Operazione Artemisia : l’errore della competenza della Procura non fermerà l’inchiesta . Possibile una divisione tra Palermo e Trapani

L’indagine sulla presunta superloggia di Lo Sciuto non si ferma. Esiste solo il rischio scarcerazione per tutti gli indagati e per vizi giuridici legati alla firma del Gip di Trapani

Lo dice la legge . Il Tribunale del riesame che è una tutela per l’indagato applica solo la norma riferita alla misura cautelare data all’indagato . Esiste una competenza territoriale che viene determinata dal tipo di reato e  da dove viene consumato

La procedura consente all’indagato sottoposto a misura cautelare di fare ricorso al Riesame.

Il chiarimento su quanto accaduto , si potrà avere con certezza solo con la conoscenza delle motivazioni da parte del Riesame . Le motivazioni verranno pubblicate tra 45 giorni. Nelle more, visto che il procedimento firmato dal Gip Cersosimo di Trapani ha subito un giudizio averso su questioni di territorialità e non solo di misura cautelare, occorre capire se, gli altri ricorsi, in ragione di questo verdetto, saranno resi nulli in attesa del trasferimento a Palermo. Secondo alcuni penalisti, in questa circostanza, il Riesame dovrebbe annullare. Ma occorre attendere la sentenza del Riesame. in ogni caso dopo il trasferimento a Palermo, potrebbero i provvedimenti cautelari , essere nuovamente attivati dal Gip di Palermo

L’operazione Artemesia di reati a vario titolo ne ha ipotizzati oltre 20 e con varie dinamiche .

L'inchiesta sulla superloggia di Lo Sciuto. Rischio scarcerazione per tutti gli indagati
Francesco Cascio 

Il tribunale del riesame ritiene competente a giudicare Palermo e non Trapani. Dopo Cascio, la decisione sugli altri sotto inchiestad

L’ex deputato regionale Francesco Cascio ha già lasciato gli arresti domiciliari, il tribunale del riesame di Palermo ha stabilito che la competenza a occuparsi del caso non era del giudice delle indagini preliminari di Trapani, ma di quello di Palermo. L’inchiesta è quella riguardante la superloggia di Castelvetrano che sarebbe stata guidata dall’ex deputato regionale Giovanni Lo Sciuto, nei giorni scorsi sono scattate 27 misure cautelari. E presto, tutte potrebbero essere annullate, proprio per un problema di competenza: il reato più grave è risultato infatti quello del capo 8 dell’ordinanza, il peculato commesso da Lo Sciuto nel momento in cui avrebbe stipulato un falso contratto di portaborse con Maria Luisa Mortillaro, moglie di un suo grande elettore, Giuseppe Angileri. “Reato commesso in Palermo e Marsala”, ha scritto la procura di Trapani. Quale giudice sarà dunque competente? Palermo o Marsala? Di sicuro, non Trapani, ribadisce il Riesame.

Intanto altri indagati avevano già risposto al Gip Corsosimo e avevano ottenuto la libertà o l’obbligo di soggiorno  . Il Tribunale del riesame ha revocato gli arresti domiciliari anche ad Antonio Di Giorgi, Nei giorni scorsi il gip Cersosimo aveva tolto la misura ad Alessio Cammisa, psicologo, Giovanna Di Liberto, assistente sociale. Stessa cosa anche per Luciano Perricone aspirante sindaco che non è più agli arresti domiciliari dopo aver risposto al Gip. Questi tre indagati hanno solo l’obbligo di dimora in alcune città . All’ex candidato Perricone è stato vietato di abitare a Castelvetrano fino a nuovo ordine La revoca dell’obbligo di dimora era già stato deciso anche per Valentina Li Causi e Daniele Clemente dell’azienda Vanico. Giuseppe Berlino, ex consigliere comunale invece, è stato trasferito dal carcere agli arresti domiciliari

Bisognerà attendere le motivazioni della decisione del tribunale per capire. E, intanto, nuove istanze da parte degli altri indagati sono già al vaglio dei giudici palermitani. Con un esito che sembra scontato, l’annullamento delle misure, per l’incompetenza del giudice che si è pronunciato. Sempre a causa del reato più grave, il peculato e non la corruzione. Ma gli indagati restano comunque sotto inchiesta, le intercettazioni hanno svelato un sistema di favori che ruotava attorno a Lo Sciuto, accusato di essere stato interessato soltanto a potenziare il suo bacino elettorale attraverso raccomandazioni per ottenere pensioni di invalidità. Cascio, invece, risponde solo di un’ipotesi di favoreggiamento, secondo la procura di Trapani avrebbe soffiato la notizia dell’indagine a Lo Sciuto, notizia arrivata dall’allora segretario del ministro dell’Interno Angelino Alfano, Giovannantonio Macchiarola, indagato pure lui. Ieri, la decisione del collegio del Riesame presieduto da Antonella Pappalardo. Cascio era assistito dagli avvocati Enrico Sanseverino, Roberto Mangano e Vincenzo Maria Giacona. Annullata anche l’ordinanza riguardante il medico palermitano Antonio Di Giorgio, dai domiciliari passa all’obbligo di dimora. Mentre la procura di Trapani annuncia ricorso in Cassazione per la vicenda di Cascio. Il 10 e l’11 aprile, si terranno invece le udienze per discutere dei ricorsi di Lo Sciuto e dell’ex sindaco di Castelvetrano, Felice Errante.

Fonte Repubblica

Il Circolaccio

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