La realtà e la metafora nella “Buttanissima Sicilia” di Buttafuoco

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Pietrangelo Buttafuoco, grande studioso di cose siciliane, giornalista e polemista raffinato da anni , con i suoi testi tocca con intelligenza le corde del vissuto siciliano

Come si conviene a chi fa comunicazione e si rivolge a dei potenziali lettori , cogliamo l’occasione nell’augurare Buona Pasqua a chi segue il blog di trovare sempre conforto nella parola di Dio. L’occasione ci rimane molto gradita , per suggerirvi alcuni brani del vasto repertorio di Pietrangelo Buttafuoco .

Nei momenti difficili e drammatici che un popolo spesso è costretto a vivere , torna davvero utile ispirarsi alla saggezza di chi ha il dono dell’equilibrio e della visione costruttiva .Senza acredine” posturale” e con ferma lucidità, Buttafuoco riesce sempre a descrive i fatti della sua terra. Ci piace riportare, per l’occasione, alcuni interessanti suoi brani che di certo, aiutano la sana riflessione del lettore

Buona Pasqua a Tutti.

Per Pietrangelo Buttafuoco l’impostura, in Sicilia, rimane  ancora il problema più grande. Il raggiro, la costruzione di parte, quella sindrome di “ricatto del consenso” o del “rispetto” forzato, a cui i siciliani si espongono, che denuncia da anni, insieme al timore che la sua gente possa incappare ancora una volta nei siciliani dal “baffuzzo furbo” e di varia provenienza

Il tema della sofferenza del popolo siciliano, è stato più volte affrontato con determinazione da Buttafuoco. Per Lui, -vale sempre la -libertà di pensiero- .Pensiero che non è soltanto intellettuale . Un pensiero intriso di belle parole e lontano dalla realtà, non riesce, spesso,a trovare simpatia nei luoghi ambiti dai siculi rimasti.Se il pensiero è monotematico e con poca diffusione, non serve.Buttafuoco, su questo aspetto è categorico.Nei suoi libri e articoli , tende a rappresentare la testimonianza di chi vive e osserva, ciò che accade senza contaminare il campo d’azione con la partigianeria che spesso alberga nell’ intellettualismo siciliano.Analizza la società isolana che deve necessariamente scrollarsi di dosso la teoria bizzarra delle diversi “patenti ” che autorizzaziono certi illuminati ,ad aver sempre ragione e altri , sempre torto o peggio ancora ,condannati alla delegittimazione perpetua.Buttafuoco , sull’ argomento e’ sublime.

La patente del -libero pensiero- non deve mai cozzare con il pregiudizio o la limitazione della libertà altrui . Spesso,- dice Buttafuoco-, le logiche dell’appartenenza , sono state dinamiche solo Utili alla lotta politica e non per la lotta alla malaria mafiosa e all’ illegalità diffusa .Lo scontro continuo sulle strategie utili a combattere la mafia, la corruzione ,alla ricerca di quelle “patenti esclusive” ha favorito solo chi, in modo furbo ,ha cercato sempre di soggiogare il popolo siciliano , impedendone il vero cambiamento. Se ancora la mafia è un male che distrugge la Sicilia e fa scappare molti giovani,dopo decenni di inchieste e processi, qualcosa , evidentemente, non è andato per il verso giusto . il detto dice: “Tra i due litiganti il terzo gode”. In Sicila è avvenuto anche questo: la divisione tra tutti coloro che , nelle varie maniere ,hanno cercato di contribuire a debellare il cancro di “cosanostra” e del sistema che ci gira intorno.

Se l’Isola non si libererà di ogni fare mafioso e delle relative strumentalizzazioni sulla lotta al crimine, nessuna programmazione di sviluppo funzionerà. Buttafuoco lo dice in modo chiaro e con la forza del cuore :la lotta ad ogni forma di crimine deve unire e non dividere . La Sicilia ha bisogno di tanta giustizia sociale e trasparenza. Le due cose insieme generano ,fisiologicamente legalità. Per eliminare ogni forma di malaffare, non può più esserci “scontro”   I siciliani che sperano di vedere la Sicilia libera da tutti coloro che  la inquinano  con atteggiamenti  che sanno di mafia e di  malaffare , non stanno solo  da una parte.La rinascita passa da lla condivisione  delle forze sane a prescindere  dall’ appartenenza.Oppure,  fare come  i codardi e andare via . La codardia mette al riparo da ogni rischio e non disturba . Lavarsene la mani come fece Ponzio Pilato. Gesu’fu crocifisso e Barabba salvato.Fu il primo referendum della storia e fu indetto da Ponzio Pilato, e tutti votarono Barabba


Dante ai codardi : ” Questo misero modo tegnon l’anime triste di coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo.” Divina Commedia, Inferno, III, 34–36

“Manda la tua verità e la tua luce; siano esse a guidarmi, mi portino al tuo monte santo e alle tue dimore” dalla Bibbia

Leggete Pietrangelo Buttafuoco,  merita 10 e lode 

 

Buttafuoco e la politica

Riconsegnare alla Sicilia il suo ruolo di nucleo centrale di un equilibrio geopolitico delicatissimo quale è l’area delMediterraneo, e quello non meno importante di culla e riferimento di storia, bellezza e civiltà. Progetto altisonante, scommessa politica all’altezza dei tempi e di una antropologia rinnovata, fatta di carriere cuori e ideali puliti, assieme a una vita istituzionale e a un modello di amministrazione che non si basi più su sopraffazione, ambiguità, indifferenza e contiguità con le forze della malavita organizzata.

la sua considerazione è come una scure

“Chiunque faccia politica, in Sicilia, come chiunque facciaimpresa, prima o poi, si suca due immancabili appuntamenti: o la galera o il fallimento.”

La recita della politica

Per Pietrangelo Buttafuoco l’impostura rimane  ancora il problema più grande. Il raggiro, la costruzione, quella sindrome di “ricatto del consenso” a cui i siciliani si espongono, che denuncia da anni, insieme al timore che la sua gente possa incappare ancora una volta nei siciliani dal “baffuzzo furbo”

E’, appunto, un teatrino la cui regia è la malafede e il cui pezzo forte – orgoglio del cartellone – è la pantomima degli inganni.Uno spettacolo grottesco, questo della tenaglia che avvita e svita, consumato in queste giornate di convulsione del potere regionale e, in rimbalzo romano, nella preparazione delle liste per le Europee dove sia gli assessori chiamati nella giunta di governo, sia i candidati del Pd, o di altri partiti tutti duri e tutti puri, hanno contrabbandato ideali e calunnie, ricatti e anatemi, lasciando inerme e sconfitta la verità.

Buttafuoco e l’analisi siciliana

E’ stata tutta una gara di tutti contro tutti, quella di questi giorni. Tutti a sfregiarsi reciprocamente secondo il tasso di antimafietà riducendo la rivoluzione. Una rivoluzione di fatui annunci – a una macchietta.Una favola, dunque. La cui morale, purtroppo, è lercia. Il pegno di sangue di tanti innocenti è diventato pretesto di un mercato per le carriere dei vivi e il destino tutto ribaltato di una bugia apparecchiata nelle buone intenzioni – quella di essersi assicurato il credito dovuto ai rivoluzionari, ai giusti, ai difensori della legalità perpetuando la fogna del potere – s’è svelata in un contrappasso: qualche politico che se ne partì per combattere la mafia risultò che sfasciò l’antimafia di molti che hanno dato tutto per combattere mafiosi e i loro amici dentro i palazzi.

Buttafuoco e la gente

Le colpe sono anche quelle dei siciliani che hanno avallato questo sistema. Chi ha avuto il potere ha preferito alimentare il sistema clientelare con annessi e connessi. Si sono nutriti di quel narcisismo che conduce all’arroganza e al fallimento di tutta la categoria politica che ha sfruttato il bisogno della povera gente

Buttafuoco dopo le prime avvisaglie giudiziarie sul metodo Montante disse: :”Due sono i tipi di mafia: la mafia e la mafia dell’antimafia. Non avendo obblighi di diplomazia, ecco, la dico chiara. L’esito della lotta alla mafia, al netto del teatrino cui s’è ridotta, è quello di una tenaglia stretta intorno alla Sicilia.

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