Castelvetrano: Perricone “primo maggio senza lavoro, Castelvetrano  è una città al collasso e che sconta a caro prezzo  la diabolica presenza del boss Matteo Messina Denaro e dei suoi sodali”

MOVIMENTO LIBERI E INDIPENDENTI CASTELVETRANO

        COMUNICATO STAMPA

 

  Castelvetrano 30/04/2018

 

Luciano Perricone portavoce del movimento “LIBERI E INDIPENDENTI”   

 In occasione del 1 maggio

 Invia un  messaggio a tutti  lavoratori del territorio e in particolare  a chi sta cercando un lavoro e non riesce a trovarlo

 Un messaggio diretto anche ai tanti giovani che stanno lasciando la nostra città per trovare fortuna altrove

 

 

Il primo maggio dovrebbe essere una giornata di festa per il lavoro e per i lavoratori.   Un giorno intero  dedicato al lavoro con sfilate di carri , di liberi cittadini e di categorie di lavoratori associati alle sigle sindacali. Ormai a Castelvetrano non è più cosi. Molti si ricorderanno che  agricoltori sfliavano con mezzi  agricoli adornati a festa. Oggi a Castelvetrano, tutto questo è un lontano ricordo. Vi è poco da festeggiare. La città attraversa una delle crisi  economiche più acute dal dopo guerra ad oggi. La recessione si taglia con il coltello . Molte famiglie sono afflitte dall’incertezza lavorativa e dalla mancanza di una possibile soluzione ai loro problemi economici. Negli ultimi anni, a Castelvetrano, come in altri comuni dell’Isola, si sono persi  migliaia di posti di lavoro. Sono tantissimi i giovani che son andati via. Questo primo maggio, come i precedenti  degli ultimi anni non può che essere un momento di seria riflessione sulla crisi occupazionale. Il lavoro, quello serio,   legalmente rispettato e  con regolare contratto, da dignità alle persone  e soprattutto genera processi di speranza per il futuro. Senza cadere nella facile retorica che a poco serve in questo difficile momento, quando in una comunità ci sono più dispoccopati che occupati, è necessario abbassare l’ascia di guerra politica e cominciare un proficuo dibattito con  tutte le forze sane  del territorio. Senza presunzione chi intende lavorare per il vero bene della città, si metta attorno ad un tavolo e cominci a studiare  soluzioni utili a generare lavoro fuori dalla logica del ritorno politico. Castelvetrano  è una città al collasso e che sconta a caro prezzo  la diabolica presenza del boss Matteo Messina Denaro e dei suoi sodali. Castelvetrano da troppi anni è  il fronte estremo   di una guerra tra lo Stato e il maledetto boss. Purtroppo, come ogni guerra che si rispetti, va a finire  spesso che ci vanno di mezzo anche gli innocenti o  vittime inconsapevoli . 25 anni di latitanza sono troppi.  25 anni di inchieste logorano.Il prezzo più caro di questa estenuante battaglia la stanno pagando i ceti più deboli e soprattutto i nostri figli. Oggi essere nato a “Castelvetrano” è una colpa, un marchio pesante. La città è spenta.  Il ridente centro storico di una volta non esiste più. Decine di negozi hanno chiuso con la consegente perdita di posti lavoro. Non si può rimanere indifferenti davanti all’agonia di un malato.  E’ finita l’era  delle diagnosi, alcune delle quali anche inesatte. La politica ha di certo  le sue responsabilità ma spetta  sempre alla politica, insieme ai cittadini di buona volontà e che ripudiano la mafia e ogni forma di arroganza,  dare una nuova primavera  a questa città.

L’arrivo dei commissari, a pochi giorni dal voto del 2017, pone un preciso  confine temporale. Forse dovevano arrivare subito dopo il caso “Giambalvo. Forse nel 2017 dovevano scegliere i cittadini chi mandare a Palazzo Pignatelli.  Ormai è andata cosi. Il modo in cui sono arrivati i commissari  ha fatto pensare all’ ennesima “punizione”  voluta dallo Stato contro i castelvetranesi.   Il nostro Movimento non intende avvalorare questa tesi. Non vogliamo pensare ad uno Stato che “punisce” una comunità.

In occasione del 1 maggio , ricorrenza che ricorda dure battaglie per la conquista dei diritti dei lavoratori, non serve buttare fuoco sulle polemiche e neanche ribadire che, il contrasto alla mafia e al boss, è  scaturito solo da rappresentati di certa parte politica. Gli interssati lo sanno che c’èstata gente in questa città che si è sempre opposta a certi figuri e chi è stato vittima di attentati o atti vandalici ha sempre sentito la vicinanza di tanti castelvetranesi e delle ammnistrazioni che si sono succedute. Oggi , oltre alle varie diatribe sui social o tra parti della politica,il vero problema di questa città, rimane  la lunga latitanza di Matteo Messina Denaro e il suo pernicioso rapporto con questa città. Tutti dobbiamo essere uniti contro la latitanza di questo delinquente che non ha nessun  rispetto per  le srti degli abitanti di questo territorio. L’unica cosa che  Messina Denaro dovrebbe fare in questo momento, sarebbe quella di consegnarsi alle forze dell’ordine e accettare la sconfitta. Per colpa sua stanno piangendo i nostri figli e tanti padri di famglia che non riescono a trovare lavoro in una città blindata e devastata mediaticamente .. Lo Stato  avrà anche commesso degli errori di strategia ma è sempre l’elemento fondamentale di una democrazia. La vicenda dei beni confiscati e mal gestiti, ha  generato un messaggio sbagliato e contorto. Nessuno deve pensare che la mafia da  lavoro e lo Stato lo toglie. La vicenda Grippo & GDO è ancora una ferita aperta. In questo territoro lo Stato deve dimostrare ancor di più che è più forte dei mafiosi. E’ fondamentale che questo avvenga non solo con la repressione ma anche con il sostegno alla gente perbene. Lo Stato agisce nel rispetto dei principi costituzionali, affrancadosi dall’arroganza e dalla partigianeria politica. Lo Stato è uno è non “deve” avere colore politico nella sua azione contro il crimine. A poco serve la divisione all’interno degli organi politici nella lotta alla mafia. I mafiosi, come dimostrano le inchieste, cercano di stare vicino al  potere, a prescindere dal colore politico. Una politica forte  e non litigiosa aiuta lo Stato a vincere contro ogni forma di delinquenza. Liberare Castelvetrano dal boss e da chi ancora crede che Lui, sia un mito da ascoltare, è la vera battaglia di questa comunità. Senza questa vittoria e senza una politica del fare e del merito difficilmente Castelvetrano tornerà a festeggiare il 1 maggio e a vedere tante famiglie sorridere per aver  raggiunto la tranquilittà economica

 

 

 

 

                              Luciano Perricone Movimento Liberi e indipendenti

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