Da Montante soldi ai giornalisti? L’Ordine aveva aperto un’inchiesta che fine ha fatto?

Da Montante soldi ai giornalisti? L’Ordine dei Giornalisti di Sicilia aveva avviato nel 2015  un’indagine a causa di un articolato esposto

Montante e la stampa: amicizie, soldi e dossieraggi
«Ci duni du miliuni all’anno e non rompono i coglioni»

Possono essere amici, quasi sodali, certe volte anche grazie al denaro come merce di lusingaAltrimenti, per dirla proprio con le sue parole, «rompono i coglioni». Antonio Calogero Montante, per tutti Antonello, non aveva dubbi su come bisognasse comportarsi con la stampa. Riempire i giornalisti di soldi. O aspettarsi che rompessero i coglioni. E lui lo sapeva bene chi erano gli amici e chi invece i giornalisti che rompevano i coglioni. Talmente bene da aver fatto attività di dossieraggio persino su di loro.

Finanziamenti da parte dell’imprenditore: il presidente  dell’epoca Riccardo Arena, dipendente del Giornale di Sicilia  lavorava a un fascicolo. Che fine ha fatto?

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Era solo un’indagine conoscitiva. Ma l’ordine dei giornalisti dopo aver avviato un ciclo di audizioni: in particolare, sono stati sentiti tre cronisti non fece più nulla . Il tema era quello dei rapporti con il presidente di Confindustria Antonello Montante. L’Ordine siciliano, guidato da Riccardo Arena, cercò di capire se e in che modo Montante abbia finanziato una lunga serie di iniziative editoriali ed eventualmente, attraverso queste, singoli giornalisti. Al di là della legittimità o meno di questi contributi, l’Ordine voleva verificare se erano state violazioni deontologiche da parte degli iscritti. Se, in sostanza, gli stessi giornalisti destinatari di sostegni economici  –  diretti o indiretti  –  si siano poi occupati di vicende che riguardano il leader confindustriale. L’indagine era partita da una segnalazione che sarebbe giunta da Caltanissetta. Adesso , la magistratura di Caltanissetta, avendo più informazioni potrà verificare se Arena fece luce fino in fono su questa vicenda o se tutto si fece cadere nel pozzo scurdatu

Repubblica , gia prima dalle sue pagine, aveva raccontato dei contributi che la Camera di commercio di Caltanissetta, diretta da Montante, aveva erogato nel 2014 a favore di giornalisti di importanti quotidiani siciliani e testate web per la realizzazione di libri, prima ancora che questi venissero scritti o pubblicati. È molto probabile, a questo punto, che della vicenda si occuperà la magistratura. Il sistema Montante è ancora tutto da capire

Sempre Repubblica, in quel periodo pubblicò che, nelle delibere della Camera di commercio di Caltanissetta, oltre al sostegno per la realizzazione di libri, venne previsto l’acquisto di abbonamenti ad agenzie di stampa come l’Italpress (5.110 euro) e riviste quali “I quaderni de L’Ora” (6 mila euro). Finanziamenti concessi sotto la voce “azione di marketing territoriale” che ha ricompreso pure, nel 2014, contributi per l’acquisto di pubblicità su siti web di diverse province. Alcuni esempi: 5 mila euro alla società Mediatrade per il quotidiano online perlacittà.it e 8 mila euro, a Caltanissetta, per il mensile “Il Fatto nisseno”. Adesso gli inquirenti stanno cercando di ricostruire da dove prendeva i soldi per finanziare la stampa e sopratutto chi fossero questi giornalisti che venivano rifocillati per disinformare o gettare fango. Le indagini sono all’inzio. Sembra che la rete delle provvidenze di Montante sia finita anche nel trapanese con contributi e  progetti finanziati a testate e blogghisti. I soldi lasciano sempre  una traccia.

Fonte: Repubblica

Meridione news

Redazione il Circolaccio

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