si definivano l’ATO “virtuoso”, con la complicità dei compari dell’Agenzia Rifiuti e forti di un bilancio artatamente presentato in attivo ricorrendo a cartelle esattoriali false”.

Una storia di imbrogli e sprechi che ad oggi non conosce responsabili.  Le denunce di Sonia Alfano non hanno avuto esito. Perche? Perchè ancora non si anulla dei suoi esposti alle procure?

Sono tutti vittime del sistema. I responsabili sarebbero  solo i cittadini che vengono spesso accusati di essere incivili ed evasori

 

Fonte : La sicilia, Comune Blog Pipitone

Il Circolaccio

 

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